Controllo lupi Piemonte 2026: piano regionale entro ottobre e fino a 23 abbattimenti

Da Alessandro Maldera
Agosto 25, 2026

Il controllo lupi Piemonte 2026 entra in una nuova fase. Dopo il cambiamento del livello di protezione della specie, la Regione sta preparando un piano che dovrebbe essere completato entro ottobre e che potrà prevedere interventi mirati sugli esemplari considerati problematici.
L’Ispra ha indicato per il Piemonte un limite massimo di 23 abbattimenti nell’arco di un anno. Non si tratterà però di una caccia generalizzata: gli interventi dovranno essere autorizzati e potranno riguardare soltanto situazioni definite in anticipo.
Controllo dei lupi in Piemonte: i numeri principali
Monitoraggio: avviato a luglio 2026
Limite indicato dall’Ispra: fino a 23 abbattimenti all’anno
Presenza media stimata: circa 464 lupi in Piemonte
Attacchi al bestiame segnalati: oltre 1.500 ogni anno
Fondi recenti per la prevenzione: 740 mila euro
Controllo lupi Piemonte 2026: cosa cambia
Dal 2025 il lupo non rientra più nella categoria delle specie “rigorosamente protette”, ma rimane una specie “protetta”.
Il cambiamento deriva da una decisione europea successivamente recepita a livello nazionale.
Questo nuovo quadro permette interventi di abbattimento, ma soltanto attraverso procedure limitate e controllate. Non significa quindi che il lupo possa essere liberamente cacciato.
Fino a 23 lupi abbattibili in Piemonte ogni anno
L’Ispra ha dato alle Regioni la possibilità di intervenire entro specifici limiti.
Per il Piemonte è stato indicato un tetto massimo di 23 esemplari nell’arco di un anno.
Si tratta di un limite e non di un numero di animali che dovranno necessariamente essere abbattuti. Gli interventi dipenderanno dalle condizioni previste dal futuro piano regionale e dalle autorizzazioni necessarie.
Il piano regionale dovrebbe essere pronto entro ottobre
La Regione ha avviato nel mese di luglio 2026 un nuovo monitoraggio della presenza dei lupi sul territorio piemontese.
Il passo successivo sarà la definizione del piano, attesa entro ottobre.
Nel documento gli interventi verranno inseriti all’interno delle misure di controllo della specie e saranno stabilite le procedure da seguire caso per caso.
Chi potrà intervenire sui lupi
Gli eventuali abbattimenti non potranno essere effettuati liberamente dai cacciatori.
Secondo l’impostazione prevista, a intervenire saranno esclusivamente le guardie provinciali, dopo aver ottenuto la necessaria autorizzazione.
Le operazioni dovranno essere quindi pianificate e concordate preventivamente.
Quali lupi potranno essere abbattuti
Il futuro piano dovrebbe limitare gli interventi ad alcune situazioni considerate particolarmente problematiche.
Una riguarda i cosiddetti lupi confidenti, cioè esemplari che hanno perso parte della naturale diffidenza verso l’uomo e si avvicinano frequentemente alle abitazioni.
Un’altra situazione riguarda gli animali responsabili di predazioni anche quando gli allevamenti hanno già adottato adeguate misure di protezione.
Quando potrebbero essere autorizzati gli interventi
– Predazioni ripetute nonostante l’utilizzo di sistemi di protezione
– Valutazione preventiva del singolo caso
– Autorizzazione prima dell’intervento
– Operazioni affidate alle guardie provinciali
In Piemonte sono stimati circa 464 lupi
La preparazione del piano parte anche dalla mappatura della popolazione presente sul territorio.
Un recente rapporto del centro regionale specializzato nei grandi carnivori ha stimato una presenza media di circa 464 lupi in Piemonte.
Il monitoraggio avviato nell’estate 2026 servirà ad aggiornare e approfondire il quadro prima dell’introduzione delle nuove misure.
Oltre 1.500 attacchi al bestiame ogni anno
Il tema è particolarmente sentito nel settore agricolo e negli allevamenti.
Le organizzazioni del comparto segnalano ormai più di 1.500 attacchi all’anno contro il bestiame.
La crescita delle predazioni ha aumentato le richieste di intervento, soprattutto nelle zone dove greggi e mandrie convivono con una presenza stabile del lupo.
740 mila euro per proteggere gli allevamenti
Gli abbattimenti rappresentano soltanto una parte delle misure previste.
La Regione ha recentemente stanziato 740 mila euro di contributi destinati alle aziende agricole per rafforzare i sistemi di prevenzione.
Le risorse possono essere utilizzate per acquistare cani da guardiania, in particolare pastori maremmani abruzzesi e cani da montagna dei Pirenei, oltre a recinzioni elettrificate e sistemi di dissuasione.
Nuovi fondi anche per i danni delle predazioni
Accanto alle misure preventive è previsto anche un intervento economico per gli allevamenti che hanno già subito danni.
Prima della pausa estiva è stata esaminata una nuova delibera con una dotazione economica di entità simile ai 740 mila euro già destinati alla prevenzione.
In questo caso le risorse servirebbero a coprire i danni provocati dalle predazioni.
Prevenzione e controllo dei lupi
Il modello che sta prendendo forma combina quindi due strategie.
Da una parte rimangono gli investimenti per recinzioni, cani da guardiania e strumenti di dissuasione. Dall’altra si apre la possibilità di intervenire direttamente sugli esemplari considerati problematici quando le misure preventive non risultano sufficienti.
Il passaggio decisivo arriverà con il piano regionale atteso per ottobre, che dovrà stabilire nel dettaglio modalità, autorizzazioni e condizioni degli interventi.
Il nuovo equilibrio nella gestione dei lupi in Piemonte
Il controllo lupi Piemonte 2026 segna un cambiamento rispetto agli anni nei quali la tutela della specie impediva interventi di questo tipo salvo circostanze eccezionali.
Il lupo continua a essere una specie protetta, ma il nuovo quadro permette una gestione più selettiva degli esemplari problematici.
Il limite indicato per il Piemonte è di 23 abbattimenti all’anno, mentre sul territorio regionale vengono stimati mediamente circa 464 animali. Parallelamente continueranno gli investimenti per proteggere gli allevamenti e indennizzare i danni provocati dalle predazioni.
FAQ – Lupi in Piemonte 2026: le domande più frequenti
Il limite indicato dall’Ispra è di 23 esemplari nell’arco di un anno, ma gli interventi dovranno essere autorizzati.
La conclusione del piano è prevista entro ottobre 2026, dopo il monitoraggio iniziato a luglio.
Gli interventi saranno affidati alle guardie provinciali e potranno avvenire soltanto dopo specifica autorizzazione.
Un recente rapporto regionale stima una presenza media di circa 464 esemplari.
Le organizzazioni agricole indicano oltre 1.500 attacchi al bestiame ogni anno.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



