Diminuzione raccolta nocciole in Piemonte 2026: produzione sotto le attese dopo il grande caldo

Da Alessandro Maldera
Settembre 03, 2026

La Diminuzione raccolta nocciole in Piemonte 2026 ha ridimensionato una stagione che in primavera sembrava promettere risultati molto positivi. Le prime stime indicavano una produzione compresa tra 18 mila e 20 mila tonnellate.
Con l’arrivo dell’estate, però, caldo, siccità, grandinate, cascola e cimici hanno ridotto il potenziale produttivo. Le valutazioni aggiornate indicano ora un raccolto tra 14 mila e 15 mila tonnellate, circa il 25-30% in meno rispetto alle aspettative iniziali.
Raccolta nocciole Piemonte 2026: i numeri principali
Stima aggiornata: 14-15 mila tonnellate
Ridimensionamento: circa 25-30% rispetto alle previsioni iniziali
Superficie coltivata: circa 27 mila ettari
Rese: da meno di 3 a oltre 20 quintali per ettaro
Primo prezzo 2026: 10 euro per punto resa
Diminuzione raccolta nocciole in Piemonte 2026: cosa ha cambiato la stagione
A maggio e giugno i noccioleti apparivano carichi e lasciavano immaginare una produzione molto più abbondante rispetto al difficile 2025.
L’estate ha però modificato rapidamente il quadro.
Le temperature particolarmente elevate e la scarsità d’acqua hanno sottoposto molte piante a forte stress. In alcune zone si sono aggiunte grandinate e danni provocati dalle cimici.
Anche la cascola, cioè la caduta dei frutti, ha contribuito a ridurre le quantità effettivamente disponibili.
Il risultato è stato un passaggio dalle iniziali 18-20 mila tonnellate alle attuali 14-15 mila tonnellate.
La coltivazione del nocciolo è profondamente legata al territorio piemontese, dove la Tonda Gentile è diventata una delle produzioni più apprezzate della filiera dolciaria. Scopri la storia della nocciola piemontese e le sue caratteristiche.
Il calo del 30% va letto rispetto alle previsioni iniziali
Il dato del 25-30% può creare confusione.
Non indica necessariamente una produzione inferiore dello stesso valore rispetto al 2025.
La stagione precedente era stata infatti particolarmente negativa, con un raccolto regionale stimato intorno alle 11 mila tonnellate.
Se il 2026 si fermerà tra 14 mila e 15 mila tonnellate, il risultato sarà quindi migliore rispetto al 2025, ma molto peggiore rispetto alle attese formulate in primavera.
È questa la distinzione più importante per interpretare correttamente i numeri.
Circa 27 mila ettari coltivati a nocciolo
Il Piemonte conta circa 27 mila ettari di noccioleti, concentrati soprattutto nelle province di Cuneo, Asti e Alessandria.
La coltura ha un peso rilevante nell’economia agricola di Langhe, Roero e Monferrato.
Intorno alla nocciola si sviluppa inoltre una filiera che comprende cooperative, trasformatori, commercianti e industria dolciaria.
Per questo le oscillazioni della produzione hanno conseguenze che vanno oltre le singole aziende agricole.
Rese molto diverse tra le varie zone
Il raccolto 2026 presenta forti differenze territoriali.
In alcuni noccioleti sono stati superati 20 quintali per ettaro, mentre in altri non si è arrivati nemmeno a 3 quintali.
Tra le aree con risultati migliori compare il Basso Cuneese, in particolare tra il Saviglianese e la zona di Cavour.
La situazione appare invece più difficile in diverse zone dell’Astigiano, del Roero e dell’Alessandrino.
Altitudine, esposizione, disponibilità idrica, grandinate e presenza di parassiti hanno inciso in maniera diversa da territorio a territorio.
Raccolta anticipata dal caldo
Le temperature elevate hanno influenzato anche il calendario.
In diverse aree i frutti sono maturati prima e le operazioni di raccolta sono state anticipate.
A fine agosto molte aziende avevano già quasi concluso il lavoro.
Nel Saluzzese e nell’Alta Langa, invece, erano necessari ancora alcuni giorni.
Il bilancio definitivo sarà quindi possibile soltanto dopo la chiusura completa della campagna.
Nell’agosto 2026 le alte temperature hanno accelerato la maturazione in diverse aree, spingendo molte aziende ad avviare prima del previsto le operazioni nei noccioleti. Scopri perché la raccolta delle nocciole è iniziata in anticipo.
Il primo prezzo 2026 è di 10 euro per punto resa
Alla fine di agosto è arrivato anche il primo riferimento economico della stagione.
Per le partite di prima fascia è stato indicato un valore di 10 euro per punto resa.
Nel settore, la resa indica la quantità di prodotto sgusciato ottenibile dalle nocciole in guscio.
In termini semplificati, una partita con resa del 45% e quotazione di 10 euro per punto può valere circa 450 euro al quintale.
Il prezzo effettivo dipende comunque da qualità, resa e condizioni di mercato.
Nel 2025 le quotazioni erano salite molto
La situazione appare diversa rispetto alla campagna precedente.
Nel 2025 le prime quotazioni erano comprese indicativamente tra 470 e 520 euro al quintale.
Successivamente, a causa della scarsità di prodotto, alcuni valori della Nocciola Piemonte IGP erano arrivati vicino o oltre 15 euro per punto resa.
Prezzi così elevati avevano però iniziato a creare difficoltà anche alla domanda.
Quando la materia prima diventa troppo costosa, trasformatori e industrie possono ridurre gli acquisti o rivolgersi ad altri mercati.
Per le aziende conta il rapporto tra resa e costi
Il prezzo resta centrale perché le aziende devono affrontare spese elevate per carburante, energia, macchinari, trattamenti e manodopera.
Quando la produzione per ettaro diminuisce, gli stessi costi vengono distribuiti su una quantità inferiore di prodotto.
Per questo una stagione con rese basse può diventare difficile anche in presenza di quotazioni relativamente sostenute.
L’equilibrio deve quindi garantire una remunerazione adeguata ai produttori senza rendere il prodotto troppo costoso per il mercato.
Il mercato internazionale può frenare i prezzi
Il Piemonte non determina da solo le quotazioni.
La nocciola viene scambiata su un mercato internazionale dominato soprattutto dalla Turchia, che resta il principale produttore mondiale.
Nel 2026 la produzione turca dovrebbe tornare su livelli più abbondanti rispetto alla stagione precedente.
Anche il Cile sta aumentando rapidamente il proprio peso nel settore, mentre altre produzioni arrivano dagli Stati Uniti e da diversi Paesi emergenti.
Una maggiore offerta mondiale può quindi limitare la crescita dei prezzi piemontesi, anche se il raccolto regionale è inferiore alle aspettative.
La qualità resta il principale vantaggio del Piemonte
La risposta piemontese non può basarsi soltanto sui volumi.
La Tonda Gentile e la Nocciola Piemonte IGP mantengono caratteristiche molto apprezzate dalla pasticceria e dall’industria dolciaria.
Aroma, facilità di pelatura e qualità organolettiche rappresentano elementi distintivi.
La sfida consiste nel trasformare queste caratteristiche in un valore economico riconosciuto e stabile.
Tracciabilità, origine e accordi di filiera possono avere un ruolo sempre più importante.
Il clima diventa un problema strutturale
La stagione 2026 conferma infine una difficoltà più ampia.
Caldo, siccità, grandinate e parassiti stanno rendendo le produzioni sempre più irregolari.
Una primavera con molti frutti sulle piante non garantisce più automaticamente un raccolto abbondante.
Per questo stanno aumentando gli investimenti nella ricerca e nella sperimentazione.
L’obiettivo è rendere i noccioleti più resistenti attraverso nuove tecniche di gestione del terreno, irrigazione e difesa delle colture.
Il 2026 migliora sul 2025 ma resta sotto le attese
La Diminuzione raccolta nocciole in Piemonte 2026 racconta quindi una stagione in chiaroscuro.
Il raccolto dovrebbe essere superiore a quello del 2025.
Ma le iniziali 18-20 mila tonnellate sono diventate 14-15 mila, cancellando buona parte dell’ottimismo della primavera.
Ora il bilancio economico dipenderà soprattutto dalle quotazioni delle prossime settimane e dall’andamento del mercato internazionale.
Per molte aziende sarà proprio il rapporto tra quantità raccolta, qualità e prezzo finale a stabilire se il 2026 potrà essere considerato un anno di ripresa oppure soltanto un’altra stagione complicata.
FAQ – Nocciole in Piemonte 2026: domande e risposte
Le stime più recenti indicano una produzione compresa tra 14 mila e 15 mila tonnellate.
Perché le prime previsioni indicavano tra 18 mila e 20 mila tonnellate. Il raccolto effettivo è stato quindi ridimensionato di circa il 25-30% rispetto alle aspettative iniziali.
No. Il raccolto 2025 era stato particolarmente scarso. Il 2026 dovrebbe quindi risultare migliore rispetto all’anno precedente, anche se molto inferiore alle attese.
Le principali criticità sono state caldo, siccità, cascola, grandinate e danni provocati dalle cimici.
Le rese più positive sono state segnalate soprattutto nel Basso Cuneese, tra il Saviglianese e la zona di Cavour.
Il primo riferimento della nuova stagione è stato fissato a 10 euro per punto resa per le partite di prima fascia.
Perché il mercato dipende anche dalla produzione internazionale. Nel 2026 una maggiore disponibilità di nocciole provenienti soprattutto dalla Turchia può limitare la crescita delle quotazioni piemontesi.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



