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Il film Cenerentola del 1949: Torino, Stupinigi e Monza nella grande fiaba lirica di Cerchio

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Da Alessandro Maldera

Dicembre 04, 2025

Scena del film Cenerentola (1949) diretto da Fernando Cerchio: due giovani donne porgono un documento a un uomo anziano seduto su una sedia, in un ambiente in stile teatrale

Il film Cenerentola, diretto da Fernando Cerchio e uscito nel 1949, porta sul grande schermo la celebre opera lirica di Gioachino Rossini, ispirata alla fiaba di Charles Perrault. È una produzione che intreccia musica, fiaba e cinema, girata tra gli studi Icet di Torino e alcuni dei luoghi più iconici del Piemonte e della Lombardia, tra cui il Palazzo Reale di Torino e la Palazzina di caccia di Stupinigi. Un titolo che segna un momento particolare del cinema d’opera italiano del dopoguerra, capace di restituire l’incanto della scena lirica attraverso la magia del linguaggio filmico.

Retrospettiva tecnica – Cenerentola

  • Regia: Fernando Cerchio
  • Genere: Drammatico musicale
  • Durata: 90 minuti
  • Cast: Lori Randi, Gino Del Signore, Afro Poli, Vito De Taranto, Enrico Formichi
  • Produzione: Artisti Associati / Opera Film
  • Riprese: Studi Icet di Torino e set tra Torino, Stupinigi e Monza

Trama del film

La vicenda segue fedelmente la trama rossiniana: Cenerentola, giovane orfana relegata ai lavori domestici da matrigna e sorellastre, grazie all’aiuto di Alidoro riesce a partecipare al ballo di corte. Qui conquista il cuore del principe Ramiro, che la riconoscerà solo grazie alla celebre scarpetta lasciata cadere nella fuga di mezzanotte.
Il film mantiene la struttura musicale e narrativa del melodramma, accompagnandola con un uso sapiente delle immagini e con la spettacolarità dei set torinesi.

Produzione e regia

La regia di Fernando Cerchio si distingue per la capacità di trasformare un’opera lirica in cinema vero e proprio. Non si limita a filmare cantanti in scena, ma utilizza movimenti di macchina, alternanza di piani e scenografie studiate per valorizzare la musica. Il risultato è una pellicola che unisce rigore musicale e libertà visiva, accolta positivamente dalla critica dell’epoca come esempio “decoroso e accurato” di film-opera.

I set torinesi e lombardi

  • Palazzo Reale di Torino: usato per gli interni, in particolare le sale da ballo e di corte
  • Palazzina di caccia di Stupinigi: set privilegiato per gli esterni “regali”
  • Castello di Tolcinasco e Palazzo Reale di Monza: completano la cornice scenica
  • Studi Icet di Torino: centro di lavorazione tecnica e musicale della pellicola

Cast e interpreti

  • Lori Randi: Cenerentola
  • Gino Del Signore: Don Ramiro
  • Afro Poli: Dandini
  • Vito De Taranto: Don Magnifico
  • Enrico Formichi: Alidoro

A questi si aggiungono Fiorella Carmen Forti e Franca Lamantini nei panni delle sorellastre, oltre a un ampio cast secondario che contribuisce a rendere vivace la coralità tipica delle opere rossiniane.

Accoglienza e critica

La stampa dell’epoca sottolineò la cura scenografica e la capacità di Cerchio di integrare musica e immagine. Alcuni critici evidenziarono una certa staticità derivante dalla natura operistica del soggetto, ma nel complesso il film venne riconosciuto come esperimento riuscito nel campo del cinema musicale. Particolarmente lodata la scelta di utilizzare location reali come il Palazzo Reale di Torino, che conferivano al racconto una dimensione visiva di grande impatto.

Perché è importante per Torino

Cenerentola rientra a pieno titolo nel cluster dei film girati a Torino: non solo per le riprese negli studi Icet, ma anche per l’utilizzo di luoghi iconici come il Palazzo Reale e la Palazzina di caccia di Stupinigi. La pellicola dimostra come la città, già capitale della prima stagione del cinema italiano, continuasse a essere un centro produttivo e creativo anche nel dopoguerra.

FAQ – Cosa sapere sul film-opera Cenerentola

Il film segue fedelmente l’opera di Rossini?

Sì, mantiene struttura, numeri musicali e caratteri del melodramma, lavorando su tempi e raccordi visivi per la fruizione cinematografica.

Dove sono stati girati gli interni più riconoscibili?

Nelle sale storiche del Palazzo Reale di Torino, usate per ricreare ambienti di corte e cerimoniali.

Quali location esterne compaiono nel film?

La Palazzina di caccia di Stupinigi, il Castello di Tolcinasco e il Palazzo Reale di Monza.

Perché è rilevante nel cluster “film girati a Torino”?

Perché unisce studi torinesi (Icet) e set reali della città e dintorni, offrendo un esempio di integrazione tra patrimonio architettonico e cinema musicale.

Che ruolo ha la regia di Cerchio?

Traduce l’opera in linguaggio filmico: movimenta scene corali, usa carrelli e cambi di scala, e valorizza costumi e scenografie per ritmo e spettacolarità.

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende