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Economia, la fabbrica Intel non sorgerà a Torino: speranza per i poli secondari

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La candidatura della Città di Torino per ospitare la fabbrica Intel in Italia appariva come una delle migliori, ma il gruppo americano ha scelto altre mete.

Una autentica doccia fredda, anche perché la Regione Piemonte, nella figura del governatore Alberto Cirio, si era mossa in maniera attiva.

Torino aveva mosso un business plan già a partire dallo scorso luglio, quando la compagnia statunitense aveva annunciato tre poli in Europa. In prima istanza l’area scelta è stata indicata in Mirafiori. La Regione, tuttavia, aveva indicato altre tre aree per un progetto più convincente, tuttavia l’azienda hi-tech ha scelto altri lidi.

La fabbrica Intel in Italia non sorgerà a Torino ma in Puglia o Veneto: i dettagli

Una regione tra Puglia e Veneto ospiterà l’eventuale sede italiana della compagnia statunitense di microchip Intel.

Il gruppo a stelle e strisce ha scartato il piano piemontese, ritenuto pieno di criticità, sopratutto per quanto concerne la questione degli spazi. La compagnia hi-tech ha richiesto una zona di produzione da oltre 4 milioni di metri quadri da sfruttare subito, la zona di Mirafiori scelta invece presentava una metratura di un milione di metri quadri.

Il Piemonte ha cercato di integrare il polo con altre due aree, a Vercelli e Novara, ma questo piano ha poche possibilità di essere preso in considerazione.

Seppur manchi l’annuncio ufficiale, dal governo filtra pessimismo su un ribaltone piemontese, che adesso spera nei progetti secondari di Intel.

Infatti Mirafiori potrebbe ospitare il polo di impacchettamento dei prodotti, che richiede una metratura pari a 350 mila metri quadrati. Per questo polo produttivo entrano in gioco anche gli spazi a Casal Monferrato e Cuneo.

Dalla rosa delle zone papabili è stato escluso l’ex polo Olivetti, acquistato da Italvolt per la propria gigafactory.

Torino così dovrà rinunciare a un grosso polo produttivo, che avrebbe creato un migliaio di posti di lavoro.

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