Quartiere Santa Rita di Torino: tutto partì da una chiesa

Da Alessandro Maldera
Agosto 05, 2019

La storia del quartiere Santa Rita di Torino comincia in un paesaggio quasi irriconoscibile rispetto a quello attuale. All’inizio del Novecento questa parte della città era ancora formata soprattutto da campi, poche abitazioni, caserme e strutture legate alla nuova Piazza d’Armi.
Il cambiamento arrivò progressivamente con la costruzione del santuario dedicato a Santa Rita e, soprattutto, con la grande espansione urbanistica del secondo dopoguerra. Nel giro di pochi decenni il vecchio sobborgo diventò uno dei quartieri più popolosi di Torino, arrivando negli anni Settanta a superare i 104 mila abitanti.
Santa Rita nella storia in breve
– La nuova Piazza d’Armi favorì la costruzione di diverse caserme
– Il progetto del santuario prese forma dopo la Prima guerra mondiale
– Il Santuario di Santa Rita venne completato nel 1933
– Dal santuario derivò progressivamente il nome del quartiere
– Nel secondo dopoguerra iniziò una fortissima espansione edilizia
– Negli anni Settanta Santa Rita superò i 104 mila residenti
– Per questo venne ricordata come il “quartiere dei Centomila”
Storia quartiere Santa Rita di Torino: com’era all’inizio del Novecento
All’inizio del XX secolo Santa Rita aveva ben poco del grande quartiere residenziale che conosciamo oggi.
Il territorio era formato principalmente da campi, poche case e strutture militari.
Questa parte della periferia torinese aveva assunto una crescente importanza dopo lo spostamento della Piazza d’Armi.
Proprio attorno alla nuova area militare iniziarono a sorgere alcune delle principali caserme cittadine.

