Primo volo postale italiano: da Torino a Roma nel 1917 con 200 kg di lettere

Da Alessandro Maldera
Giugno 24, 2025

Il primo volo postale italiano fu compiuto il 22 maggio 1917. A bordo di un biplano Pomilio PC1, il tenente Mario de Bernardi decollò da Torino Aeritalia diretto a Roma Centocelle, trasportando 200 chili di corrispondenza e 100 copie del quotidiano La Stampa. Un’impresa pionieristica che segnò l’inizio dell’aviazione postale in Italia, in piena Prima Guerra Mondiale. In un’epoca in cui i collegamenti ferroviari richiedevano intere giornate, completare il tragitto in poche ore sembrava fantascienza. Eppure, grazie alla determinazione di uomini e ingegneri visionari, quel sogno si tramutò in realtà.
Un volo tra le nuvole: l’inizio dell’aeroposta in Italia
Il 22 maggio 1917, dopo giorni di pioggia incessante, il tempo concesse finalmente una tregua. Alle ore 11:20, Mario de Bernardi, collaudatore della ditta torinese Pomilio, si alzò in volo con un carico di posta mai visto prima per via aerea. Il decollo avvenne dalla pista di Torino-Aeritalia, allora proprietà della stessa Pomilio e oggi simbolo della memoria storica dell’aviazione italiana. L’impresa, oltre al carico postale, aveva un forte valore simbolico: dimostrare che l’aeroplano poteva diventare uno strumento quotidiano. Quel giorno, oltre al pilota, a sollevarsi da terra fu anche il concetto stesso di velocità applicata alle comunicazioni.
Il velivolo era un biplano Pomilio PC1, monomotore con elica anteriore, simbolo dell’avanzata tecnica aeronautica torinese. Durante il volo, de Bernardi affrontò venti contrari, nubi fitte e scrosci di pioggia, riuscendo comunque ad atterrare a Roma Centocelle dopo 4 ore e 3 minuti di viaggio. La missione fu un successo: la posta fu distribuita entro le 16:00 dello stesso giorno. L’intero tragitto fu percorso con l’ausilio di una semplice bussola e senza contatti radio, cosa che aumentava il rischio a ogni miglio. Ma l’audacia era la regola, non l’eccezione, per quei pionieri dell’aria.
Il francobollo della svolta: il primo annullo di posta aerea al mondo
Per celebrare l’evento, le Poste Italiane emisero uno speciale francobollo: si trattò del primo annullo di posta aerea al mondo. Il bollo, una sovrastampa nera sull’Espresso da 25 centesimi, recitava:
“Esperimento posta aerea / Maggio 1917 / Torino-Roma – Roma-Torino”
Furono stampati 200.000 esemplari, distribuiti solo negli uffici postali di Torino e Roma, con un massimo di 3 esemplari acquistabili a persona. Anche il velivolo di de Bernardi riportava questa scritta sul fianco della fusoliera, segno tangibile della portata nazionale dell’evento. Il francobollo stesso è oggi un oggetto da collezione ricercatissimo, un pezzo di storia postale e aeronautica. Questo piccolo pezzo di carta sanciva non solo un esperimento riuscito, ma l’embrione di una rete moderna di comunicazioni aeree.
Il secondo volo, la tempesta e l’atterraggio a Lavagna
Il 26 maggio, de Bernardi effettuò il secondo volo Torino–Roma con migliori condizioni meteo. Ma il volo di ritorno, il giorno seguente, fu un vero incubo. Raffiche violente, nubi basse e visibilità quasi nulla resero il tragitto un’impresa ad alto rischio. Dopo due tentativi falliti di raggiungere Torino, il pilota atterrò d’emergenza sulla spiaggia di Lavagna, vicino a Genova. Lì fu accolto con entusiasmo dalla popolazione, che lo considerò un eroe. Non era solo il pilota di un aereo: era diventato simbolo di progresso e resistenza.
