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Film Cattivi pensieri: tutto sulla pellicola cult di Ugo Tognazzi e sulle location piemontesi

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Da Alessandro Maldera

Dicembre 02, 2025

Il film Cattivi pensieri (1976), diretto e interpretato da Ugo Tognazzi, è una delle commedie più pungenti degli anni Settanta. Con toni amari e ironici, la storia mette a nudo gelosia, paranoia e fragilità borghesi, mentre il viaggio dei protagonisti attraversa Milano, Torino e le montagne della Valle d’Aosta.

La sintesi perfetta di Cattivi pensieri

Anno: 1976
Regia: Ugo Tognazzi
Protagonisti: Ugo Tognazzi, Edwige Fenech
Luoghi: Milano, Torino, Cervinia
Genere: commedia amara con sfumature poliziesche
Tema centrale: gelosia, sospetto e autoinganno nella borghesia anni ’70

Trama del film Cattivi pensieri (SPOILER)

L’avvocato Mario Marani, in partenza per un viaggio di lavoro, è costretto a rientrare a casa a causa della nebbia che blocca i voli. Rientrato nel cuore della notte, trova la moglie Francesca addormentata ma intravede, nel ripostiglio dei fucili, i piedi nudi di un uomo nascosto.

Convinto che si tratti dell’amante della moglie, chiude a chiave il ripostiglio senza dire nulla. Il giorno seguente parte con Francesca per un viaggio programmato da tempo, tra una battuta di caccia, un passaggio a Torino e alcuni giorni a Cervinia.

Durante tutto il viaggio Marani rimugina ossessivamente su chi possa essere il presunto amante:
– un giovane venezuelano,
– un maestro di sci,
– l’avvocato Borderò,
– o perfino suo fratello scapestrato.

Quando la coppia rientra a Milano, la verità emerge: nel ripostiglio non c’era alcun amante, ma il figlio del portinaio, entrato di nascosto per osservare i fucili. La polizia libera il ragazzo e lo arresta per tentato furto.

Marani, paradossalmente, riparte per il viaggio di lavoro rimandato all’inizio del film… in compagnia della sua amante, continuando però a dubitare della fedeltà della moglie.

Temi e lettura del film

Il film mette in scena:
gelosia e paranoia borghese
• la fragilità delle relazioni coniugali
• la contraddizione tra apparenza e verità
• l’ipocrisia dei ruoli sociali negli anni Settanta

L’intero racconto procede per sospetti e malintesi, offrendo un ritratto ironico ma tagliente della moralità dell’epoca.

La produzione del film

Cattivi pensieri è tratto dal romanzo Il commissario di Torino di Riccardo Marcato e Piero Novelli, anche se la trasposizione cinematografica se ne discosta notevolmente.

Il film venne girato nel 1976, con:
Ugo Tognazzi nel ruolo del protagonista
Edwige Fenech nel ruolo di Francesca
• riprese tra Milano, Torino e Cervinia
• ambientazioni che alternano casa borghese, località sciistiche e grandi città

La commistione tra commedia all’italiana e malinconia esistenziale è tipica del cinema di Tognazzi.

Le scene ambientate a Torino

Durante il viaggio dei protagonisti, il film mostra diversi angoli della città, in particolare quelli legati alla Torino elegante e borghese degli anni Settanta.

Secondo le ricostruzioni, compaiono:
• strade centrali e vie monumentali,
• alberghi e palazzi utilizzati come set temporaneo,
• il percorso verso Cervinia attraversando la provincia torinese.

La città appare come tappa di passaggio ma contribuisce al tono elegante e leggermente malinconico della storia.

Accoglienza e critica

Alla sua uscita, il film divise la critica: alcuni recensori sottolinearono la capacità di Tognazzi di fondere ironia e amarezza, mentre altri giudicarono la narrazione troppo teatrale. Oggi il film è considerato un titolo significativo per comprendere:
• la rappresentazione della borghesia negli anni Settanta,
• la gelosia come motore narrativo,
• la presenza di Torino nel cinema italiano di quel periodo.

FAQ – Le domande che tutti si fanno su Cattivi pensieri

Qual è il senso del finale di Cattivi pensieri?

Il finale mostra che il dubbio dell’avvocato non si placa, rivelando che la gelosia nasce più dalla sua insicurezza che dai fatti.

Il film è stato girato anche a Torino?

Sì, alcune scene del viaggio della coppia sono ambientate a Torino, usata come tappa narrativa e sfondo urbano.

Quali location reali si riconoscono?

Milano, Torino e Cervinia: tre luoghi emblematici che compongono l’itinerario del protagonista.

Il film segue fedelmente la trama originale?

Parzialmente: Tognazzi mantiene l’idea centrale ma accentua ironia, gelosia e ambiguità psicologica.

Perché il film è considerato tra commedia e noir?

Perché unisce humour amaro e tensione, oscillando tra gelosia domestica e atmosfere da thriller leggero.

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende