Leggenda Parco della Tesoriera: il mistero del cavaliere nero tra i fantasmi di Torino

Da Alessandro Maldera
Agosto 13, 2025

Il Parco della Tesoriera di Torino non è solo uno dei polmoni verdi più belli della città, ma anche teatro di una delle leggende più affascinanti del capoluogo piemontese. Tra alberi secolari e sentieri ombrosi, si narra la storia di un cavaliere nero e della sua amata, anime inquiete che ancora oggi si aggirerebbero tra i viali del parco di corso Francia.
- Localizzazione: quartiere Parella, Torino – Parco della Tesoriera e Villa Tesoriera
- Soprannome: Giardin del Diav (dialetto torinese)
- Dati del parco: circa 76.000 m²; alberi autoctoni ed esotici
- Albero simbolo: Nonno Platano – circonferenza 660 cm, altezza >25 m
- Accesso: parco pubblico aperto di giorno; chiusura notturna. La villa ospita la Biblioteca Civica Musicale
La leggenda in breve
La leggenda del Parco della Tesoriera parla di apparizioni serali nel giardino storico di Torino.
Un cavaliere nero cavalca tra i viali, accanto a una dama in bianco dai lunghi capelli biondi.
I racconti collocano gli avvistamenti dopo il tramonto, quando il parco è silenzioso e i cancelli sono chiusi.
Secondo la tradizione, le figure attraversano i prati vicino alla Villa Tesoriera e poi svaniscono.
Alcuni testimoni dicono di percepire un rapido fruscio, come un passo o un galoppo lontano.
Nessuna fonte ufficiale ha documentato il fenomeno in modo verificabile.
Il fantasma della Tesoriera è spesso associato a un tesoriere sabaudo e alla sua misteriosa compagna.
La leggenda resta patrimonio orale, ambientata in luoghi reali visitabili di giorno e regolati da orari.
Perché “Giardin del Diav”
Il soprannome “Giardin del Diav” nasce dai racconti orali su presenze notturne e rumori inspiegabili nel parco. Nel dialetto piemontese indica il “giardino del diavolo”, cioè un luogo dove accadono cose oltre la ragione. Le testimonianze collocano le apparizioni a cancelli chiusi, tra la Villa Tesoriera e il bacino d’acqua, nelle ore più silenziose. C’è chi dice di aver udito echi metallici, fruscii improvvisi, ombre che scorrono tra i viali.
Suggestione, vento, fauna urbana o traffico lontano possono spiegare parte di questi effetti. Proprio l’ambiguità tra realtà e percezione ha alimentato il mito del fantasma della Tesoriera – il cavaliere nero e la dama in bianco – fissando nel tempo il nome Giardin del Diav come pezzo di folklore torinese
Personaggi e origini storiche
.La tradizione identifica il cavaliere nero con Aymo Ferrero di Cocconato, tesoriere sabaudo dei primi del Settecento. Secondo il racconto, subì un’accusa di ammanco nelle casse ducali e un ordine di confisca dei beni, Villa Tesoriera compresa. Per evitare il disonore pubblico, avrebbe scelto la morte per fuoco all’interno della dimora.
Le guardie, richiamate dal fumo, avrebbero trovato il corpo carbonizzato del tesoriere e poche tracce dell’incendio, circoscritto a una sala nobile. Della dama, invece, nessun indizio. La donna non fu mai rinvenuta. Per alcuni era l’amata segreta; per altri una moglie silenziosa o una governante fidata. Questa assenza è il dettaglio che tiene viva la leggenda.
Villa Tesoriera: la scena del mito
Villa Tesoriera fu costruita tra il 1713 e il 1715 su progetto di Jacopo Maggi. È un edificio barocco con affreschi e stucchi. Dopo passaggi di proprietà e modifiche in epoca francese, fu sede dell’Istituto Sociale della Compagnia di Gesù. Nel 1975 passò al Comune di Torino. Oggi ospita la Biblioteca Civica Musicale Andrea della Corte.
Il patrimonio naturale del parco e il Nonno Platano
Il parco ospita robinie, querce rosse, faggi, olmi, frassini, aceri, noci neri, tigli, tassi, magnolie. Il simbolo è il Nonno Platano (Platanus acerifolia), tra gli alberi più antichi della città: 660 cm di circonferenza e oltre 25 m d’altezza. La specie resiste bene all’inquinamento urbano e alle potature.
FAQ – La leggenda del cavaliere nero e la dama bianca
La vicenda usa luoghi reali e personaggi storici, ma le apparizioni appartengono al folklore cittadino
Per i racconti popolari su presenze notturne e suoni misteriosi che avrebbero dato fama al luogo
No. Il parco è chiuso di notte; l’accesso è consentito solo in orario diurno
La tradizione indica Aymo Ferrero di Cocconato, tesoriere sabaudo legato alla villa

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



