Storia del Salone del Gusto di Torino: dal Lingotto a Terra Madre

Da Alessandro Maldera
Settembre 11, 2026

La Storia del Salone del Gusto di Torino comincia nel 1996 dentro un padiglione del Lingotto e arriva, trent’anni dopo, a coinvolgere produttori, contadini, allevatori, cuochi e comunità provenienti da tutto il mondo.
Nato come vetrina per le produzioni artigianali di qualità, il Salone si è progressivamente trasformato in qualcosa di molto più ampio: un luogo di confronto su agricoltura, biodiversità, sostenibilità, cultura alimentare e futuro del cibo.
La svolta decisiva arriva nel 2004 con Terra Madre, mentre dal 2012 le due esperienze iniziano a fondersi fino a diventare l’attuale Terra Madre Salone del Gusto.
Salone del Gusto di Torino: le date principali
1996: prima edizione del Salone Internazionale del Gusto al Lingotto
2000: debutto dei Presìdi Slow Food
2004: nasce Terra Madre
2012: Salone del Gusto e Terra Madre vengono riuniti nello stesso evento
2016: il Salone lascia il Lingotto e si apre alla città
2020-2021: edizione diffusa e digitale durante la pandemia
2022 e 2024: la manifestazione si svolge a Parco Dora
2026: 16ª edizione nel centro storico e 40 anni di Slow Food Italia
Prima del Salone del Gusto: la nascita di Slow Food
La storia della manifestazione è inseparabile da quella di Slow Food.
Il movimento nasce a Bra nel 1986 come risposta culturale alla crescente standardizzazione dell’alimentazione e alla diffusione dei modelli di consumo legati al fast food.
L’idea è rivalutare il piacere del cibo, la convivialità, le produzioni locali e il rispetto dei ritmi naturali.
La chiocciola diventa il simbolo di questa filosofia.
Dieci anni dopo quella visione trova a Torino un grande spazio pubblico nel quale produttori e consumatori possono incontrarsi direttamente.
Nel 1996 nasce il Salone Internazionale del Gusto
La prima edizione del Salone Internazionale del Gusto si svolge nel 1996 al Lingotto Fiere.
L’evento occupa inizialmente un solo padiglione.
L’obiettivo è dare spazio soprattutto a piccoli produttori e artigiani del settore alimentare che difficilmente riuscivano a trovare visibilità nella grande distribuzione.
Non si tratta ancora dell’enorme manifestazione internazionale conosciuta negli anni successivi.
Il Salone nasce come una grande vetrina delle produzioni gastronomiche di qualità, ma contiene già uno dei principi destinati a caratterizzarne l’evoluzione: il cibo non è soltanto un prodotto da acquistare, ma il risultato di territori, persone, tecniche e culture.
Nel 2000 arrivano i Presìdi Slow Food
Una delle prime trasformazioni importanti avviene nel 2000.
Durante la terza edizione vengono presentati i Presìdi Slow Food, progetto nato per sostenere produzioni tradizionali minacciate dalla scomparsa.
L’attenzione si sposta così anche sulla conservazione di:
- varietà agricole locali
- razze animali
- prodotti artigianali
- tecniche tradizionali
- saperi legati ai territori
Il Salone comincia quindi a superare progressivamente la dimensione della semplice esposizione commerciale.
Il cibo diventa anche uno strumento per parlare di biodiversità e salvaguardia culturale.
Nello stesso percorso si inserisce l’Arca del Gusto, progetto nato nel 1996 per censire alimenti e produzioni a rischio di scomparsa e arrivato negli anni a raccogliere migliaia di prodotti da tutto il mondo.
Nel 2004 nasce Terra Madre
Il passaggio decisivo avviene nel 2004.
Accanto al Salone del Gusto nasce Terra Madre, un incontro internazionale dedicato alle Comunità del Cibo.
A Torino arrivano migliaia di contadini, pastori, pescatori, allevatori e rappresentanti delle comunità rurali provenienti da oltre cento Paesi.
Il Salone continua a svolgersi al Lingotto, mentre Terra Madre viene organizzata inizialmente al Palazzo del Lavoro.
Le due manifestazioni hanno nature differenti ma complementari.
Il Salone rappresenta soprattutto prodotti, produttori e mercato. Terra Madre mette invece maggiormente al centro agricoltura, diritti delle comunità, sostenibilità e modelli di produzione.
Da quel momento Torino non ospita più soltanto una grande fiera gastronomica, ma diventa periodicamente un luogo di confronto internazionale sul futuro dell’alimentazione.
Nel 2012 Salone del Gusto e Terra Madre diventano un unico evento
Per diversi anni le due manifestazioni continuano a svolgersi parallelamente.
Nel 2012 arriva la fusione.
Terra Madre e Salone del Gusto vengono riuniti nello stesso grande percorso al Lingotto.
È un passaggio fondamentale perché mette sullo stesso piano due figure fino ad allora spesso considerate separatamente: chi produce il cibo e chi lo consuma.
Prodotti, degustazioni e mercato convivono sempre più con conferenze, incontri, temi agricoli, sostenibilità ambientale e diritti delle comunità.
La manifestazione assume definitivamente una dimensione che supera quella della fiera enogastronomica tradizionale.
Nel 2016 il Salone lascia il Lingotto e invade Torino
La seconda grande rivoluzione arriva nel 2016, anno del ventennale.
La manifestazione abbandona per la prima volta i padiglioni chiusi del Lingotto e diventa un grande evento urbano.
La nuova denominazione Terra Madre Salone del Gusto sintetizza ormai l’unione tra le due anime.
Il cuore della manifestazione si trasferisce al Parco del Valentino, ma le attività raggiungono anche numerosi altri luoghi della città.
Tra questi figurano il Borgo Medievale, le piazze del centro, Palazzo Reale, il Teatro Carignano, il Circolo dei Lettori, musei e altre istituzioni culturali.
Il tema scelto per quell’edizione è Voler bene alla terra.
Un cambiamento importante riguarda anche l’accessibilità: il grande mercato diventa aperto gratuitamente al pubblico.
L’edizione registra un’affluenza indicata intorno al milione di visitatori, trasformando la manifestazione in uno degli eventi più partecipati mai organizzati a Torino.
Dalla pandemia a Parco Dora
La storia del Salone attraversa anche la fase più difficile degli eventi pubblici contemporanei.
Tra 2020 e 2021, a causa della pandemia, Terra Madre cambia completamente formula.
La manifestazione diventa un progetto esteso nel tempo, con incontri digitali internazionali e iniziative diffuse sul territorio.
È una trasformazione necessaria che amplia ulteriormente la dimensione globale della rete.
La storia della manifestazione passa anche dal 2020, quando l’organizzazione dovette adattarsi alle restrizioni e a un contesto completamente diverso rispetto alle edizioni precedenti. Approfondisci come venne confermato il Salone del Gusto 2020 a Torino durante l’emergenza Covid
Nel 2022 arriva una nuova svolta fisica.
Terra Madre Salone del Gusto si sposta a Parco Dora, uno degli esempi più importanti di rigenerazione delle aree industriali torinesi.
La sede viene confermata anche nel 2024.
Il paesaggio delle ex fabbriche diventa particolarmente coerente con temi sempre più centrali per Slow Food: crisi climatica, ambiente, sostenibilità e trasformazione delle città.
Dopo le trasformazioni degli anni precedenti, nel 2022 Terra Madre Salone del Gusto ha scelto Parco Dora come nuova sede cittadina. Approfondisci come si è svolta l’edizione 2022 del Salone del Gusto a Torino
Nel 2026 il ritorno nel centro storico di Torino
Un ulteriore capitolo arriva nel 2026, con la sedicesima edizione.
Terra Madre Salone del Gusto torna nel cuore di Torino, utilizzando piazze e vie del centro storico.
