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Luci d’Artista Torino via San Francesco da Paola 2026: arriva “Decodificare la luce”

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Da Alessandro Maldera

Settembre 03, 2026

Luci d’Artista Torino via San Francesco da Paola 2026 si arricchisce di una nuova installazione capace di trasformare la luce in un vero messaggio urbano.

Si chiama “Decodificare la luce” ed è il progetto vincitore del contest “Connessioni di Luce”, promosso da Bussolino Sitcap per celebrare i 70 anni di attività. L’opera sarà realizzata sul balcone della sede storica di via San Francesco da Paola 18 ed entrerà nel circuito Luminarie della 29ª edizione di Luci d’Artista.

Focus sulla nuova installazione di Luci d’Artista 2026

Opera: “Decodificare la luce”
Artista: Vittoria Caldera
Luogo: via San Francesco da Paola 18, Torino
Evento: 29ª edizione di Luci d’Artista
Contest: “Connessioni di Luce”
Progetti partecipanti: 50
Elemento centrale: la frase “La luce ci trova” trasformata in lettere e impulsi luminosi

Luci d’Artista Torino via San Francesco da Paola 2026: la nuova opera

Il progetto vincitore porterà una nuova presenza luminosa nel centro di Torino.

Il balcone di via San Francesco da Paola 18 sarà trasformato da semplice elemento architettonico a punto di relazione con lo spazio pubblico.

L’idea è fare in modo che la luce non serva soltanto a illuminare, ma diventi un linguaggio capace di attirare lo sguardo e coinvolgere chi passa.

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“Decodificare la luce” entra nel circuito Luminarie

L’opera entrerà nel circuito Luminarie della 29ª edizione di Luci d’Artista.

La nuova installazione amplia quindi il percorso cittadino dedicato alle opere luminose contemporanee.

Il progetto nasce con un forte legame tra spazio privato e spazio urbano: il balcone della sede diventa una sorta di soglia tra edificio e città.

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L’opera di Vittoria Caldera

A firmare il progetto vincitore è Vittoria Caldera, artista bresciana.

La sua proposta utilizza la luce come strumento di comunicazione.

Il punto centrale dell’opera è una frase:

“La luce ci trova”

Non viene però mostrata in modo tradizionale.

Una frase trasformata in codice luminoso

Il messaggio viene costruito attraverso un sistema ispirato al codice Morse.

Lettere leggibili si alternano a impulsi luminosi intermittenti.

Il risultato è un segnale che può essere osservato e interpretato da chi attraversa la strada.

L’opera invita quindi il passante non soltanto a guardare, ma anche a fermarsi e cercare di comprenderne il significato.

Una luce che non illumina soltanto

Il concetto alla base dell’installazione ribalta l’idea più tradizionale di illuminazione urbana.

La luce non è semplicemente funzionale.

Diventa un mezzo che cerca chi guarda, attraversa la distanza e crea una relazione.

Il passante entra così, almeno idealmente, all’interno dell’opera.

Il balcone diventa una soglia pubblica

Il contest nasceva proprio con l’obiettivo di trasformare il balcone della sede storica di Bussolino Sitcap.

Lo spazio privato doveva diventare una “soglia pubblica e contemporanea”.

L’opera vincitrice interpreta questo principio attraverso un messaggio che parte dall’edificio ma si rivolge direttamente alla strada.

Il contest “Connessioni di Luce”

“Decodificare la luce” è stato scelto nell’ambito del concorso “Connessioni di Luce”.

L’iniziativa è stata organizzata da Bussolino Sitcap Advertising & Direct per celebrare i 70 anni di attività nel settore della comunicazione.

L’obiettivo era immaginare una nuova installazione luminosa per Torino.

Cinquanta progetti arrivati da tutta Italia

Alla call hanno partecipato 50 progetti.

Le proposte sono arrivate da professionisti e studenti provenienti da Torino, dal Piemonte e da diverse città italiane.

Tra quelle citate figurano:

  • Venezia
  • Roma
  • Pisa
  • Bologna
  • Milano
  • Foggia

La partecipazione ha quindi avuto una dimensione nazionale.

Dal design all’ingegneria

Anche i profili dei partecipanti erano molto differenti.

I progetti presentati spaziavano tra:

  • design
  • architettura
  • arti visive
  • ingegneria

La varietà degli approcci ha prodotto interpretazioni molto diverse del rapporto tra luce, comunicazione e spazio pubblico.

La scelta tra 50 proposte

Paolo Bussolino, amministratore delegato di Bussolino Sitcap, ha sottolineato proprio il livello e la varietà delle idee ricevute.

La proposta di Vittoria Caldera è stata scelta tra 50 progetti, tutti accomunati dal tentativo di interpretare il tema della connessione attraverso la luce.

La selezione ha premiato un’opera capace di trasformare un semplice balcone in un dispositivo urbano.

“La luce ci trova” come messaggio alla città

La frase scelta per l’installazione diventa il vero centro narrativo del progetto.

“La luce ci trova” suggerisce che non sia necessariamente il pubblico a cercare l’opera.

È la luce stessa a raggiungere chi passa.

Il messaggio funziona quindi anche come riflessione sul rapporto tra persone, spazio pubblico e comunicazione.

Il secondo progetto: “Varchi di luce”

Accanto al vincitore, la giuria ha selezionato anche il secondo e il terzo classificato.

Uno dei progetti premiati è “Varchi di luce”, firmato dagli artisti milanesi Silvia De Bellis e Manzur Saldivar.

La proposta prende ispirazione da uno degli elementi architettonici più riconoscibili di Torino: il portico.

I portici di Torino trasformati in luce

“Varchi di luce” traduce la geometria del portico in una successione di archi in acrilico colorato.

Durante il giorno le strutture dialogano con la facciata.

Di notte, invece, gli archi si illuminano e ricostruiscono attraverso la luce uno spazio evocato.

Il progetto interpreta quindi la connessione come passaggio e incontro.

Il terzo progetto: “INPUT”

Tra le opere selezionate figura anche “INPUT”.

Il progetto è firmato dal giovane artista torinese Federico Masera.

Qui la luce diventa reattiva e risponde direttamente alla presenza delle persone.

Una luce che reagisce ai passanti

“INPUT” utilizza infatti sensori di movimento.

Quando una persona passa, gli archi luminosi si attivano.

Il movimento genera onde di luce in tempo reale.

Il passante diventa così parte attiva del funzionamento dell’installazione.

Una città capace di ascoltare

Il progetto immagina uno spazio urbano che non si limita a essere attraversato.

La città percepisce la presenza delle persone e risponde.

Ogni movimento diventa un segnale e la luce restituisce quella presenza sotto forma di fenomeno visivo.

Tre modi diversi di interpretare la connessione

I tre progetti finalisti affrontano lo stesso tema in modi molto differenti.

“Decodificare la luce” utilizza un messaggio da interpretare.

“Varchi di luce” lavora sulla geometria dei portici.

“INPUT” reagisce invece direttamente al movimento delle persone.

In tutti e tre i casi la luce diventa qualcosa di più di un elemento decorativo.

Il centro di Torino come spazio di sperimentazione

La scelta di via San Francesco da Paola rafforza anche il rapporto tra l’opera e il tessuto storico della città.

L’installazione entra infatti in una strada del centro cittadino, inserendosi in un contesto architettonico consolidato.

Il contrasto tra facciata storica e linguaggio luminoso contemporaneo diventa parte stessa del progetto.

Una nuova opera per la 29ª edizione

Con “Decodificare la luce”, la 29ª edizione di Luci d’Artista aggiunge quindi una nuova installazione al proprio percorso.

L’opera nasce da un contest privato, ma viene pensata fin dall’inizio come presenza capace di dialogare con la città.

Non un semplice allestimento celebrativo, ma un intervento destinato a entrare nell’esperienza urbana dei passanti.

Luci d’Artista Torino via San Francesco da Paola 2026: cosa cambia

Luci d’Artista Torino via San Francesco da Paola 2026 porta così nel centro cittadino un’opera costruita attorno a un’idea semplice: la luce può comunicare.

Il balcone di via San Francesco da Paola 18 diventerà il supporto per una sequenza di lettere e impulsi ispirati al codice Morse.

A emergere sarà la frase “La luce ci trova”, trasformando un punto della città in un messaggio luminoso da osservare, interpretare e condividere.

FAQ – Luci d’Artista in via San Francesco da Paola: cosa sapere

Come si chiama la nuova opera?

Si chiama “Decodificare la luce”.

Chi l’ha realizzata?

Il progetto è dell’artista bresciana Vittoria Caldera.

Dove si trova?

Sul balcone della sede di via San Francesco da Paola 18, nel centro di Torino.

Qual è il messaggio dell’opera?

La frase centrale è “La luce ci trova”.

Come viene rappresentata?

Attraverso lettere e impulsi luminosi intermittenti ispirati al codice Morse.

Come è stata scelta l’opera?

Ha vinto il contest “Connessioni di Luce”, al quale hanno partecipato 50 progetti da tutta Italia.

Entrerà in Luci d’Artista?

Sì. L’installazione entrerà nel circuito Luminarie della 29ª edizione di Luci d’Artista.

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende