Storia Gassino Torinese: il borgo fortificato che divenne città sabauda

Da Alessandro Maldera
Settembre 22, 2025

La storia di Gassino Torinese attraversa oltre un millennio di eventi, dai primi insediamenti di epoca romana al diploma di re Arduino del 1004, fino al legame definitivo con la dinastia sabauda nel Quattrocento. Nei secoli, il borgo ha vissuto assedi, battaglie e momenti di autonomia, trasformandosi progressivamente da centro fortificato medievale a paese industriale del Novecento. Oggi Gassino unisce le memorie del suo passato con la vitalità di un comune della Città Metropolitana di Torino.
Dalla gens Pollia ai Savoia: storia di Gassino
- Epoca romana – Prime tracce della gens Pollia
- 1004 – Diploma di re Arduino d’Italia sulla “Villa Gassingo”
- 1164 – Autonomia comunale concessa da Guglielmo di Monferrato
- 1299 – Costruzione delle mura difensive
- 1305 – Assedio del principe Filippo d’Acaja
- 1418 – Passaggio definitivo a Casa Savoia
- 1880 – Inaugurazione della tranvia per Torino
- 1952 – Il comune diventa ufficialmente Gassino Torinese
Origini antiche e prime tracce
Le radici del borgo sono legate al mondo romano. Il ritrovamento di un’iscrizione della gens Pollia e la disposizione ortogonale di alcune vie suggeriscono un’origine imperiale. La più antica menzione scritta risale al 1004, quando Arduino, re d’Italia, citò la “Villa Gassingo” in un diploma imperiale, confermandone la giurisdizione ad Alberico, primo feudatario locale.
Il Medioevo: autonomie e assedi
Nel corso dell’XI secolo, il borgo entrò nell’orbita dei marchesi di Monferrato. Nel 1164, il marchese Guglielmo concesse agli abitanti l’autonomia comunale, sancendo la nascita ufficiale del comune medievale.
Con il passare dei secoli, Gassino accrebbe il suo ruolo strategico. Nel 1299 ottenne il privilegio di costruire mura difensive, rafforzando la propria capacità militare. Tuttavia, il Trecento fu segnato da tensioni: nel 1305 Manfredi IV di Saluzzo invase il territorio, provocando l’assedio del principe Filippo d’Acaja che durò quasi un anno.
Dopo numerosi conflitti con i marchesi del Monferrato, nel 1418 Gassino si legò definitivamente a Casa Savoia, entrando nella loro sfera di influenza. Questo legame avrebbe segnato la storia del borgo nei secoli successivi.
L’Età Moderna
Durante l’età moderna, Gassino mantenne il suo impianto difensivo e la funzione di centro religioso e civile. Importanti documenti medievali testimoniano la presenza di plebanie e cappelle, che rafforzavano il ruolo spirituale del borgo. Le guerre tra Savoia e Monferrato, tuttavia, ne misero più volte alla prova le difese.
Dall’Ottocento al Novecento
Con l’Unità d’Italia, il paese visse una stagione di crescita. L’apertura di botteghe, osterie e locande favorì i commerci, mentre nel 1880 arrivò la tranvia Torino–Chivasso-Brusasco, che collegò Gassino ai centri vicini.
Nel Novecento, l’industrializzazione trasformò profondamente il territorio. Lo stabilimento calzaturiero Sobrero diede lavoro a centinaia di operai per oltre cinquant’anni, attirando nuovi abitanti da tutto il Piemonte. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, l’espansione urbanistica si spostò dalla collina alla pianura, lungo la strada per Torino, segnando l’aspetto moderno del borgo.
Nel 1952, il comune assunse ufficialmente il nome di Gassino Torinese, a testimonianza della sua identità storica e territoriale.
Simboli e identità
Lo stemma comunale, riconosciuto nel 1933, raffigura tre zappe d’argento su campo azzurro, simbolo delle tre valli storiche e dei feudi di Polosenda, Polmoncello e Ostero.
Il gonfalone, partito di bianco e di azzurro, richiama i colori tradizionali del borgo.
FAQ – Gassino Torinese: cosa sapere sulla sua storia
Nel 1004, in un diploma del re Arduino d’Italia.
Fu conteso tra i marchesi di Monferrato e i principi d’Acaja, fino al legame definitivo con i Savoia nel 1418
Lo stemma mostra tre zappe d’argento in campo azzurro, legate alle valli e ai feudi storici.
Si sviluppò lungo la strada per Torino, con l’arrivo di industrie come il calzaturificio Sobrero.
Il 25 febbraio 1952, con decreto ministeriale, il comune divenne ufficialmente Gassino Torinese.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



