Piemonte secondo in Italia per richiesta Data Center: Torino traina la crescita

Da Alessandro Maldera
Agosto 25, 2026

Il Piemonte secondo in Italia per richiesta Data Center emerge dai dati Terna aggiornati al 31 luglio. La regione conta 64 richieste di connessione alla rete elettrica per 13,13 gigawatt di potenza, con una forte concentrazione nell’area torinese.
La provincia di Torino da sola registra 43 pratiche per 8,08 gigawatt, risultando seconda in Italia dietro soltanto a Milano. Il dato fotografa una trasformazione importante: il Nord-Ovest sta attirando una quota crescente di investimenti nelle infrastrutture digitali.
I dati Terna riguardano domande di connessione alla rete elettrica. Una richiesta non equivale a un’autorizzazione definitiva né garantisce che il progetto venga effettivamente costruito
Perché i data center chiedono così tanta energia
Il dato più impressionante non è soltanto il numero delle pratiche.
È la potenza.
Il Piemonte supera i 13 gigawatt richiesti, mentre il solo Torinese arriva a oltre 8.
I data center sono infatti infrastrutture energivore.
Server, sistemi di raffreddamento, continuità elettrica e infrastrutture di supporto richiedono una disponibilità costante e molto elevata di energia.
Per questo la crescita del settore è strettamente legata alla capacità della rete elettrica di sostenere nuovi carichi.
La partita si gioca sulla disponibilità energetica
Il boom delle richieste mette quindi al centro un tema strategico.
Non basta trovare grandi aree industriali o terreni disponibili.
Servono:
- potenza elettrica sufficiente
- connessioni affidabili
- reti digitali ad alta capacità
- spazi adeguati
- tempi autorizzativi competitivi
La disponibilità energetica diventa quindi uno dei principali fattori attraverso i quali i territori competono per attirare gli investimenti.
La crescita delle richieste energetiche in Piemonte passa anche dal Vercellese, dove è in definizione un grande investimento nell’area di Trino. Approfondisci il progetto per la creazione del data center a Trino Vercellese e le dimensioni dell’investimento previsto
Torino può diventare un polo nazionale dei data center
La provincia parte da una combinazione favorevole.
Ha già una presenza significativa di operator e soprattutto dispone di grandi aree industriali da trasformare.
È vicina a Milano ma presenta costi e disponibilità di spazi differenti.
Ha un tessuto universitario, tecnologico e delle telecomunicazioni consolidato.
Le 43 richieste di connessione mostrano che gli operatori stanno prendendo seriamente in considerazione il territorio.
Grugliasco e Trino mostrano la dimensione dei nuovi investimenti
I progetti ipotizzati a Grugliasco e Trino rendono evidente la scala delle operazioni.
- Nel primo caso si parla di circa 4 miliardi di euro nell’ex area Pininfarina.
- Nel secondo di circa 4,5 miliardi per il progetto collegato all’area dell’ex centrale di Trino.
Sono cifre enormi.
Naturalmente si tratta di iniziative che devono completare i rispettivi iter.
Ma mostrano quanto il settore dei data center stia assumendo una dimensione industriale paragonabile ai grandi investimenti manifatturieri.
Vecchie aree industriali e nuova economia digitale
Un altro elemento interessante riguarda proprio i luoghi scelti.
Molti progetti puntano su territori segnati dalla precedente industrializzazione.
Ex stabilimenti, aree produttive e grandi infrastrutture energetiche possono diventare spazi adatti ai data center.
È una trasformazione simbolica del Piemonte.
Aree nate per la produzione industriale tradizionale possono oggi ospitare infrastrutture della nuova economia digitale.
La sfida non è soltanto costruire edifici pieni di server
Un grande data center può generare investimenti, occupazione specializzata e domanda di servizi.
Ma comporta anche interrogativi importanti.
- La richiesta energetica è enorme.
- Occorre valutare la capacità della rete.
- Servono infrastrutture di connessione.
- I territori devono inoltre confrontare i benefici economici con l’utilizzo di energia, suolo e risorse.
La competizione tra regioni si giocherà quindi non soltanto sul numero di progetti attratti, ma sulla loro sostenibilità e capacità di integrarsi nel sistema locale.
Piemonte secondo in Italia per richiesta Data Center: cosa dicono davvero i numeri
Il dato Terna non permette ancora di sapere quanti nuovi impianti verranno effettivamente costruiti.
Indica però con chiarezza dove si sta concentrando l’interesse.
Il Piemonte secondo in Italia per richiesta Data Center significa che la regione è diventata uno dei principali territori nazionali nei piani degli operatori.
Con 64 pratiche e 13,13 gigawatt, il Piemonte supera Lazio e Puglia.
E soprattutto emerge il peso di Torino: 43 richieste e 8,08 gigawatt, seconda provincia italiana soltanto a Milano.
La sfida dei prossimi anni sarà capire quanta parte di questa domanda si tradurrà davvero in cantieri, investimenti e nuove infrastrutture.
FAQ – Torino e Piemonte al centro della corsa ai data center
Al 31 luglio risultano 64 richieste di connessione, per una potenza complessiva di 13,13 gigawatt.
Il Torinese conta 43 pratiche per 8,08 gigawatt, risultando seconda provincia italiana dopo Milano.
Il dato più alto riguarda Grugliasco, con 1,23 gigawatt.
Nell’area metropolitana sono presenti 14 strutture, un dato inferiore soltanto a Milano e Roma.
No. Si tratta di domande di connessione alla rete, non di progetti già autorizzati o certamente destinati alla costruzione.
Dopo Torino emergono soprattutto Vercelli con 2,52 gigawatt e Novara con 2,05 gigawatt di potenza richiesta.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



