Storia Feletto: dalle prime citazioni dell’827 al conferimento della Medaglia al valor militare

Da Alessandro Maldera
Novembre 05, 2025

La storia di Feletto, comune del Canavese in provincia di Torino, copre oltre mille anni di vicende. Il borgo, citato già nell’827, si legò strettamente all’abbazia di Fruttuaria e rimase a lungo indipendente fino al 1741, quando entrò nel Regno di Sardegna. Nel Novecento, Feletto ebbe un ruolo centrale nella Resistenza partigiana del Basso Canavese, subendo incendi e rappresaglie nazi-fasciste.
Tratti distintivi del passato di Feletto
Profilo storico di Feletto
- Origine del nome: dal latino flere (“piangere”) per le piene dell’Orco, o da filictum (“felceto”)
- Prima citazione: 827, con l’avvocato Ghisiberto di Feletto
- Legame con Fruttuaria: donazione al monastero nel 1019 da Ottone Guglielmo
- Passaggio ai Savoia: inglobato nel Regno di Sardegna nel 1741
- Seconda guerra mondiale: 21 vittime civili durante rastrellamenti e incendi
- Onorificenza: Medaglia di bronzo al valor militare nel 1984
Origine del nome Feletto
Il toponimo Feletto ha più ipotesi etimologiche.
- Una teoria lo collega al latino flere (“piangere”), in riferimento alle frequenti e devastanti piene del torrente Orco.
- Un’altra, più accreditata, deriva da filictum (“felceto”), che indicherebbe un luogo caratterizzato dalla presenza di felci.
La doppia possibilità riflette bene la natura del territorio, da sempre segnato dall’acqua e dalla vegetazione spontanea.
Le prime attestazioni storiche
La prima menzione di Feletto risale all’827, con Ghisiberto, avvocato difensore dei monaci della Novalesa. Questa citazione dimostra che il borgo aveva già una struttura organizzata.
Successivamente, nel 1019, il marchese Ottone Guglielmo d’Ivrea donò Feletto all’abbazia di Fruttuaria di San Benigno Canavese. Da allora, il paese fu governato dai monaci come feudo pontificio soggetto direttamente alla Santa Sede.
Durante il basso Medioevo, Feletto si articolava in due nuclei distinti. Il centro più antico, oggi inglobato nel tessuto urbano, era fortificato con mura, fossato e un torrione quadrato, testimone del passato difensivo.
Liti di confine e transizione sabauda
Nel 1459 Feletto fu protagonista di una disputa con Rivarolo Canavese per questioni di confini, segno di una forte identità territoriale.
Dopo oltre sette secoli di autonomia politica, nel 1741 il borgo entrò stabilmente nel Regno di Sardegna, segnando l’inizio della fase sabauda che avrebbe preceduto l’unità d’Italia.
Feletto nella Seconda guerra mondiale
Feletto fu uno dei centri strategici della Resistenza partigiana nel Basso Canavese. La sua posizione, lungo i collegamenti tra pianura e valli, lo rese un punto nevralgico per le brigate partigiane.
Le truppe nazi-fasciste reagirono con violenza: il paese venne incendiato e 21 abitanti furono uccisi durante rastrellamenti. Questa pagina dolorosa ha lasciato un segno indelebile nella memoria collettiva.
Per il sacrificio della popolazione, il 10 luglio 1984 Feletto ricevette la Medaglia di bronzo al valor militare, onorificenza che ne riconosce il coraggio civile.
Simboli civici
- Stemma (1938): d’argento con cinque lance d’azzurro, sormontate da banderuole
- Gonfalone: drappo rosso, arricchito di ricami, rappresentazione ufficiale del Comune
Monumenti e luoghi d’interesse
- Torrione medievale: unico resto del castello, riadattato a torre campanaria e poi municipio; oggi sede Pro Loco.
- Chiesa di Santa Maria Assunta (1706): edificio barocco, conserva le reliquie di San Vittorio martire.
- Chiesa della Madonna del Rosario (1631): eretta come voto per la fine della peste del 1630, ancora funzionante.
- Chiesa di San Pietro – Madonna delle Grazie: settecentesca, con cappella votiva molto frequentata dai fedeli.
- Santuario della Madonna del Carmelo (1746-1749): importante luogo di culto barocco situato alle porte del borgo.
- Chiesa di Sant’Eusebio: antico edificio medievale ridotto a rudere, legato alla storia di Fruttuaria.
- Villa Serena (XVIII secolo): dimora nobiliare trasformata nel Novecento in istituzione assistenziale.
- Palazzo Fascio (XIX secolo): ex asilo e centro educativo, oggi in attesa di restauro.
- Ponte Rosso: resti di un ponte medievale a cinque arcate, che collegava Feletto ad altri centri oltre l’Orco.
- Monumento ai caduti: eretto vicino al cimitero, ricorda i morti delle due guerre mondiali.
FAQ –
Il nome potrebbe derivare da flere (“piangere”), per le piene dell’Orco, oppure da filictum (“felceto”).
La più antica risale all’827, quando viene nominato Ghisiberto di Feletto, avvocato della Novalesa.
Dal 1019 l’abbazia di Fruttuaria ebbe il controllo del borgo come feudo pontificio.
Perché era uno dei centri principali della Resistenza partigiana nel Basso Canavese.
Il Torrione medievale, le chiese barocche, il santuario del Carmelo, Villa Serena e il Monumento ai caduti.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



