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Eliporto Torino, dalle stelle all’anonimato

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Quella dell’Eliporto Torino, è una storia abbastanza triste.

Nacque, nei primi anni del 900, come luogo dove gli eroi del cielo si destreggiavano con i loro velivoli.

Proseguì la sua esistenza diventando un rapido collegamento per gli elicotteri, al vicino aeroporto di Malpensa., distante poco più di 100 chilometri.

Infine, ha terminato, ad oggi, la sua corsa come un anonimo campeggio.

Eliporto Torino, un po’ di storia

 L’Eliporto venne costruito nel 1958 in Piazza d’Armi.

Si erigeva accanto a quello che oggi è corso Monte Lungo, di fronte la caserma Monte Grappa. 

L’ elidromo era una via molto comoda per gli spostamenti tra Piazza d’Armi e Milano Malpensa.

Per di più la tratta durava davvero poco: solo un’ora.

Prima degli anni ’50, nel primo decennio del 900, la configurazione del territorio permetteva le acrobazie dei velivoli.

I biplani infatti decollavano e atterravano indisturbati in questo vasto spazio, senza rischiare di colpire i centri abitati.

E’ solo dal ’59 che l’area di Piazza d’Armi divenne un vero e proprio scalo.

L’assetto del territorio era infatti cambiato e le abitazioni avevano accerchiato la Piazza.

Era nato il centro abitato di Santa Rita.

Elicottero atterra vicino stadio Comunale di Torino

L’inaugurazione dell’eliporto

E fu così che a fine settembre 1959, il sindaco avvocato Amedeo Peyron tagliò il nastro inaugurale.

Torino aveva compiuto un importante passo verso il futuro, seguendo l’esempio della modernissima Milano.

Il primo elicottero a lunga percorrenza si alzò in volo alla fine di settembre 1959, fu un evento storico.

Il sindaco Amedeo Peyron

Peyron fu sindaco di Torino dal 1951 al 1962.

Oltre ad essere un esponente di spicco del laicato cattolico e della Democrazia Cristiana, fu un irrefrenabile sostenitore della vocazione europea di Torino.

Oltre alle sue molteplici realizzazioni in qualità di sindaco, come Teatro Regio all’Aeroporto di Caselle, alla Gam all’Ospedale Martini nuovo, si mosse nell’attività di rappresentanza esterna di Torino.

Era infatti fermamente convinto che la rinascita di Torino fosse legata al rapporto con i paesi europei.

Amedeo Peyron tagliò anche il nastro di Italia ’61 o Expo 1961, l’esposizione specializzata che si svolse a Torino per celebrare il Centenario dell’Unità d’Italia.

Inoltre presenziò all’inaugurazione dell’aeroporto di Caselle nel ’53.

Piazza d'Armi vista dall'alto

L’aeroporto di Torino Caselle

Il 30 luglio 1953 venne inaugurato l’aeroporto civile.

Era un terreno di un ex campo volo militare che fu utilizzato durante la Seconda Guerra Mondiale.

Fu infatti bombardato più e più volte dalle forze armate tedesche, per evitare l’atterraggio di aerei alleati.

All’inizio i due scali vennero usati indistintamente per migliorare i collegamenti da e verso il capoluogo Piemontese.

Venne da sè, però che l’aumento dell’importanza dell’aeroporto di Caselle, portò a una rapida depressione del piccolo eliporto di Piazza d’Armi.

Quando infatti Caselle si sviluppò definitivamente, nel 1971, i voli in Piazza d’Armi, vennero cancellati.

Il colpo di grazia e l’abbandono

A dare il colpo di grazia al piccolo eliporto Torino, il miglioramento dei collegamenti ferroviari.

I treni aumentarono la velocità: percorrevano, negli stessi tempi, la stessa tratta, ma con un costo nettamente inferiore degli elicotteri.

Oggi l’ex territorio di Piazza D’armi è occupato da roulotte che col passare tempo, stanno fissando i propri mezzi con puntelli e piedini, divenendo veri e propri abitanti abusivi dell’area.

Di fronte al degrado, i cittadini delle aree circostanti, chiamano in causa l’amministrazione, che ancora non sa come intervenire.

Servirebbe dunque un progetto urgente di riqualificazione del territorio.

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