Le caserme e la nuova Piazza d’Armi
Tra le strutture costruite nei primi anni del Novecento figuravano la Montegrappa, la Vittorio Morelli di Popolo e la Vittorio Debormida.
La scelta non era casuale.
L’obiettivo era concentrare in quest’area diverse attività militari, sfruttando gli ampi spazi ancora disponibili fuori dalla città maggiormente edificata.
Santa Rita si trovava quindi in una posizione intermedia: non più completamente campagna, ma nemmeno ancora parte della Torino compatta.
Tra Barriera di Orbassano e campagna mancava una chiesa
Nonostante la presenza delle caserme e delle prime abitazioni, nella zona mancava un vero punto di riferimento religioso.
A promuoverne la realizzazione fu Don Giovanni Baloire, sacerdote che durante la Prima guerra mondiale aveva prestato servizio sul Carso come cappellano militare.
Terminato il conflitto, nell’aprile del 1919 venne destinato come viceparroco alla chiesa di San Secondo a Torino.
Aveva però già un progetto preciso: costruire un santuario nella zona della Barriera di Orbassano.
Il progetto di una chiesa tra largo Orbassano e Piazza d’Armi
La zona individuata era allora esterna alla cinta daziaria.
Corrispondeva indicativamente al territorio compreso tra l’attuale largo Orbassano e Piazza d’Armi.
Qui convivevano caserme, poche abitazioni e palazzine destinate anche ai ferrovieri.
Era quindi una periferia in trasformazione, destinata negli anni successivi a essere inglobata completamente nell’espansione urbana torinese.
Perché il quartiere si chiama Santa Rita
Il nome destinato a identificare prima il santuario e poi l’intera zona nacque nella chiesa di San Secondo.
Secondo la tradizione, l’ispirazione arrivò davanti all’altare dedicato a Santa Rita da Cascia.
Da qui prese forma il progetto di dedicare il nuovo edificio religioso alla Santa degli Impossibili.
La scelta avrebbe avuto conseguenze molto più importanti di quanto probabilmente si potesse immaginare all’epoca.
Il Santuario di Santa Rita venne completato nel 1933
La costruzione richiese diversi anni.
I lavori terminarono nel 1933, quando nel paesaggio ancora in parte periferico comparve un grande santuario in stile neogotico.
Le dimensioni dell’edificio potevano sembrare quasi sproporzionate rispetto alle poche costruzioni circostanti.
Quella chiesa sarebbe però diventata rapidamente il principale punto di riferimento della zona.
Dal santuario nacque il nome del quartiere
Con il passare del tempo l’intera area iniziò a essere identificata con il nuovo santuario.
Il nome Santa Rita finì così per indicare non soltanto l’edificio religioso, ma tutto il quartiere che stava crescendo intorno.
La chiesa ebbe quindi un ruolo centrale anche nella costruzione dell’identità urbana della zona.
Prima ancora dei grandi condomini e dell’espansione del dopoguerra, Santa Rita aveva già trovato il proprio nome.
Santa Rita negli anni Venti era ancora tra città e campagna
Negli anni Venti il territorio conservava ancora un carattere fortemente periferico.
La città costruita avanzava lentamente, mentre grandi porzioni della zona rimanevano occupate da terreni liberi.
Santa Rita rappresentava quindi un punto di passaggio tra Torino e la campagna.
Questa situazione sarebbe cambiata radicalmente nei decenni successivi.
L’espansione edilizia trasformò Santa Rita
Dopo la costruzione del santuario l’edificazione aumentò progressivamente.
La vera accelerazione arrivò però nel secondo dopoguerra, quando Torino attraversò una delle più importanti fasi di crescita demografica e industriale della propria storia.
Santa Rita disponeva ancora di grandi superfici edificabili relativamente vicine al centro.
In poco tempo iniziarono quindi a sorgere nuovi condomini, strade e interi isolati residenziali.
Le famiglie lasciavano il centro per trasferirsi a Santa Rita
I nuovi appartamenti esercitavano una forte attrazione sulle famiglie torinesi.
Erano generalmente più ampi, moderni e confortevoli rispetto a molte abitazioni storiche del centro di Torino.
In numerosi edifici più antichi mancavano ancora l’ascensore e servizi oggi considerati essenziali.
In alcuni casi il bagno si trovava ancora sul ballatoio.
Trasferirsi nei nuovi condomini di Santa Rita poteva quindi rappresentare un notevole miglioramento delle condizioni abitative.
Santa Rita negli anni Settanta: il quartiere dei Centomila
La crescita raggiunse il suo punto massimo tra gli anni Sessanta e Settanta.
In quel periodo Santa Rita arrivò a superare i 104 mila abitanti.
Il numero era talmente elevato da far guadagnare alla zona il soprannome di “quartiere dei Centomila”.
Nel giro di circa mezzo secolo, quindi, una periferia composta da campi, caserme e poche abitazioni era diventata una delle aree più densamente popolate di Torino.
Quanti abitanti aveva Santa Rita negli anni Settanta?
Lo sviluppo urbanistico non procedette però sempre in maniera ordinata.
La popolazione aumentò più velocemente rispetto alla disponibilità di alcuni servizi.
La trasformazione da periferia a grande quartiere residenziale avvenne in pochi decenni e provocò inevitabilmente nuovi problemi.
Santa Rita doveva fare i conti con esigenze completamente diverse rispetto a quelle della piccola zona periferica di inizio secolo.
Mancavano ospedali, mercati e spazi verdi
La crescita demografica mise in evidenza alcune carenze.
Nel quartiere non erano presenti ospedali e le strutture commerciali non sempre riuscivano a sostenere le esigenze di una popolazione diventata così numerosa.
Anche molti degli spazi verdi che avevano caratterizzato la zona erano progressivamente scomparsi sotto la pressione dell’edificazione.
La nuova Santa Rita offriva case moderne, ma doveva ancora costruire una parte importante dei propri servizi.
Gli appartamenti moderni fecero crescere anche i prezzi
La domanda di abitazioni era elevata.
Gli appartamenti appena costruiti offrivano condizioni molto migliori rispetto a una parte del patrimonio edilizio più vecchio di Torino.
Di conseguenza Santa Rita diventò una zona residenziale sempre più richiesta.
L’aumento della qualità abitativa ebbe però anche un effetto sul costo della vita e sul valore degli immobili.
Traffico e parcheggi erano già un problema negli anni Sessanta
Con decine di migliaia di nuovi residenti arrivarono anche moltissime automobili.
Già tra gli anni Sessanta e Settanta il quartiere iniziò a confrontarsi con traffico intenso e difficoltà di parcheggio.
Non si tratta quindi di problemi esclusivamente contemporanei.
La crescente motorizzazione della popolazione entrò presto in conflitto con una struttura urbana che si stava sviluppando molto rapidamente.
Il ruolo dei comitati di quartiere
Negli anni successivi iniziarono a muoversi comitati di quartiere e associazioni locali.
L’obiettivo era migliorare servizi, viabilità e qualità della vita.
Con il passare del tempo numerosi interventi contribuirono a rendere più organizzata una zona cresciuta in maniera molto rapida.
Alcuni temi, come traffico e parcheggi, sarebbero comunque rimasti centrali anche nei decenni successivi.
La devozione per Santa Rita non è mai scomparsa
Se l’aspetto urbano del quartiere è cambiato profondamente, un elemento è rimasto costante: il rapporto con il santuario.
La devozione per Santa Rita da Cascia continua ancora oggi a essere una componente fondamentale dell’identità locale.
Ogni anno la ricorrenza del 22 maggio richiama migliaia di persone.
La festa di Santa Rita è diventata uno degli appuntamenti religiosi più conosciuti della città.
Il santuario rimane il cuore storico del quartiere
Quando venne costruito, il santuario emergeva quasi isolato in una periferia ancora scarsamente edificata.
Oggi è circondato da strade, condomini, negozi e servizi.
Proprio questo contrasto permette di comprendere quanto sia stata profonda la trasformazione di Santa Rita nel corso del Novecento.
La chiesa rappresenta uno dei pochi punti capaci di collegare visivamente il quartiere contemporaneo alle sue origini.
Dalle campagne a uno dei grandi quartieri residenziali di Torino
La storia del quartiere Santa Rita di Torino è quella di una trasformazione urbana avvenuta in meno di un secolo.
All’inizio del Novecento il territorio era ancora caratterizzato da campi, caserme e poche abitazioni.
Negli anni Trenta il nuovo santuario diede un’identità precisa alla zona.
Il secondo dopoguerra portò poi una crescita edilizia e demografica senza precedenti, fino a superare i 104 mila abitanti negli anni Settanta.
Da periferia tra città e campagna, Santa Rita diventò così uno dei principali quartieri residenziali di Torino.
FAQ – Cosa sapere sulla storia del quartiere Santa Rita a Torino
Santa Rita si trova nella zona sud-occidentale di Torino ed è un quartiere prevalentemente residenziale.
Il nome deriva dal Santuario di Santa Rita da Cascia, completato nel 1933 e diventato simbolo della zona.
Tra i principali luoghi ci sono il Santuario di Santa Rita, Piazza d’Armi e l’area dei grandi impianti sportivi.
È un quartiere ricco di negozi, servizi e collegamenti, ma presenta anche criticità legate a traffico e parcheggi.
Da zona di campagna e caserme, nel Novecento Santa Rita crebbe rapidamente fino a superare i 104 mila abitanti negli anni Settanta.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



