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Storia Villar Dora: dal castello medievale alle ciliegie simbolo del paese

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Da Alessandro Maldera

Ottobre 01, 2025

Veduta panoramica di Villar Dora con lo stemma comunale in sovrimpressione, sullo sfondo il Monte Musinè e la Valle di Susa

La storia di Villar Dora affonda le radici in epoca romana e si sviluppa nei secoli come punto strategico tra la Valle di Susa e la pianura torinese. Il borgo, difeso dal suo castello e dalla Torre del Colle, fu testimone di battaglie, pestilenze, visite di papi e sovrani, fino a diventare nel Novecento un comune autonomo.

Villar Dora, momenti che hanno segnato il paese

  • Età romana: posto di vedetta sulla rocca del castello
  • 1001: diploma di Ottone III cita il “Villar”
  • Secoli XII-XIII: costruzione del castello e della Torre del Colle
  • 1418: Papa Martino V ospite dei Provana
  • 1691: assalto francese del maresciallo Catinat
  • 1700: soggiorno di Carlo Emanuele III di Savoia
  • 1731: “Bandi campestri” per regolare l’agricoltura
  • 1885: il comune assume il nome di Villar Dora
  • 1928: unificazione con Almese e Rivera
  • 1955: ritorno all’autonomia comunale
  • 1982: famiglia Richetto riconosciuta Giusti tra le Nazioni

Le origini e il Medioevo

In epoca romana, un posto di controllo sorvegliava il passaggio verso la pianura. La posizione era considerata cruciale perché collegava l’area di Ocelum con la provincia delle Alpes Cottiae, integrate nell’Impero romano fino alle riforme di Diocleziano.

La prima citazione del borgo risale al 1001, in un documento imperiale. Tra il XII e il XIII secolo sorsero le prime strutture difensive: il castello, successivamente ampliato, e la Torre del Colle, che presidiava le alture.

Il ruolo dei Provana

Dal XIII al XV secolo diverse famiglie nobili si succedettero al feudo, ma furono i Provana del Villar a imprimere il segno più duraturo. A loro si deve la trasformazione del castello in una vera residenza signorile, con palazzo, torri e cinta muraria. I Provana furono anche protagonisti della vita politica sabauda, fedeli vassalli dei conti di Savoia.

L’età moderna

Nel 1418 il castello accolse Papa Martino V, di ritorno dal Concilio di Costanza.
Nel 1691 le truppe francesi del maresciallo Catinat danneggiarono il borgo, senza distruggere la rocca.

A metà Settecento fu ospite il re Carlo Emanuele III, confermando il ruolo del castello come luogo di rappresentanza. In questi anni comparvero i bandi campestri (1731), che regolavano la coltivazione e vietavano piantagioni troppo vicine a case e campi altrui.

Età contemporanea

Durante l’epoca napoleonica Villar Dora fu annessa al cantone di Rivoli. Estintasi la dinastia dei Provana, il castello passò agli Antonielli d’Oulx, ancora oggi proprietari.

Il borgo si distinse anche per iniziative sociali: nel 1882 nacque la Società Cooperativa agricola, segno dell’apertura alle idee progressiste. Nel 1885 il comune prese il nome attuale.

Con il fascismo Villar Dora fu accorpata ad Almese e Rivera (1928), ma l’autonomia venne ripristinata l’11 aprile 1955 grazie a un decreto firmato dal presidente Luigi Einaudi.

La Seconda guerra mondiale lasciò tracce nelle fortificazioni contraeree della collina della Seja. Durante l’occupazione nazista, la famiglia Richetto nascose tredici ebrei torinesi: per questo atto di coraggio, nel 1982 fu riconosciuta “Giusta tra le Nazioni” da Yad Vashem.

Simboli e identità

Dal 1959 lo stemma comunale raffigura il castello e la Torre del Colle, anche se con alcuni dettagli stilizzati (merli guelfi invece che ghibellini).

Accanto ai simboli araldici, Villar Dora è ricordata per le sue ciliegie, un tempo coltivazione fondamentale e oggi emblema identitario. Anche le castagne e i marroni, riconosciuti IGP dal 2010, hanno avuto un ruolo centrale nell’economia agricola locale.

Luoghi di interesse storico

  • Castello di Villar Dora, con giardini ottocenteschi e parti medievali
  • Torre del Colle, torre cilindrica romanica di sorveglianza
  • Chiesa di San Vincenzo e Anastasio, di origini benedettine, oggi sede del priore
  • Chiesa di San Rocco e Cappella di San Pancrazio
  • Monte Caprasio (Rocca Sella) e Collina della Seja, itinerari escursionistici
  • Aree umide delle Tampe, ambiente naturale di interesse ecologico
  • Via Francigena del Moncenisio, che attraversa il territorio

Faq – Villar Dora: curiosità e risposte rapide

Quali famiglie feudali governarono Villar Dora?

Tra le principali ci furono De Thouvet, Aiguebelle, Bergognino e soprattutto i Provana, protagonisti dal Medioevo al Rinascimento.

Quando fu costruita la Torre del Colle di Villar Dora?

La Torre del Colle risale al XII-XIII secolo e faceva parte di un sistema difensivo che controllava la bassa Valle di Susa.

Perché le ciliegie sono il simbolo del paese?

Perché furono a lungo la coltura agricola più diffusa, tanto da identificare Villar Dora a livello locale.

Cosa resta oggi della Seconda guerra mondiale?

Resti di postazioni contraeree sulla collina della Seja e memorie legate alla Resistenza.

Quando Villar Dora tornò comune autonomo?

Il paese riottenne l’autonomia l’11 aprile 1955, dopo essere stato unito ad Almese e Rivera durante il fascismo.

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende