Scala delle Partigiane di Alpignano: ogni gradino ricorderà una donna della Resistenza

Da Alessandro Maldera
Settembre 03, 2026

La Scala delle Partigiane di Alpignano trasformerà un passaggio urbano in un luogo permanente dedicato alle donne della Resistenza.
Ogni scalino porterà il nome di una combattente. L’iniziativa, annunciata come la prima di questo genere in Italia, rappresenta anche il primo intervento del nuovo assessorato comunale dedicato a Resistenza, Costituzione e Antifascismo.
Scala delle Partigiane di Alpignano: in breve
Inaugurazione: sabato 24 ottobre
Ora: 16
Caratteristica: ogni gradino sarà dedicato a una donna della Resistenza
Evento: festival “C’era una svolta”
Obiettivo: creare un nuovo luogo pubblico della memoria
Scala delle Partigiane di Alpignano: dove nasce il progetto
La scala si trova al fondo di via Cervino, ad Alpignano.
L’obiettivo è trasformare uno spazio quotidiano in un luogo di memoria e raccoglimento, riportando in primo piano figure femminili spesso rimaste ai margini del racconto tradizionale della Resistenza.
Il progetto è promosso dal nuovo assessorato a Resistenza, Costituzione e Antifascismo guidato da Chiara Priante.
Ogni gradino porterà il nome di una partigiana
La caratteristica centrale dell’intervento sarà la dedica dei singoli scalini.
Ogni gradino ricorderà una donna impegnata nella Resistenza, creando un percorso composto da biografie e storie diverse.
La selezione cercherà di mantenere un equilibrio tra figure locali, piemontesi e nazionali, evitando di concentrare l’attenzione soltanto sui nomi più conosciuti.
La scala sorge in un luogo legato a Vito Bonadies
La posizione scelta possiede già un legame con la storia dell’antifascismo.
La scala si trova infatti sotto l’abitazione di Vito Bonadies, figura importante dell’antifascismo torinese.
In quel luogo passarono nel tempo partigiani impegnati in incontri, ricerche e progetti legati alla memoria resistenziale.
Il nuovo intervento rafforza quindi un significato già presente nel territorio.
Inaugurazione il 24 ottobre durante “C’era una svolta”
La Scala delle Partigiane sarà inaugurata sabato 24 ottobre alle 16.
La cerimonia farà parte del nuovo festival “C’era una svolta”, dedicato ai momenti in cui la storia prende una direzione diversa e al rapporto tra vicende nazionali e storia locale.
A intervenire sarà Marcella Filippa, storica, saggista e direttrice della Fondazione Vera Nocentini.
La giornata sarà animata anche da Le Primule Rosse.
Chi sceglierà i nomi delle partigiane
La selezione delle figure da ricordare sarà affidata a una commissione composta da studiose e persone impegnate da anni nella ricerca storica e nella trasmissione della memoria.
Ne fanno parte:
- Marcella Filippa, storica e direttrice della Fondazione Vera Nocentini, autrice e curatrice di studi dedicati anche alla storia delle donne e al pensiero femminile europeo
- Bruna Bertolo, giornalista e storica, autrice di numerosi lavori sul ruolo delle donne nella storia e del volume dedicato alle donne della Resistenza in Piemonte
- Mariella De Vietro, dell’ANPI di Alpignano, Caselette, Givoletto, La Cassa, San Gillio e Val della Torre, impegnata anche nella ricerca e nelle pubblicazioni di storia locale
- Maria Grazia Alemanno, già insegnante di lettere, attiva in “Se non ora quando?” e vicepresidente della sezione torinese “Frida Malan” della FNISM
Un percorso dedicato al ruolo delle donne nella Resistenza
Il progetto vuole far emergere la pluralità delle esperienze femminili durante la lotta antifascista.
Le donne parteciparono alla Resistenza in ruoli molto diversi: staffette, combattenti, infermiere, organizzatrici, deportate, madri e figure attive nelle reti clandestine.
La scala renderà queste storie visibili nello spazio pubblico e accessibili anche a chi non frequenta musei o luoghi istituzionali della memoria.
Per comprendere il significato dei luoghi della memoria del territorio è utile partire dalla storia del comune. Approfondisci la storia di Alpignano, dalle origini alle trasformazioni che hanno segnato il paese nel tempo
Il primo intervento del nuovo assessorato
La realizzazione della scala è anche il primo atto del nuovo assessorato comunale dedicato a Resistenza, Costituzione e Antifascismo.
La scelta indica una volontà precisa: portare la memoria storica fuori dalle sole commemorazioni e inserirla negli spazi quotidiani della città.
La scala diventa così un luogo da attraversare ogni giorno, ma anche uno strumento per interrogarsi sul passato.
Scala delle Partigiane di Alpignano: un nuovo luogo della memoria
La Scala delle Partigiane di Alpignano unisce quindi storia locale, memoria nazionale e spazio urbano.
Non nasce come monumento separato dalla vita cittadina, ma come trasformazione di un luogo già esistente.
A renderla riconoscibile saranno i nomi delle donne della Resistenza, scelti per rappresentare esperienze diverse e restituire visibilità a una parte della storia spesso raccontata meno di altre.
FAQ – Scala delle Partigiane: come saranno scelti i nomi
Al fondo di via Cervino ad Alpignano.
Sabato 24 ottobre alle 16.
Ogni gradino porterà il nome di una donna impegnata nella Resistenza.
Da una commissione che selezionerà figure locali, regionali e nazionali.
Nel festival “C’era una svolta”.
La scala si trova sotto l’abitazione di Vito Bonadies, figura importante dell’antifascismo torinese.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



