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Ex scuola Martin Luther King di corso Francia, parte il progetto per trasformarla in uno spazio di quartiere

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Da Alessandro Maldera

Agosto 23, 2026

La riqualificazione succursale scuola Martin Luther King di Torino entra in una nuova fase. L’ex plesso King 3 di corso Francia 377 dovrebbe essere recuperato e destinato principalmente ad attività educative, sociali e culturali.

Il progetto nascerà attraverso un percorso condiviso con cittadini, associazioni e Circoscrizione. Da settembre 2026 dovrebbero partire i tavoli di coprogettazione e i sopralluoghi necessari a capire quali parti dell’edificio possano essere riutilizzate più rapidamente e quali richiedano interventi maggiori.

Ex scuola King 3: le ipotesi

Dove: corso Francia 377, Torino
Edificio: ex succursale della scuola primaria Martin Luther King
Petizione: 613 firme
Avvio coprogettazione: da settembre 2026
Funzioni previste: attività educative, sociali, culturali e per i giovani
Spazi potenzialmente recuperabili: palestra e cortile
Criticità: una porzione dell’immobile è interdetta per presenza di amianto
Gestione futura: modello condiviso con territorio, associazioni e Circoscrizione

Riqualificazione succursale scuola Martin Luther King di Torino: il progetto

L’edificio di corso Francia 377 ha ospitato la succursale King 3 della scuola primaria Martin Luther King.

Dopo la cessazione dell’attività scolastica ordinaria, residenti e realtà locali hanno chiesto che il complesso non venisse lasciato inutilizzato.

Il Comune ha ora confermato la volontà di mantenere una funzione pubblica dell’immobile e di trasformarlo in uno spazio aperto al territorio.

La petizione firmata da 613 cittadini

A spingere sul recupero dell’ex scuola è stata anche una petizione sottoscritta da 613 persone.

La richiesta è quella di evitare il progressivo abbandono della struttura e creare una sorta di nuova casa del quartiere.

L’idea è mettere a disposizione spazi per famiglie, ragazzi, associazioni e iniziative locali.

La discussione è arrivata anche in Consiglio comunale, dove sono state illustrate le prime prospettive per il futuro dell’edificio.

Un quartiere che chiede nuovi luoghi di aggregazione

Alla base della mobilitazione c’è soprattutto la carenza di spazi destinati alla socialità.

Durante il confronto è stata ricordata anche la vicenda del centro d’incontro di via Vipacco, distrutto da un incendio circa quindici anni fa e mai ricostruito.

Da allora quell’area è rimasta inutilizzata.

Nel tempo sono stati segnalati problemi di degrado, vegetazione non curata e decoro.

L’ex scuola non è ancora formalmente abbandonata

La situazione amministrativa dell’immobile presenta però una particolarità.

Nonostante sia chiuso da circa un anno, l’edificio è ancora formalmente nella disponibilità dell’istituto scolastico.

Questo permette di completare le ultime operazioni legate al trasferimento delle attività.

La destinazione futura dovrebbe comunque cambiare e orientarsi verso funzioni sociali e di quartiere.

Da settembre 2026 parte la coprogettazione

Il Comune intende utilizzare il regolamento dei beni comuni.

Questo strumento permette di costruire il futuro utilizzo dell’immobile insieme alle realtà del territorio.

Dopo l’estate dovrebbe quindi essere pubblicato un avviso pubblico.

Da settembre associazioni, cittadini e soggetti interessati potranno partecipare ai tavoli nei quali verranno definiti attività, utilizzi e possibile modello di gestione.

Previsti anche sopralluoghi all’interno della struttura

Il percorso non sarà soltanto teorico.

Sono previsti sopralluoghi negli spazi dell’ex scuola per verificarne le condizioni.

Questa fase servirà a distinguere le parti che possono essere recuperate rapidamente da quelle che necessitano invece di interventi più complessi.

Il progetto definitivo dipenderà quindi anche dallo stato effettivo dell’edificio.

Palestra e cortile potrebbero riaprire più facilmente

Tra gli ambienti che potrebbero richiedere lavori relativamente limitati figurano la palestra e il cortile.

Sono due spazi particolarmente interessanti per attività sportive, educative e di aggregazione.

Altre parti dell’immobile presentano invece condizioni più impegnative e necessiteranno di opere maggiori prima di poter essere utilizzate.

La riapertura potrebbe quindi procedere anche per fasi.

Una parte dell’edificio è interdetta per la presenza di amianto

Tra le criticità emerse ce n’è anche una di carattere strutturale e sanitario.

Una porzione dell’ex scuola risulta infatti interdetta per la presenza di amianto.

Questo elemento dovrà essere affrontato prima di poter prevedere qualsiasi utilizzo degli ambienti interessati.

Non tutto il complesso potrà quindi essere immediatamente restituito al quartiere.

Non una semplice nuova Casa del Quartiere

La richiesta dei residenti parla di una nuova casa del quartiere, ma il modello definitivo non è ancora stato stabilito.

L’obiettivo del Comune è creare un polo di aggregazione flessibile, capace di modificare le proprie attività nel tempo.

Non dovrebbe quindi essere necessariamente una struttura con una sola funzione.

Gli spazi potrebbero ospitare progetti differenti in base alle esigenze espresse dal territorio.

Attività educative e sociali al centro

La destinazione principale dovrebbe comunque restare pubblica.

Tra le priorità figurano le attività educative, sociali e rivolte ai giovani.

A queste potrebbero aggiungersi iniziative culturali, laboratori e progetti realizzati dalle associazioni.

La definizione concreta arriverà però soltanto dopo il confronto con il quartiere.

Una gestione costruita insieme al territorio

Anche il modello gestionale dovrebbe essere condiviso.

Comune, Circoscrizione, cittadini e associazioni saranno chiamati a definire non soltanto che cosa fare dentro l’ex scuola, ma anche come organizzare gli spazi nel lungo periodo.

L’obiettivo è evitare una struttura rigida.

Il nuovo polo dovrebbe invece riuscire ad adattarsi alle necessità sociali che emergeranno negli anni.

Dal vecchio plesso scolastico a un nuovo presidio sociale

Il recupero della King 3 potrebbe quindi trasformare una struttura inutilizzata in un nuovo punto di riferimento del quartiere.

La presenza di palestra, cortile e numerosi ambienti rende l’edificio potenzialmente adatto a funzioni differenti.

Prima, però, saranno necessari valutazioni tecniche, lavori e una progettazione condivisa.

Per questo il percorso avviato nel 2026 rappresenta soltanto la prima fase.

Cosa succederà dopo l’estate 2026

Il passaggio più concreto arriverà con la pubblicazione dell’avviso.

Da settembre 2026 dovrebbe quindi iniziare il confronto vero e proprio tra amministrazione e territorio.

Seguiranno sopralluoghi, valutazioni degli spazi e definizione delle attività.

Soltanto dopo sarà possibile stabilire con maggiore precisione interventi necessari, modalità di utilizzo e tempi di apertura.

Un nuovo spazio per il quartiere lungo corso Francia

La riqualificazione succursale scuola Martin Luther King di Torino nasce quindi da una richiesta precisa dei residenti: non lasciare vuoto un edificio pubblico che può ancora avere una funzione sociale.

Il Comune ha scelto di procedere attraverso la coprogettazione, mantenendo come priorità educazione, giovani e aggregazione.

Il progetto resta ancora da costruire nei dettagli. Tuttavia, dall’autunno 2026 dovrebbe iniziare il percorso che potrà trasformare l’ex scuola di corso Francia 377 in un nuovo spazio condiviso.

FAQ – Ex scuola Martin Luther King: le prossime tappe

Dove si trova l’ex succursale Martin Luther King?

L’edificio si trova in corso Francia 377 e ospitava il plesso King 3 della scuola primaria.

Quando partirà la coprogettazione?

Il percorso dovrebbe iniziare da settembre 2026, dopo la pubblicazione dell’avviso pubblico.

Che cosa diventerà l’ex scuola?

L’obiettivo è creare uno spazio per attività educative, sociali, culturali e rivolte ai giovani, costruito insieme al quartiere.

Quali spazi potrebbero essere recuperati per primi?

Palestra e cortile sembrano richiedere interventi più limitati rispetto ad altre parti dell’immobile.

Perché una parte della struttura non è utilizzabile?

Una porzione dell’edificio risulta interdetta per la presenza di amianto e richiederà quindi specifici interventi prima della riapertura.

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende