Chiesa San Cassiano di Grugliasco: la pieve antica che racconta mille anni di fede e arte piemontese

Da Alessandro Maldera
Dicembre 02, 2025

La Chiesa di San Cassiano di Grugliasco è uno dei luoghi sacri più antichi e rappresentativi della cintura ovest di Torino. Sorta sulle basi di una pieve medievale attestata già nell’XI secolo, la parrocchiale racconta oltre mille anni di storia del Comune, trasformazioni architettoniche e devozione popolare. Nonostante i numerosi interventi che si sono succeduti nel tempo, la chiesa conserva ancora oggi una struttura solenne, un campanile di origine medievale e preziose tele dei secoli XVII e XVIII. Un patrimonio che permette di leggere l’evoluzione del territorio e l’identità religiosa di Grugliasco.
Focus Chiesa San Cassiano di Grugliasco
• Ricostruzione: 1647, consacrazione nel 1777
• Facciata: gotico ottocentesco (Ferrante, 1880)
• Campanile: torre medievale adattata a campanile
• Interno: tre navate, presbiterio rialzato, tele XVII–XVIII sec.
• Restauri recenti: interventi liturgici del 2012
Le origini medievali: la pieve documentata nel 1047
Grugliasco compare per la prima volta in una fonte scritta nel 1047, quando un documento cita esplicitamente la pieve dedicata a San Cassiano. Già nel IX secolo, tuttavia, il territorio era proprietà del capitolo dei canonici della Cattedrale di San Giovanni Battista di Torino, segno di una presenza ecclesiastica consolidata.
La chiesa originaria era un edificio semplice, probabilmente costituito da un’aula rettangolare con abside semicircolare, secondo lo schema tipico delle pievi medievali piemontesi. Di quell’antica struttura rimangono oggi soltanto tracce indirette, integrate nei successivi ampliamenti.
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La ricostruzione del Seicento: il nuovo edificio del 1647
La Grugliasco del XVII secolo era in crescita, e la piccola pieve medievale non era più sufficiente. Così, nel 1647, iniziarono i lavori della nuova chiesa parrocchiale, affidati a maestranze luganesi. L’intervento definì gran parte dell’impianto barocco ancora leggibile oggi:
- pianta a croce latina
- transetto pronunciato
- tre navate separate da pilastri
- presbiterio rialzato
- abside semicircolare
Nel 1777, durante la visita pastorale dell’arcivescovo Francesco Luserna Rorengo di Rorà, la chiesa venne solennemente consacrata.
L’ampliamento settecentesco e le trasformazioni dell’Ottocento
Tra il 1779 e il 1780, l’architetto chierese Mario Ludovico Quarini progettò un ampliamento complessivo dell’edificio. Il progetto non fu completato interamente, ma contribuì a nobilitare la struttura, inserendo elementi architettonici più moderni.
La facciata, rimasta a lungo incompleta, venne finalmente innalzata nel 1848 in stile neogotico. Nel 1880, l’architetto Giovanni Battista Ferrante rivoluzionò completamente il prospetto, conferendogli l’impronta attuale: un equilibrio tra gotico ottocentesco e sobria monumentalità.
Nello stesso periodo fu costruita anche la nuova sagrestia, mentre la piazza antistante assunse progressivamente l’aspetto che vediamo oggi.
La facciata: gotico ottocentesco e simboli sacri
Il fronte principale della chiesa, rivolto a nord-ovest, è scandito da:
- timpano triangolare
- grande arco a tutto sesto che incornicia portale e lunetta affrescata
- due coppie di lesene con capitelli compositi
- ali laterali arretrate
Nella lunetta, un affresco policromo introduce alla dimensione sacra, dialogando con le geometrie gotiche del prospetto.
Sul lato destro della facciata, a livello inferiore, si conserva un frammento di affresco trecentesco raffigurante la Madonna del Latte col Bambino, San Giovanni Battista e San Cassiano. È una delle testimonianze figurative più antiche dell’intero complesso.
Il campanile medievale: la torre tardo-medievale riutilizzata
Il campanile non è integrato nella facciata, ma si trova a una quindicina di metri di distanza. Si tratta dell’antica torre medievale del borgo, successivamente adattata a torre campanaria.
Caratteristiche principali:
- pianta quadrata in mattoni
- funzione difensiva nelle fasi più antiche
- cella campanaria con monofore ogivali su ogni lato
- tetto a quattro falde
È uno degli elementi più suggestivi del complesso, capace di riportare il visitatore all’assetto originario del borgo medievale.
L’interno: tre navate e un’impostazione barocca
Superata la soglia, l’aula si presenta ampia e luminosa, articolata in tre navate divise da pilastri massicci che reggono archi a tutto sesto. Una cornice modanata corre lungo tutto il perimetro superiore, segnando l’imposta della volta a botte lunettata.
Il presbiterio, rialzato di alcuni gradini, è dominato dall’altare maggiore e si conclude in un’abside semicircolare. Nel 2012 si è proceduto alla rimozione della balaustra storica e al rifacimento della pavimentazione, con un intervento volto a migliorare la fruibilità liturgica.
Tra le opere conservate si distinguono:
- un crocifisso ligneo di grande intensità espressiva
- tele settecentesche e seicentesche
- decorazioni pittoriche che dialogano con le architetture barocche
Un’identità viva: la parrocchia oggi
La Chiesa di San Cassiano è oggi il cuore spirituale della comunità grugliaschese e rientra nell’Unità Pastorale 46 – Go Grugliasco Oratorio. L’attività parrocchiale coinvolge bambini, famiglie e giovani in un percorso che unisce liturgia, formazione e servizio.
Contatti utili
- Indirizzo: Via F. Cravero 18, Grugliasco
- Telefono: 011 781068
- Email: parr.sancassiano.grugliasco@diocesi.to.it
FAQ – Chiarimenti sull’edificio religioso
La prima attestazione documentaria risale al 1º maggio 1047, quando l’antica pieve viene menzionata in un atto ufficiale legato al capitolo della Cattedrale di Torino.
Sì. L’attuale campanile è in realtà una torre tardo-medievale riutilizzata in epoca successiva come torre campanaria, riconoscibile dalle monofore ogivali e dalla struttura in mattoni.
All’interno si conservano tele seicentesche e settecentesche, un crocifisso ligneo di pregio e decorazioni barocche ben mantenute. All’esterno è visibile un raro affresco trecentesco della Madonna del Latte.
La facciata attuale è del 1880, quando l’architetto Giovanni Battista Ferrante la ricostruì completamente in stile neogotico, sostituendo la versione incompleta del 1848.
Sì. Fa parte dell’Unità Pastorale 46 ed è un punto di riferimento per celebrazioni, attività dell’oratorio e iniziative comunitarie.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



