Castello di Beinasco: storia completa del fortilizio medievale del centro storico

Da Alessandro Maldera
Dicembre 04, 2025

Il Castello di Beinasco è uno dei simboli più antichi del territorio e conserva ancora oggi elementi medievali di grande interesse, nonostante le trasformazioni subite nel corso dei secoli. Sorge vicino all’attuale Piazza Alfieri, dove un tempo si concentrava il nucleo politico e commerciale del borgo. La struttura è di proprietà privata, ma le sue architetture — dalle bifore agli antichi resti della cinta muraria — permettono ancora di leggere l’evoluzione storica del feudo beinaschese.
Profilo storico del Castello di Beinasco
• Signorie successive: Bergiera, Leoni di Saluzzo, Monferrato, ramo De’ Federici
• Architettura residua: bifore a tutto sesto, arco acuto in cotto, oltre alla porta “Torre” con caditoie
• Reperti artistici: affresco quattrocentesco (Fuga in Egitto, Crocifissione, San Sebastiano)
• Ritrovamenti archeologici: epigrafe romana del I–II sec. d.C., ora nel cortile della parrocchia
• Stato attuale: proprietà privata, visibile da Piazza Alfieri e lungo Corso Cavour
Origini medievali del castello
Le prime notizie certe su Beinasco compaiono nel XIII secolo, periodo in cui il Vescovo di Torino, Arduino di Valperga, investì Federico Piossasco come primo signore del luogo (ca. 1200). Da lui ebbe origine il ramo Piossasco de’ Federici, destinato a governare il territorio per secoli.
Le tensioni sui confini tra Torino e Beinasco portarono, nel 1236, alla delimitazione ufficiale sancita dal Vescovo Ugo Cagnola. Solo pochi anni dopo, nel 1239, Torino decise di acquisire direttamente il Castello tramite compenso economico, temendo l’evasione dei pedaggi da parte dei mercanti in transito.
Il figlio di Federico, Giovanni, confermò l’atto nel luglio dello stesso anno. Da quel momento il destino del castello rimase strettamente legato alla città di Torino.
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Signorie, alleanze e passaggi di proprietà
Nel corso dei secoli, il castello passò a diverse famiglie e poteri:
- ai Bergiera
- poi ai Leoni di Saluzzo
- quindi ai Marchesi del Monferrato, come attestato da un diploma di Carlo IV (1355)
Solo nel 1584 il feudo tornò in mano ai De’ Federici di Piossasco, che ebbero nuovamente l’investitura ufficiale. L’ultima conferma risale al 1753, quando Carlo, figlio di Giuseppe Antonio, ricevette il titolo feudale.
Architettura del Castello di Beinasco
Il castello originario, risalente al XIII secolo, era un edificio di impianto guelfo, successivamente colpito da incendi, assedi e ricostruzioni. Nonostante i rimaneggiamenti, alcuni elementi medievali sono ancora riconoscibili.
Tra i più significativi:
• Bifore medievali
Sul lato verso il Sangone si conservano due splendide bifore ad arco a tutto sesto, divise da colonnine e decorate con archi acuti in cotto.
• Medaglione in terracotta
Sulla facciata rivolta a Piazza Alfieri compare un medaglione con ritratto in terracotta, tradizionalmente identificato come l’imperatore Nerone.
La cinta muraria e la porta detta “Torre”
Della fortificazione esterna resta oggi solo una porta d’ingresso su Corso Cavour, conosciuta localmente come Torre.
Elementi ancora leggibili:
- struttura in laterizio
- apertura ad arco a tutto sesto
- resti delle caditoie
- posizione un tempo protetta da fossato e ponte levatoio
Affresco quattrocentesco
Un frammento di affresco del XV secolo, oggi molto deteriorato, era originariamente parte integrante delle decorazioni del castello. Le scene riconoscibili raffiguravano:
- la Fuga in Egitto
- la Crocifissione
- il Martirio di San Sebastiano
Oggi l’affresco è collocato sul muro lungo via Trucchi.
Ritrovamenti archeologici: l’epigrafe romana
Nel 1945, nel giardino dell’attuale canonica, fu rinvenuta un’epigrafe funeraria romana risalente al I–II secolo d.C.. Oggi è conservata nel cortile della parrocchia.
È dedicata a Tertullae Matri e riporta la formula TFI – testamento fieri iussit, segno di una committenza colta e socialmente elevata.
FAQ – Come organizzare una visita al Castello di Beinasco
No. L’edificio è di proprietà privata e non è aperto al pubblico. Tuttavia, le facciate, le bifore e il medaglione in terracotta sono visibili dall’esterno, in Piazza Alfieri e lungo Corso Cavour.
Si conservano due bifore ad arco a tutto sesto sul lato verso il Sangone e alcuni tratti della cinta muraria, inclusa la porta detta “Torre”, con arcata e caditoie originali.
Il frammento, un tempo parte del castello, è oggi collocato su un muro lungo via Trucchi, non distante dal nucleo storico.
Si tratta di una lapide sepolcrale del I–II secolo d.C., rinvenuta nel giardino della canonica e oggi custodita nel cortile della chiesa parrocchiale. È dedicata a Tertullae Matri.
La sua posizione strategica lungo i percorsi commerciali provocò frequenti tensioni con Torino. Nel 1239 il Comune acquistò il castello proprio per controllare i traffici e il pagamento dei pedaggi.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



