Parco Europa di Torino, oltre mille firme per chiedere una riqualificazione completa

Da Alessandro Maldera
Agosto 18, 2026

La petizione per la riqualificazione del Parco Europa di Torino ha superato le mille adesioni in circa cinque mesi. La raccolta firme chiede interventi per recuperare una delle aree verdi più panoramiche della collina torinese, oggi segnata da fontane inutilizzate, arredi deteriorati e diverse situazioni di incuria.
Il Comune riconosce la necessità di un intervento più ampio, ma al momento non dispone delle risorse necessarie per una riqualificazione complessiva. Tra le ipotesi c’è la trasformazione delle vecchie fontane in fioriere, operazione per la quale si sta cercando uno sponsor privato.
Parco Europa di Torino: la situazione
Petizione: oltre 1.000 firme raccolte in circa cinque mesi
Principali criticità: fontane a secco, panchine deteriorate, recinzioni danneggiate, graffiti e vegetazione incontrollata
Ex ovovia: la vecchia stazione versa in condizioni di degrado
Fondi PNRR: non utilizzati per il parco
Ipotesi sulle fontane: trasformazione in fioriere
Risorse: il Comune sta cercando fondi aggiuntivi e uno sponsor
Bar: concessione scaduta, situazione ancora da ridefinire
Petizione riqualificazione Parco Europa di Torino: oltre mille adesioni
La raccolta firme è stata avviata su Change.org da un biologo ambientale residente a Cavoretto.
L’obiettivo dichiarato è chiedere una riqualificazione urgente di Parco Europa, area verde che rappresenta da decenni uno dei luoghi simbolo della collina torinese.
In circa cinque mesi la petizione ha raccolto poco più di mille adesioni.
Al centro della richiesta ci sono soprattutto la manutenzione degli spazi pubblici, il recupero degli elementi storici e una maggiore attenzione alla gestione quotidiana del parco.
Parco Europa fa parte del grande patrimonio verde della città, insieme a parchi storici, giardini e aree riqualificate. Approfondisci quali sono i principali parchi e giardini di Torino
Le tre grandi fontane sono completamente a secco
Tra gli elementi più evidenti ci sono le tre grandi fontane, oggi prive d’acqua.
Le vasche risultano occupate anche da aghi di pino e altri residui vegetali.
Le fontane costituiscono uno degli elementi caratteristici del parco e proprio il loro stato viene indicato tra i principali simboli del progressivo deterioramento dell’area.
La Città sta valutando una soluzione diversa dal ripristino della funzione originaria.
Le fontane potrebbero diventare fioriere
L’ipotesi comunale è quella di trasformare le fontane in grandi fioriere.
Il progetto, tuttavia, non dispone ancora delle risorse necessarie.
Per poter procedere il Comune punta quindi alla ricerca di uno sponsor in grado di contribuire economicamente all’intervento.
Al momento non viene indicato un calendario certo per la trasformazione delle vasche.
Panchine rovinate, graffiti e recinzioni danneggiate
Le criticità non riguardano soltanto le fontane.
Percorrendo il parco si incontrano panchine deteriorate e muri coperti da scritte, mentre alcune recinzioni risultano danneggiate.
In diversi punti l’usura degli arredi rende evidente la necessità di interventi di manutenzione.
Tra gli episodi segnalati compare anche un tombino danneggiato all’interno di un terrapieno, delimitato con nastro bianco e rosso.
Erbacce e un albero caduto lungo un sentiero
Altre situazioni riguardano la vegetazione e la percorribilità degli spazi.
Una scalinata interna risulta circondata dalle erbacce, mentre in un altro tratto un albero caduto ostacola un sentiero.
Sono problemi singolarmente limitati, ma che, sommati, contribuiscono alla percezione di un parco che avrebbe bisogno di una manutenzione più sistematica.
Il grande problema dell’ex stazione dell’ovovia
Uno dei punti più delicati resta la vecchia stazione dell’ovovia.
La struttura appartiene alla stagione di Italia ’61, quando Torino celebrò il centenario dell’Unità d’Italia con grandi trasformazioni urbane e nuove infrastrutture.
L’ovovia permetteva di collegare la zona di Italia ’61 alla collina, offrendo un percorso panoramico sopra la città.
Di quel sistema oggi rimane anche la struttura presente a Parco Europa.
I resti dell’ovovia tra lamiere e vegetazione
L’ex stazione si presenta oggi come un rudere chiuso e fortemente deteriorato.
