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Torino, trovate quattro aree per la fabbrica Intel: Mirafiori la favorita

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La Regione Piemonte si è detta fiduciosa di convincere il Governo a puntare sulla città di Torino come polo per la nascita della fabbrica Intel in Italia.

Intel, colosso statunitense per la creazione di chip e soluzioni di alta tecnologia, ha intenzione di creare una fabbrica nel vecchio continente.

L’azienda a stelle e strisce ha avviato dialoghi coi governi di diverse nazioni, tra cui quello italiano.

Torino ha subito mosso passi decisi per ospitare l’ingente investimento, e ha avviato subito una delegazione per muovere la propria candidatura.

Avanza la candidatura della città di Torino ad ospitare la nuova fabbrica Intel: i dettagli

Giancarlo Giorgetti, Ministro dello Sviluppo Economico, ha inserito sin da subito la Città della Mole tra le opzioni per ospitare la fabbrica di hardware e software informatici.

L’azienda statunitense ha chiesto ai governi 4 milioni di metri quadri in circa tre o quattro nazioni per i nuovi poli produttivi.

Tra i paesi favoriti, e con cui il colosso informatico ha mosso i maggiori dialoghi, figurano Italia, Francia e Germania.

La candidatura piemontese presenta quattro aree oltre Mirafiori, che al momento appare il grande favorito ad ospitare la fabbrica.

I requisiti richiesti da Intel sono i seguenti, oltre alla ingente metratura:

  • Disponibilità di energia
  • Disponibilità di acqua
  • Connessioni a internet ultra veloce
  • Vicinanze ad aeroporti
  • Vicinanze a sbocchi autostradali

Mirafiori ha una disponibilità immediata di 440 mila metri quadrati, che possono arrivare al milione e 200 mila metri con alcuni interventi urbani. Inoltre la distanza da Caselle è di 30 chilometri, oltre alla vicinanza col porto di Genova, distante circa 170 chilometri.

Altre aree sono quella di Scarmagno, già opzionata in passato da Italvolt. Due aree sono state individuate inoltre a Settimo Torinese. L’ultima area è fuori dalla competenza torinese, a Vercelli, che oltre ai 500 mila metri quadrati di superficie ha una notevole vicinanza con l’aeroporto di Milano Malpensa.

La palla ora passa al governo, che in prima istanza dovrà trattare con il colosso USA al fine di far sbarcare il progetto nel Belpaese.

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