Statua di Redit Museo Egizio di Torino: la principessa reale dell’Antico Regno

Da Alessandro Maldera
Luglio 09, 2025

La Statua di Redit Museo Egizio di Torino rappresenta una delle più antiche e significative testimonianze scultoree di una donna della famiglia reale nell’Antico Egitto, risalente alla III dinastia (circa 2600 a.C.). Questo manufatto, realizzato in granodiorite, raffigura la principessa di sangue reale Redit, conosciuta solo grazie a questa statua e attestata come “figlia del re, del suo corpo” tramite un’iscrizione incisa sulla base ai lati dei piedi.
Materiale: Granodiorite
Epoca: Antico Regno, III dinastia (2592–2543 a.C.)
Provenienza: Probabilmente necropoli di Saqqara
Collocazione: Museo Egizio di Torino, Collezione Drovetti (1824)
Dimensioni: Altezza 83 cm
Descrizione della Statua di Redit
La statua di Redit ritrae Redit seduta su uno scranno, un elemento solitamente riservato a figure reali maschili, con un corpo idealizzato ma caratterizzato da forme robuste: spalle larghe, petto ampio e vita più pronunciata. Indossa una lunga tunica a guaina con ampie scollature a V e bretelle, tipica dell’epoca, insieme a una parrucca tripartita e braccialetti decorativi su entrambi gli avambracci.
Il volto ampio e piatto, incorniciato dalla parrucca, mostra tratti somatici che richiamano la famiglia reale della III dinastia. L’espressione severa e il trattamento lucido della pietra riflettono il gusto artistico dell’epoca e sottolineano la posizione elevata della principessa.
Il suo stile formale e la qualità di conservazione ne fanno oggi un importante punto di riferimento per gli studi sulla rappresentazione femminile nel periodo arcaico egizio
Storia e importanza storica
Il nome e il titolo di Redit sono incisi con precisione sulla base della statua, dove si legge che era “figlia del re, del suo corpo”. Questo rende la statua il più antico esempio conosciuto di scultura iscritta di una donna reale.
Sebbene non sia noto con certezza a quale re fosse figlia, si ipotizza un legame con la necropoli arcaica di Saqqara e possibilmente con il faraone Zoser. La statua, conservata al Museo Egizio di Torino, probabilmente proveniva da una tomba collegata a un uomo importante, come il padre o il marito, visto che nelle prime dinastie non erano ancora diffuse statue femminili autonome nei templi.
Tecnica e simbologia
Realizzata in granodiorite, una pietra dura e resistente, la statua testimonia l’abilità artigianale elevata dell’epoca. La lavorazione prevedeva l’uso di pietre abrasive di pari durezza e la lucidatura con sabbia di quarzo, un processo lungo e laborioso, riservato a pochi privilegiati.
Lo scranno su cui è seduta Redit è una trasposizione in pietra di un oggetto ligneo usato nella vita reale, solitamente associato a sovrani e persone di alto rango.
FAQ – Domande frequenti su Redit
Chi era Redit?
Una principessa di sangue reale della III dinastia, conosciuta grazie alla statua iscritta conservata a Torino.
Dove si trova la statua?
Al Museo Egizio di Torino, nella Collezione Drovetti.
A quale epoca risale?
Al periodo dell’Antico Regno, circa 2600 a.C.
Qual è l’importanza della statua?
È il più antico esempio di statua iscritta raffigurante una donna reale egizia.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



