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Report Sole 24 ore qualità della vita Torino 2026: bene bambini e anziani, giovani più indietro

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Da Alessandro Maldera

Agosto 25, 2026

Il Report Sole 24 ore qualità della vita Torino 2026 restituisce una fotografia molto diversa a seconda dell’età presa in considerazione. La provincia torinese ottiene risultati relativamente buoni per bambini e anziani, mentre perde terreno quando l’analisi si concentra sui giovani adulti.

Torino si colloca infatti al 22° posto per i bambini, al 21° per gli over 65 e soltanto al 46° posto per la fascia tra 18 e 35 anni. Una distanza che mette in evidenza un problema generazionale più che una semplice questione di qualità della vita complessiva.

Qualità della vita a Torino nel 2026

Bambini: 22° posto su 107 province
Giovani tra 18 e 35 anni: 46° posto
Anziani over 65: 21° posto
Migliore provincia piemontese per i giovani: Cuneo, 8ª
Migliore provincia piemontese per i bambini: Verbano-Cusio-Ossola, 10ª

Report Sole 24 ore qualità della vita Torino 2026: come funziona l’indagine

La classifica generazionale rappresenta uno degli approfondimenti che anticipano la tradizionale graduatoria annuale sulla qualità della vita.

L’edizione 2026 analizza tutte le 107 province italiane distinguendo tre grandi fasce della popolazione: bambini, giovani e anziani.

Per ciascuna categoria vengono utilizzati 20 indicatori, per un totale di 60 parametri.

Le variabili prendono in considerazione servizi, condizioni economiche, istruzione, lavoro, salute, caratteristiche sociali e possibilità offerte dal territorio.

Ogni indicatore contribuisce allo stesso modo alla costruzione del punteggio finale.

Torino è 22ª per la qualità della vita dei bambini

Uno dei risultati migliori riguarda l’infanzia.

La provincia di Torino raggiunge il 22° posto nazionale nella graduatoria dedicata ai bambini.

Il risultato colloca il territorio nella parte medio-alta della classifica italiana.

Vengono considerati diversi aspetti della vita quotidiana delle famiglie, dalla presenza di servizi alla disponibilità di strutture educative, dagli spazi accessibili alle opportunità offerte ai più piccoli.

Tra gli elementi introdotti nell’edizione 2026 rientra anche la possibilità di raggiungere alcuni servizi dedicati all’infanzia a piedi in circa 15 minuti.

Un indicatore che tende a premiare soprattutto le aree urbane più dense e organizzate.

Firenze è prima per i bambini

La provincia che ottiene il risultato migliore per l’infanzia è Firenze.

Seguono Milano e Aosta.

Torino non entra quindi nella top ten, ma resta comunque nelle prime posizioni rispetto alla maggior parte delle province italiane.

In Piemonte emerge soprattutto il Verbano-Cusio-Ossola, che raggiunge il decimo posto nazionale.

Il confronto regionale dimostra quindi come all’interno dello stesso Piemonte possano esistere condizioni molto differenti.

Torino è 21ª per la qualità della vita degli anziani

Il risultato migliore per la provincia torinese arriva dalla fascia degli over 65.

Torino raggiunge il 21° posto nella classifica nazionale dedicata agli anziani.

Anche in questo caso vengono valutati 20 indicatori.

Tra gli elementi presi in considerazione ci sono salute, assistenza, situazione economica, servizi disponibili, partecipazione sociale e caratteristiche del territorio.

La prima provincia italiana è Trieste, seguita da Trento e Milano.

Torino resta fuori dalle primissime posizioni, ma si colloca comunque nella parte alta della graduatoria.

La classifica degli anziani è stata ricalcolata

Per questa graduatoria esiste una precisazione metodologica importante.

Dopo la pubblicazione iniziale è stato individuato un errore tecnico relativo a uno degli indicatori utilizzati.

Il problema riguardava i dati sul consumo di farmaci antidepressivi.

La classifica è stata quindi ricalcolata a fine giugno 2026.

Il 21° posto di Torino è quello risultante dalla versione aggiornata.

Il vero problema emerge tra i giovani

Il quadro cambia nettamente quando l’analisi si concentra sulla fascia tra 18 e 35 anni.

Torino scende infatti al 46° posto nazionale.

Non si tratta di una posizione nelle ultime zone della classifica, ma la distanza rispetto ai risultati ottenuti da bambini e anziani è evidente.

Ed è proprio questa differenza a rappresentare uno dei dati più interessanti dell’intera ricerca.

La provincia sembra offrire condizioni relativamente migliori alle famiglie con bambini e agli over 65 rispetto a chi si trova nella fase della vita in cui deve costruire una propria autonomia economica e professionale.

Cosa viene valutato per i giovani

La classifica dedicata ai giovani prende in considerazione variabili molto concrete.

Entrano nel calcolo indicatori relativi a lavoro, istruzione, disoccupazione, presenza di Neet, condizioni economiche, abitazione e servizi disponibili.

Un peso importante è assunto anche dalla possibilità di costruire una vita indipendente.

Per chi ha tra 18 e 35 anni trovare un lavoro non è infatti sufficiente.

Conta anche la capacità di sostenere un affitto, acquistare un’abitazione, sviluppare una carriera e trovare opportunità compatibili con il proprio percorso di formazione.

Bolzano è la provincia migliore per i giovani

La graduatoria nazionale dedicata ai giovani è guidata da Bolzano.

Alle sue spalle si trovano Trento e Gorizia.

Le prime posizioni sono dominate soprattutto dalle province del Nord.

Anche Bologna ottiene un risultato molto elevato, entrando tra i territori più favorevoli alla fascia tra 18 e 35 anni.

Torino, con il suo 46° posto, rimane invece nettamente più indietro.

Cuneo è ottava in Italia

Il confronto più interessante per Torino arriva probabilmente dallo stesso Piemonte.

La provincia di Cuneo raggiunge l’8° posto nazionale per la qualità della vita dei giovani.

Tra Cuneo e Torino ci sono quindi 38 posizioni di differenza.

È un dato significativo perché dimostra come le difficoltà torinesi non possano essere spiegate soltanto con una generica contrapposizione geografica tra Nord e Sud.

Anche due province piemontesi possono offrire condizioni molto differenti alle nuove generazioni.

Torino non è semplicemente una città per anziani

I numeri richiedono comunque una lettura equilibrata.

Dire che Torino sia la città ideale per bambini e anziani sarebbe eccessivo.

Il territorio raggiunge il 21° e il 22° posto, quindi non occupa le prime posizioni assolute.

Il dato più interessante è il confronto interno tra le tre fasce d’età.

Torino ottiene risultati nettamente migliori per bambini e over 65 rispetto ai giovani adulti.

È questa spaccatura generazionale a descrivere meglio la situazione.

Perché il 46° posto dei giovani è importante

La fascia tra 18 e 35 anni coincide con uno dei momenti più delicati della vita.

È il periodo in cui molte persone terminano gli studi, entrano stabilmente nel mercato del lavoro, cercano un’abitazione e iniziano a costruire una propria autonomia.

È anche l’età nella quale spesso si decide se restare in una città oppure trasferirsi altrove.

Per questo una posizione mediocre nella classifica dei giovani può avere conseguenze più ampie.

Un territorio poco attrattivo per questa fascia rischia nel tempo di perdere competenze, professionalità e capacità di innovazione.

Casa e redditi pesano sulla qualità della vita

Uno dei problemi che accomuna molti giovani nelle grandi città riguarda il rapporto tra redditi e costo dell’abitazione.

Gli affitti incidono sempre di più sui bilanci delle famiglie e dei lavoratori più giovani.

Il problema diventa particolarmente evidente nelle grandi aree urbane, dove il prezzo delle case tende a crescere più rapidamente rispetto agli stipendi.

Per una città universitaria come Torino la questione riguarda anche studenti, neolaureati, giovani lavoratori e persone che arrivano da altre province.

La capacità di offrire abitazioni accessibili diventa quindi uno degli elementi centrali dell’attrattività territoriale.

Torino mostra due velocità generazionali

I tre risultati possono essere sintetizzati facilmente.

Torino è 21ª per gli anziani.

È 22ª per i bambini.

Scende invece al 46° posto per i giovani.

La provincia sembra quindi riuscire meglio a rispondere alle esigenze delle fasce estreme della popolazione rispetto a quelle di chi si trova nella fase di costruzione della propria vita professionale ed economica.

Non significa che bambini e anziani non abbiano problemi.

Significa però che, nel confronto nazionale, Torino risulta più competitiva in quelle due categorie.

I risultati non sono direttamente confrontabili con il 2025

Un altro punto importante riguarda il confronto con le edizioni precedenti.

Nel 2025 ogni classifica era costruita attraverso 15 indicatori.

Nel 2026 gli indicatori sono diventati 20.

Sono quindi entrate nuove variabili che modificano il modo in cui viene calcolato il risultato.

Per questo non è corretto limitarsi a confrontare la posizione raggiunta nel 2026 con quella dell’anno precedente.

Una provincia potrebbe risultare più alta o più bassa anche perché sono cambiati i parametri utilizzati.

Il 2026 deve quindi essere letto soprattutto come una nuova fotografia della situazione.

Non è la classifica generale della qualità della vita

Va chiarita anche un’altra possibile fonte di confusione.

I tre risultati non rappresentano la posizione complessiva di Torino nella tradizionale classifica annuale della qualità della vita.

Si tratta di tre graduatorie specifiche dedicate alle generazioni.

Dire che Torino sia 21ª in Italia per qualità della vita in senso generale sarebbe quindi sbagliato.

Il 21° posto riguarda esclusivamente la fascia degli anziani.

La classifica generale utilizza molti altri indicatori e viene pubblicata separatamente.

La provincia resta competitiva per famiglie e anziani

I risultati relativi a bambini e over 65 mostrano comunque alcuni punti di forza del territorio.

Una grande area metropolitana dispone di ospedali, servizi sociali, scuole, strutture culturali, trasporti e opportunità per il tempo libero difficili da trovare nei centri più piccoli.

Questa concentrazione di servizi può favorire alcune fasce della popolazione.

Allo stesso tempo la dimensione urbana produce anche problemi legati al traffico, ai costi, all’inquinamento e alle disuguaglianze tra quartieri.

Per questo la posizione di Torino resta buona ma lontana dalle prime province italiane.

Il problema è trattenere le nuove generazioni

Il 46° posto dei giovani pone invece una questione strategica.

Torino possiede università importanti, centri di ricerca, imprese, cultura e una buona infrastruttura urbana.

Il problema è trasformare questi elementi in opportunità sufficientemente forti da convincere i giovani a restare.

Se studio e formazione vengono seguiti da lavori poco remunerati o da difficoltà nel trovare un’abitazione, il territorio rischia di perdere parte delle persone che ha contribuito a formare.

La qualità della vita dei giovani diventa quindi anche una questione di competitività economica.

Il confronto con Cuneo deve far riflettere

Il risultato di Cuneo rende ancora più evidente il problema.

Essere ottava in Italia per i giovani significa riuscire a combinare in modo efficace diverse condizioni economiche e sociali.

Torino parte invece da una situazione differente.

È una grande area metropolitana, con vantaggi e problemi tipici delle grandi città.

Il confronto non deve quindi essere letto come una semplice gara tra province.

Serve però a dimostrare che anche all’interno del Piemonte esistono margini importanti per migliorare le condizioni offerte alle nuove generazioni.

La sfida per Torino è diventare attrattiva anche per chi deve costruire il proprio futuro

Il Report Sole 24 ore qualità della vita Torino 2026 non descrive quindi una provincia in crisi su tutti i fronti.

Due classifiche su tre collocano Torino nelle prime 22 posizioni italiane.

Il vero punto debole emerge tra i giovani.

Lavoro, casa, autonomia economica e opportunità professionali diventano gli elementi sui quali misurare la capacità del territorio di competere negli anni futuri.

Torino appare abbastanza solida per bambini e anziani.

La sfida più difficile è diventare altrettanto convincente per chi ha tra 18 e 35 anni e deve ancora decidere dove costruire il proprio domani.

FAQ –

Che posizione occupa Torino per la qualità della vita dei bambini?

La provincia di Torino è 22ª su 107 province italiane.

Come si posiziona Torino per i giovani?

Torino occupa il 46° posto nella graduatoria dedicata alla popolazione tra 18 e 35 anni.

Qual è il risultato migliore per Torino?

Il piazzamento più alto riguarda gli anziani over 65, con il 21° posto nazionale.

Quali province sono prime nelle tre classifiche?

Firenze guida la classifica dei bambini, Bolzano quella dei giovani e Trieste quella degli anziani.

Qual è la provincia piemontese migliore per i giovani?

Cuneo raggiunge l’8° posto nazionale.

I dati riguardano soltanto la città di Torino?

No. Le graduatorie vengono elaborate su base provinciale e riguardano quindi l’intero territorio della Città Metropolitana di Torino.

I risultati possono essere confrontati direttamente con il 2025?

Non completamente. Nel 2026 gli indicatori utilizzati per ogni fascia sono passati da 15 a 20, modificando la struttura della classifica.

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende