Ostrakon della ballerina Museo Egizio di Torino: danza e arte nel Nuovo Regno

Da Alessandro Maldera
Luglio 08, 2025

L’Ostrakon della ballerina Museo Egizio di Torino è un raro e prezioso reperto della collezione Drovetti che raffigura una giovane danzatrice egizia in una posa acrobatica, nota come “ponte”. Questo ostrakon figurato, una scheggia di calcare dipinta, proviene dallo scavo del villaggio di Deir el-Medina e risale al Nuovo Regno, precisamente alla XIX-XX dinastia (1292–1076 a.C.).
Materiale: Calcare dipinto
Dimensioni: 11,5 x 17 x 4 cm
Provenienza: Villaggio di Deir el-Medina
Periodo: Nuovo Regno, XIX-XX dinastia
Collocazione: Museo Egizio di Torino, collezione Drovetti

Museo Egizio di Torino: il più antico al mondo a celebrare l’Antico Egitto
Fondato nel 1824, il Museo Egizio di Torino è il più antico al mondo dedicato interamente alla civiltà dell’Antico Egitto. Un luogo iconico che custodisce migliaia di reperti e continua ad affascinare visitatori e studiosi da tutto il mondo.
Descrizione e significato
Gli ostraka sono piccoli frammenti di pietra o ceramica usati dagli antichi egizi per scrivere testi o dipingere immagini, spesso legati alla vita quotidiana, all’insegnamento o a pratiche artistiche informali. Questi supporti economici erano molto diffusi nelle botteghe degli artigiani, nelle scuole e tra le classi lavoratrici, rappresentando una sorta di “quaderno” su cui esercitarsi o annotare idee.
L’Ostrakon della ballerina si distingue per la sua raffigurazione unica e vivace: una giovane donna a seno nudo che esegue un piegamento all’indietro, nella celebre posizione acrobatica chiamata “ponte”. Questa immagine spicca per la sua originalità e per il realismo che trasmette, in netto contrasto con i canoni rigidi e simbolici della pittura egizia tradizionale, dove il corpo umano è mostrato in posture fisse e iconiche, soprattutto quando si tratta di divinità, faraoni o sacerdoti.
Al contrario, la ballerina è rappresentata con una naturalezza sorprendente e un senso di movimento e dinamismo. Questo riflette la minore rigidità riservata alle figure minori o ai soggetti legati alla vita quotidiana e all’intrattenimento, dando così un’importante testimonianza della varietà di espressioni artistiche presenti nel Nuovo Regno.
Contesto storico e culturale
Il reperto proviene dal villaggio di Deir el-Medina, un centro abitato dagli artigiani specializzati nella costruzione e decorazione delle tombe reali nella Valle dei Re. Qui, l’arte aveva una doppia funzione: non solo religiosa o funeraria, ma anche pratica, didattica e ricreativa.
In questo contesto, gli ostraka venivano usati per schizzi, prove di pittura e rappresentazioni di vita reale, inclusi momenti di svago e spettacoli come la danza. La presenza di un’immagine così espressiva come quella della ballerina acrobatica testimonia la volontà di rappresentare aspetti più umani, gioiosi e meno formali dell’antico Egitto, offrendo uno sguardo prezioso e inedito sulla società e sulla cultura di quel periodo.
FAQ – Domande frequenti sull’ostrakon
Cos’è un ostrakon?
Un frammento di pietra o ceramica usato per scrivere o dipingere nell’antico Egitto.
Cosa raffigura l’Ostrakon della ballerina?
Una giovane danzatrice in posizione acrobatica, piegata all’indietro nella posa del “ponte”.
Da dove proviene il reperto?
Dal villaggio di Deir el-Medina, centro di artigiani del Nuovo Regno.
A quale periodo risale?
Alla XIX-XX dinastia del Nuovo Regno, circa 1292–1076 a.C.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