L’edizione coincide con i 40 anni di Slow Food Italia e con i trent’anni dell’Arca del Gusto.
Il tema scelto è “Biodiversity – Be Diversity”, con la biodiversità interpretata non soltanto in senso naturale e agricolo, ma anche sociale e culturale.
La manifestazione continua così il processo iniziato nel 2016: invece di essere racchiusa in un quartiere fieristico, entra direttamente nella città.
È il risultato di un’evoluzione cominciata trent’anni prima in un singolo padiglione del Lingotto.
Come è cambiato il Salone del Gusto nel tempo
La trasformazione più evidente riguarda le dimensioni, ma quella più importante è probabilmente culturale.
Nel 1996 il Salone nasce principalmente per mettere in contatto pubblico e piccoli produttori.
Negli anni successivi introduce il tema della tutela delle produzioni attraverso i Presìdi.
Con Terra Madre aggiunge una dimensione mondiale e dà voce direttamente a contadini e comunità del cibo.
Con la fusione del 2012 elimina la separazione tra parte commerciale e parte politica.
Dal 2016, infine, rompe anche il confine fisico della fiera e porta il proprio messaggio direttamente negli spazi urbani.
Il risultato è una manifestazione nella quale convivono oggi mercato, degustazioni, laboratori, conferenze, cultura, educazione e confronto internazionale.
I numeri che raccontano la crescita
La crescita dell’evento può essere letta anche attraverso alcuni momenti simbolici.
Nel 1996 il Salone occupava un solo padiglione del Lingotto.
Nel 2004 Terra Madre portò a Torino circa 5 mila delegati internazionali, mentre l’affluenza complessiva dell’edizione viene indicata intorno alle 140 mila persone.
Nel 2012, anno dell’unificazione, le presenze vengono stimate intorno alle 220 mila.
La svolta urbana del 2016 porta invece la partecipazione su una scala completamente diversa, con una stima vicina a un milione di visitatori.
Nel 2022, a Parco Dora, l’affluenza indicata è di circa 350 mila persone.
I numeri cambiano insieme alle sedi, ma raccontano il passaggio da evento specializzato a manifestazione capace di coinvolgere un pubblico molto più ampio.
Torino e il Salone del Gusto: un rapporto diventato identitario
Il Salone è nato a Torino e la città è diventata progressivamente parte integrante della manifestazione.
Prima il Lingotto, poi il Valentino, il centro storico e infine Parco Dora hanno rappresentato fasi differenti della stessa storia.
Non sono semplici location.
Il Lingotto raccontava la Torino industriale riconvertita. Il Valentino ha segnato l’apertura dell’evento alla città. Parco Dora ha collegato alimentazione e sostenibilità alla rigenerazione urbana.
Il centro storico rappresenta invece il tentativo di integrare completamente Terra Madre nella vita quotidiana torinese.
In questo senso il Salone del Gusto è diventato nel tempo anche uno dei modi attraverso cui Torino racconta la propria trasformazione da capitale industriale a città della cultura, degli eventi e dell’enogastronomia.
FAQ –
La prima edizione del Salone Internazionale del Gusto si svolse nel 1996 al Lingotto Fiere.
La manifestazione nasce nell’ambito di Slow Food, movimento fondato da Carlo Petrini.
La prima edizione si svolse a Torino nel 2004, riunendo migliaia di rappresentanti delle comunità del cibo provenienti da tutto il mondo.
La fusione avvenne nel 2012.
Nel 2016, quando l’evento si trasferì principalmente al Parco del Valentino e in altri luoghi della città.
Parco Dora ha ospitato Terra Madre Salone del Gusto nel 2022 e nel 2024.
Perché ha contribuito a mettere al centro del dibattito internazionale piccoli produttori, biodiversità, agricoltura sostenibile, tradizioni alimentari e rapporto tra produzione e consumo.
Dal percorso di fusione tra i due eventi deriva l’attuale denominazione Terra Madre Salone del Gusto.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