Lamiere imbrattate e vegetazione spontanea circondano ciò che resta dell’infrastruttura.
La struttura è diventata uno degli elementi più visibili dell’abbandono di una parte del patrimonio legato alle grandi opere realizzate per le celebrazioni del 1961.
Il suo recupero rappresenterebbe però un intervento ben più complesso rispetto alla normale manutenzione del verde.
Parco Europa continua a essere uno dei luoghi panoramici di Torino
Il degrado appare ancora più evidente considerando il valore del luogo.
Parco Europa occupa una posizione privilegiata a Cavoretto, sulla collina torinese, e offre un’ampia vista sulla città e sull’arco alpino.
Il parco conserva quindi un’importanza paesaggistica notevole e continua a essere frequentato sia dai residenti sia dai visitatori.
Proprio questa combinazione tra panorama, verde e storia rende particolarmente sentita la richiesta di recupero.
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Anche il bar presenta alcune criticità
Un altro elemento segnalato riguarda il punto di ristoro presente nel parco.
Attualmente l’apertura indicata è alle 14 durante la settimana e alle 12 nel fine settimana, limitando quindi la possibilità di utilizzarlo nelle prime ore della giornata.
La situazione, però, è legata soprattutto alla gestione futura della struttura.
Il contratto di concessione con gli attuali gestori risulta infatti scaduto da tempo.
Il Comune dovrà decidere il futuro del punto ristoro
L’amministrazione sta valutando come procedere per il bar.
Non è stata ancora definita la soluzione definitiva per la nuova gestione.
Il futuro del punto ristoro rientra così tra le questioni ancora aperte per il rilancio complessivo di Parco Europa.
Una maggiore presenza di servizi potrebbe contribuire anche a rendere l’area più frequentata durante diverse fasce della giornata.
Perché non sono stati utilizzati i fondi del PNRR
Per una riqualificazione completa servirebbero risorse consistenti.
Il Comune aveva valutato anche la possibilità di ricorrere ai finanziamenti collegati al PNRR, ma Parco Europa non rientrava nelle caratteristiche richieste dagli interventi disponibili.
In particolare, Cavoretto non apparteneva al target socioeconomico previsto e il parco non risultava collegato a una biblioteca, altro elemento necessario per le misure considerate.
Di conseguenza quelle risorse non hanno potuto finanziare il recupero dell’area.
Torino cerca finanziamenti aggiuntivi
La necessità di intervenire sul parco viene comunque riconosciuta dall’amministrazione.
L’obiettivo è trovare fondi aggiuntivi per affrontare una riqualificazione più ampia rispetto alla semplice manutenzione ordinaria.
La ricerca dello sponsor per le fontane rappresenta un primo tentativo di reperire risorse esterne.
Resta invece ancora da comprendere come potranno essere finanziati gli altri interventi necessari.
Una riqualificazione che dovrebbe riguardare tutto il parco
La petizione non chiede un singolo intervento.
Il problema sollevato riguarda complessivamente fontane, arredi, recinzioni, percorsi, vegetazione e strutture storiche.
Per questo l’ipotesi di una riqualificazione ad ampio raggio appare diversa dai normali lavori di manutenzione periodica.
Occorrerebbe stabilire priorità, risorse e modalità di recupero anche per gli elementi più complessi, come l’ex stazione dell’ovovia.
Mille firme per riportare attenzione su Parco Europa
Le oltre mille adesioni ottenute dalla raccolta firme hanno intanto riportato l’attenzione sul futuro del parco.
Il tema riguarda non soltanto la manutenzione del verde, ma la conservazione di uno dei luoghi più riconoscibili di Cavoretto.
Il passaggio decisivo sarà ora quello delle risorse.
La petizione per la riqualificazione del Parco Europa di Torino ha evidenziato le criticità, mentre la Città sta cercando finanziamenti e soggetti privati interessati a sostenere almeno una parte degli interventi.
FAQ – Parco Europa di Torino: degrado, petizione e possibili interventi
La raccolta ha superato le mille adesioni in circa cinque mesi.
Fontane a secco, panchine deteriorate, graffiti, recinzioni danneggiate, vegetazione e problemi lungo alcuni percorsi.
Il Comune valuta di trasformarle in fioriere, ma per realizzare l’intervento deve essere trovato uno sponsor.
Parco Europa non rientrava nei requisiti socioeconomici previsti e non era collegato a una biblioteca.
La concessione risulta scaduta e il Comune sta valutando una nuova soluzione per la gestione.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



