Torrazzo di Villarbasse: materiali, merlature e funzioni della torre fortificata

Da Alessandro Maldera
Dicembre 02, 2025

Il Torrazzo di Villarbasse è una delle strutture medievali meglio conservate dell’area torinese. La sua presenza è documentata fin dal 1277 e, nel corso dei secoli, la torre ha attraversato passaggi feudali, ampliamenti architettonici e trasformazioni legate alle esigenze difensive e residenziali. Oggi è una testimonianza rara del sistema fortificato che caratterizzava i villaggi collinari del Piemonte.
Gli elementi chiave del monumento medievale
• Funzione primaria: difesa del feudo e rifugio per gli abitanti
• Tecnica costruttiva: pietra locale e ciottoli della Dora
• Merlatura: passaggio da guelfa a ghibellina con i vescovi di Torino
• Ambienti storici: sala a cassettoni, scala interna, ghiacciaia
• Elementi notevoli: fossato medievale ancora visibile, quadrante solare, meridiana
• Proprietà: linea Durando dal 1871
• Dove si vede meglio: salita da vicolo Barbera, a pochi passi dalla piazza del Municipio
Origini del Torrazzo: una torre nata per difendere il feudo
La prima menzione del Torrazzo di Villarbasse risale al 1277, quando la famiglia Pertusio di Avigliana ottenne dai conti di Savoia il feudo e avviò la costruzione di una torre fortificata.
L’edificio nasce con una funzione chiarissima: garantire la difesa del territorio e offrire rifugio in caso di attacchi.
Nel XIV secolo il feudo passò agli Acaia, ramo diretto della dinastia sabauda: Giacomo lo cedette al fratello Tommaso, vescovo di Torino, segnando l’inizio di una lunga fase di proprietà ecclesiastica. Da quel momento, il Torrazzo rimase estraneo alle vicende sabaude, diventando un bene direttamente gestito dai vescovi.
Tra 1390 e 1400, durante la permanenza del vescovo Giovanni di Rivalta, la torre venne rialzata di un piano e profondamente ristrutturata.
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XV–XVI secolo: ampliamenti, nuovi proprietari e trasformazioni
Tra 1420 e 1438 venne costruito un “palazzo nuovo” accanto alla torre: un edificio più comodo e moderno che divenne la residenza effettiva dei proprietari, segnando il graduale abbandono della torre come alloggio stabile.
Nel 1439, il vescovo Ludovico Romagnano cedette il complesso ad Amedeo di Chignin, mentre nel 1542 l’arcivescovo Innocenzo Cibo investì Giovanni Avogadro del Bosco del titolo signorile “del Torrione”.
Nel 1572, il Torrazzo passò infine ai Porporato, conti di Luserna, che lo mantennero fino all’Ottocento.
Dall’Ottocento ai giorni nostri
Durante il XIX secolo la proprietà cambiò più volte, fino all’acquisto del 1871 da parte di Giuseppe Durando, famiglia alla quale appartiene ancora oggi.
Nel 1884, lo storico Ferdinando Rondolino rese il Torrazzo celebre nel romanzo La Corte di Acaia, contribuendo alla sua riscoperta storica.
Architettura del Torrazzo: una torre medievale quasi intatta
Il Torrazzo è un raro esempio di torre medievale piemontese conservata quasi integralmente.
Caratteristiche principali
- Pianta: rettangolare
- Altezza originaria: 12,5 metri
- Murature inferiori: pietra grezza e ciottoli di fiume
- Disposizione pietre: naturale e a spina di pesce
- Spessore: circa 2 metri alla base
- Merli originari: guelfi
- Merli successivi (XV secolo): “a penna”, tipologia ghibellina
L’accesso avveniva tramite un ponte mobile in legno che superava il fossato (ancora presente). Oggi è sostituito da un ponte in muratura, poggiato sui pilastri medievali.
Durante il rialzo vescovile del XV secolo, i merli antichi vennero riempiti con pietrame e l’edificio si elevò di un piano, con finestre incorniciate e una nuova merlatura più elegante.
Ambienti interni
La torre si sviluppa su tre piani, collegati da una rampa interna.
All’interno si trovano:
- Piano terra: grande sala con soffitto ligneo a cassettoni e camino
- Piano superiore: ambienti residenziali modificati nel XVI secolo
- Sotterraneo: volta a botte e locale ghiacciaia
Dall’ultimo piano si accede al camminamento dei merli, una struttura perimetrale che consentiva il controllo visivo del territorio.
Elementi esterni di rilievo
Sulle facciate sono visibili:
- un quadrante solare sopra l’ingresso
- una meridiana orientata a mezzogiorno
- resti di affreschi attorno alle finestre e alle mensole delle caditoie
Studi e rilievi
Rilievi e analisi sono stati condotti dal Politecnico di Torino, nell’ambito del Laboratorio di Restauro Architettonico (Fenoglio, Gerenzani, Ghironi).
Come vedere il Torrazzo
Il Torrazzo è proprietà privata, ma può essere ammirato dall’esterno salendo da vicolo Barbera, vicino alla piazza del Municipio.
Email di riferimento: f.pennaroli@torrione.net
FAQ – Risposte ai quesiti più frequenti dei lettori
No, la torre è proprietà privata e non aperta al pubblico. È però ben visibile dall’esterno percorrendo vicolo Barbera.
Tra il 1275 e il 1277, subito dopo la concessione del feudo ai Pertusio da parte dei Savoia.
Il primo ordine aveva merli guelfi, poi riempiti nel XV secolo quando la torre fu rialzata e dotata di merli ghibellini.
Sì, il fossato medievale che circondava la torre è ancora riconoscibile.
Dal 1871 appartiene alla famiglia Durando, oggi Durando–Pennaroli.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