Il 28 maggio riuscì a decollare, accolto dalla popolazione in festa: il sindaco concesse addirittura vacanza scolastica per permettere ai bambini di assistere al decollo. Il ritorno a Torino sancì la doppia riuscita dell’esperimento, nonostante tutte le difficoltà. Le autorità locali si mobilitarono per assisterlo nel rifornimento e nel controllo del velivolo. Quel decollo da una spiaggia ligure non era previsto, ma rappresentò una dimostrazione concreta della versatilità dell’aereo come mezzo di trasporto civile.
Un’Italia che correva: tra guerra, modernità e aeroposta
Nel 1917 l’Italia era un Paese in guerra, affamato e sospinto dalle idee del Futurismo, dove “tutto si muove, tutto corre, tutto volge rapido”. L’aeroplano era il simbolo del futuro, e portare posta da Torino a Roma in 4 ore era un gesto rivoluzionario. In quell’anno furono effettuate oltre 850 missioni di posta aerea, e l’impresa di de Bernardi aprì una nuova stagione della comunicazione italiana. Il volo postale dimostrava che la tecnologia poteva essere messa al servizio non solo del fronte ma anche dei cittadini. Era un assaggio di quella mobilità moderna che nel dopoguerra avrebbe preso piede ovunque.
La posta, da oggetto lento e terrestre, diveniva qualcosa di aereo, leggero, veloce. Un cambiamento culturale, prima ancora che logistico. L’evento del primo volo postale italiano trovò spazio sui giornali, nelle riviste e nei salotti. Insomma, fu uno di quei momenti in cui l’Italia si sentì davvero parte dell’avanguardia tecnologica europea. Non era solo una missione militare, ma una visione d’avvenire.
Eredità del primo volo postale italiano
L’eco di quel volo del 1917 è ancora viva. L’impresa di de Bernardi è ricordata nei musei, dai collezionisti di filatelia e nella storia dell’aeronautica mondiale. La Torino Aeritalia e l’aeroporto di Roma Centocelle sono diventati luoghi simbolici della nascita della posta aerea. Ogni anno, in occasione di anniversari storici, si svolgono rievocazioni e mostre per ricordare quell’evento pionieristico. E quel piccolo francobollo resta uno dei simboli più iconici del coraggio italiano.
Quella missione non fu solo un trasporto di lettere, ma un messaggio di fiducia nel futuro, nella tecnologia e nella possibilità di unire l’Italia dall’alto, con le ali. In un mondo sempre più interconnesso, quel gesto antico di volare con la posta conserva ancora oggi una carica emotiva potente. È un frammento di storia che ci ricorda quanto in alto può arrivare un’idea, se spinta dal coraggio.
Approfondimento – Il primo volo postale italiano
Quando è avvenuto il primo volo postale italiano?
Il 22 maggio 1917, da Torino Aeritalia a Roma Centocelle.
Chi era il pilota del primo volo postale in Italia?
Il tenente Mario de Bernardi, collaudatore della ditta torinese Pomilio.
Che tipo di aereo fu utilizzato?
Un biplano Pomilio PC1, monomotore con elica anteriore, progettato e costruito a Torino.
Quanta posta fu trasportata?
Circa 200 kg di corrispondenza e 100 copie del quotidiano La Stampa.
Quanto durò il volo Torino-Roma?
4 ore e 3 minuti, nonostante il maltempo incontrato durante il percorso.
Esiste un francobollo commemorativo?
Sì, il primo francobollo di posta aerea al mondo: una sovrastampa su un Espresso da 25 centesimi con la dicitura “Esperimento posta aerea / Maggio 1917 / Torino-Roma – Roma-Torino”.
Il volo di ritorno fu completato?
Dopo un secondo volo di andata, de Bernardi atterrò d’emergenza a Lavagna e ripartì il 28 maggio, concludendo con successo l’esperimento.
Perché è importante il primo volo postale italiano?
Perché segnò l’inizio della posta aerea in Italia e rivoluzionò il concetto di comunicazione in un’Italia in guerra, ma proiettata verso il futuro tecnologico.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



