Cantieri di Lavoro in Piemonte: nuovi bandi dal 1° settembre 2026

Da Alessandro Maldera
Agosto 17, 2026

I Cantieri di Lavoro della Regione Piemonte di settembre 2026 metteranno a disposizione nuove opportunità temporanee per persone disoccupate e soggetti in condizioni di difficoltà occupazionale.
La nuova edizione amplia la platea dei beneficiari, aumenta le risorse disponibili a oltre 13 milioni di euro e abbassa da 56 a 50 anni la soglia prevista per la principale categoria di destinatari. I Comuni potranno presentare le domande dal 1° all’11 settembre 2026.
Cantieri di Lavoro Piemonte 2026: scheda rapida
– Domande dei Comuni fino all’11 settembre
– Risorse disponibili: oltre 13 milioni di euro
– Età minima per la categoria principale: 50 anni
– Durata dei cantieri: da 2 a 12 mesi
– Massimo: 260 giornate lavorative
– Indennità interamente finanziata dalla Regione
Cantieri lavoro Regione Piemonte settembre 2026: cosa cambia
La nuova edizione introduce tre modifiche principali rispetto al passato.
La prima riguarda l’età. Per la categoria principale dei beneficiari, la soglia minima scende da 56 a 50 anni.
La seconda novità riguarda le risorse, che passano dai circa 10 milioni dell’edizione precedente a oltre 13 milioni di euro.
Infine, l’indennità dei partecipanti sarà finanziata interamente dalla Regione. Non sarà quindi più necessario il cofinanziamento da parte dei Comuni o degli altri enti pubblici coinvolti.
Chi può partecipare ai Cantieri di Lavoro
La misura principale è destinata soprattutto ai disoccupati con almeno 50 anni e alle persone seguite dai servizi sociali.
Per questa linea sono disponibili circa 9,7 milioni di euro.
Il programma comprende però anche altre due categorie.
Un secondo intervento, finanziato con 500 mila euro, riguarda persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale.
Un terzo bando mette invece a disposizione 3,4 milioni di euro per persone con disabilità iscritte al collocamento mirato.
Sono i Comuni a presentare i progetti
La procedura non prevede una candidatura diretta dei singoli cittadini al bando regionale.
Dal 1° all’11 settembre 2026 saranno infatti le amministrazioni comunali a presentare i progetti per l’attivazione dei Cantieri di Lavoro.
Successivamente, sulla base delle iniziative approvate e delle procedure previste a livello locale, potranno essere individuate le persone da inserire nei diversi percorsi.
I cantieri sono attività temporanee di interesse pubblico e permettono ai partecipanti di mantenere lo status di disoccupato pur ricevendo un’indennità.
Quali lavori si potranno svolgere
Le attività dipenderanno dai progetti predisposti dagli enti locali.
Una parte dei partecipanti potrà essere impegnata nella manutenzione del verde pubblico, nella sistemazione del territorio e in piccoli interventi su strade e arredi urbani.
Altri progetti potranno riguardare il settore culturale.
In questo caso le attività potranno comprendere riordino, gestione e valorizzazione di archivi e biblioteche.
Sono previsti inoltre possibili impieghi nel turismo, per esempio negli uffici dedicati all’informazione e all’accoglienza dei visitatori.
Quanto viene pagato un Cantiere di Lavoro
L’indennità cambia in base al numero di ore settimanali previste.
Per un impegno di 35 ore alla settimana è prevista un’indennità giornaliera netta pari a 41,77 euro.
Con 30 ore settimanali l’importo scende a 35,76 euro al giorno.
Per 25 ore sono previsti 29,80 euro giornalieri, mentre con un impegno di 20 ore l’indennità ammonta a 23,84 euro.
Indennità giornaliera netta
– 30 ore settimanali: 35,76 euro
– 25 ore settimanali: 29,80 euro
– 20 ore settimanali: 23,84 euro
I Cantieri potranno durare fino a 12 mesi
La durata dei percorsi varierà in base ai singoli progetti.
Ogni Cantiere di Lavoro potrà durare da un minimo di 2 mesi a un massimo di 12 mesi.
Il limite complessivo è fissato a 260 giornate lavorative.
Si tratta quindi di impieghi temporanei, pensati soprattutto per mantenere attive persone che incontrano maggiori difficoltà nel rientrare nel mercato del lavoro.
Nel 2025 coinvolte 1.350 persone in 131 Comuni
L’edizione precedente aveva coinvolto 1.350 persone distribuite in 131 Comuni piemontesi.
La maggior parte dei partecipanti, 1.193 persone, apparteneva alla categoria dei disoccupati più anziani.
A questi si aggiungevano 101 persone con disabilità e 56 persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale.
Il programma 2026 amplia quindi sia le risorse sia la fascia anagrafica potenzialmente interessata.
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Come erano distribuiti i fondi nell’edizione precedente
Nell’ultima edizione la ripartizione economica era differente.
Circa 6 milioni di euro erano destinati ai disoccupati over 58.
Altri 2,35 milioni erano riservati alle persone segnalate dai servizi sociali.
Per le persone con disabilità erano previsti 1,5 milioni di euro, mentre 380 mila euro erano destinati ai soggetti sottoposti a misure restrittive.
Nel 2026 la struttura cambia e aumenta soprattutto il peso economico delle misure rivolte a disoccupati e persone con disabilità.
Altri 10 milioni previsti nel 2027
Il finanziamento non si fermerà all’edizione 2026.
Alle risorse stanziate quest’anno dovrebbero infatti aggiungersi altri 10 milioni di euro nel 2027.
La misura assume quindi una prospettiva almeno biennale, con l’obiettivo di mantenere attivi percorsi temporanei di inserimento per persone che incontrano maggiori difficoltà occupazionali.
Una misura temporanea per restare attivi nel mercato del lavoro
I Cantieri di Lavoro non rappresentano un’assunzione stabile.
Sono invece percorsi temporanei di interesse pubblico che permettono di svolgere attività utili alla comunità, ricevere un’indennità e mantenere contemporaneamente lo status di disoccupato.
La principale novità del settembre 2026 riguarda l’ampliamento della platea: con l’abbassamento della soglia a 50 anni, il numero delle persone potenzialmente coinvolte cresce rispetto alle edizioni precedenti.
FAQ – Chiarimenti sui Cantieri di Lavoro in Piemonte 2026
I bandi regionali partiranno il 1° settembre 2026. I Comuni potranno presentare i propri progetti fino all’11 settembre.
Per la principale categoria di disoccupati la soglia viene abbassata a 50 anni, rispetto ai 56 previsti precedentemente.
La durata può variare da 2 a 12 mesi, per un massimo complessivo di 260 giornate lavorative.
L’indennità giornaliera netta varia in base all’orario. Con 35 ore settimanali arriva a 41,77 euro al giorno.
No. In questa prima fase sono i Comuni a presentare i progetti regionali. L’individuazione dei partecipanti avverrà successivamente attraverso le procedure previste.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



