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Fondazione Sandretto Re Rebaudengo nel Sistema Museale Nazionale: ottenuto l’accreditamento

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Da Alessandro Maldera

Agosto 16, 2026

La Fondazione Sandretto Re Rebaudengo entra nel Sistema Museale Nazionale. Il riconoscimento ottenuto nell’ambito della procedura regionale per gli istituti museali non statali certifica il rispetto degli standard richiesti a livello nazionale.

L’accreditamento riguarda aspetti fondamentali come gestione, conservazione, ricerca, accessibilità, valorizzazione delle collezioni e servizi al pubblico. Un passaggio importante per una delle principali realtà italiane dedicate all’arte contemporanea.

L’accreditamento in breve

Riconoscimento: ingresso nel Sistema Museale Nazionale
Data: 27 giugno 2026
Procedura: accreditamento degli istituti museali non statali
Standard: Livelli Uniformi di Qualità della Valorizzazione
Ambiti valutati: gestione, conservazione, ricerca, accessibilità, valorizzazione e servizi

La Fondazione Sandretto Re Rebaudengo entra nel Sistema Museale Nazionale

Il riconoscimento è stato formalizzato con la Determinazione Dirigenziale n. 352/A2002D/2026 del 27 giugno 2026.

La Fondazione entra così ufficialmente nella rete nazionale degli istituti che rispettano i requisiti previsti per l’accreditamento museale.

Non si tratta soltanto di un passaggio amministrativo. L’ammissione certifica infatti il raggiungimento di precisi livelli qualitativi nell’organizzazione e nella gestione delle attività.

Quali standard sono stati riconosciuti

La valutazione prende in considerazione diversi elementi che determinano il funzionamento di un museo.

Tra questi figurano la gestione delle collezioni, la conservazione delle opere, la ricerca, l’accessibilità, la valorizzazione del patrimonio e i servizi destinati ai visitatori.

L’obiettivo è garantire criteri comparabili tra istituzioni molto differenti per dimensioni, proprietà e tipologia delle collezioni.

Gli stessi parametri possono infatti essere applicati sia ai musei pubblici sia alle realtà private.

Cosa sono i Livelli Uniformi di Qualità della Valorizzazione

Alla base del sistema di accreditamento ci sono i Livelli Uniformi di Qualità della Valorizzazione, indicati con la sigla LUQV.

Sono stati introdotti a livello nazionale nel 2018 e rappresentano il riferimento per valutare la qualità degli istituti museali.

I criteri riguardano non soltanto la conservazione del patrimonio, ma anche organizzazione, personale, rapporto con il pubblico, accessibilità e capacità di valorizzare le collezioni.

L’obiettivo è costruire standard comuni per realtà museali statali, regionali, comunali e private.

Dal collezionismo a una vera istituzione culturale

La Fondazione nasce nel 1995, in una fase nella quale in Italia iniziavano a svilupparsi nuove forme private di sostegno all’arte contemporanea.

Le sue origini sono però precedenti.

La collezione dalla quale si è sviluppato il progetto era stata avviata nel 1992, attraverso un rapporto diretto con artisti e realtà internazionali.

Nel tempo l’attività si è ampliata oltre il semplice collezionismo, includendo produzione culturale, ricerca, formazione e sostegno alla creazione contemporanea.

Una delle principali collezioni private di arte contemporanea

Oggi la Fondazione conserva una delle più importanti collezioni private italiane dedicate all’arte contemporanea.

L’attività comprende mostre temporanee, commissione di nuove opere, progetti curatoriali, programmi di residenza e iniziative di mediazione culturale.

La collezione rappresenta quindi soltanto una parte del lavoro sviluppato negli ultimi trent’anni.

La struttura opera anche come luogo di produzione, studio e confronto sui linguaggi artistici contemporanei.

La sede della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo a Torino

La sede torinese è stata inaugurata nel 2002.

Da allora è diventata uno dei principali spazi cittadini dedicati all’arte contemporanea.

L’edificio è stato progettato espressamente per ospitare mostre, attività culturali e servizi collegati alla Fondazione.

La presenza a Torino ha contribuito anche alla crescita del sistema cittadino dedicato all’arte contemporanea, affiancando musei pubblici, gallerie e altre istituzioni culturali.

La presenza anche a Guarene

L’attività non si limita al capoluogo piemontese.

A Guarene, nel territorio di Langhe e Roero, Palazzo Re Rebaudengo ospita esposizioni e progetti culturali.

A questa sede si affianca il Parco d’arte della Collina di San Licerio, aperto nel 2019.

Il progetto mette in relazione opere contemporanee e paesaggio, ampliando ulteriormente il modello espositivo tradizionale.

Formazione e programmi educativi

Nel corso degli anni la Fondazione ha sviluppato un programma educativo destinato a pubblici di età e provenienza differenti.

Una parte importante dell’attività riguarda inoltre la formazione dei professionisti dell’arte contemporanea.

Dal 2006 viene organizzato un programma di residenza rivolto a giovani curatori provenienti dall’estero.

Nel 2012 è nato anche Campo, percorso dedicato agli studi e alle pratiche curatoriali.

Dalle mostre alla ricerca curatoriale

L’attività museale non riguarda soltanto l’organizzazione di esposizioni.

La Fondazione lavora sulla ricerca curatoriale, sulla produzione di nuove opere e sulla costruzione di percorsi capaci di mettere artisti e pubblico in relazione.

Questa impostazione ha contribuito a trasformare progressivamente una collezione privata in una struttura culturale con funzioni museali più ampie.

L’accreditamento nazionale riconosce proprio questa evoluzione.

Le collaborazioni con il sistema dell’arte contemporanea

Nel corso della propria attività la Fondazione ha costruito rapporti con istituzioni pubbliche e private, sia italiane sia internazionali.

Ha inoltre partecipato e sostenuto iniziative collegate ad alcune delle principali manifestazioni mondiali dedicate all’arte contemporanea, tra cui Biennale di Venezia e Documenta.

Queste collaborazioni hanno contribuito a inserire la realtà torinese all’interno di una rete culturale che supera i confini regionali.

Che cos’è il Sistema Museale Nazionale

Il Sistema Museale Nazionale nasce con l’obiettivo di collegare le migliaia di musei e luoghi della cultura presenti in Italia.

La rete punta a superare la tradizionale separazione tra musei statali, regionali, comunali e privati.

Il progetto interessa un patrimonio composto da oltre 5 mila musei e luoghi della cultura distribuiti sul territorio nazionale.

L’adesione è volontaria, ma richiede il rispetto degli standard previsti dal sistema di accreditamento.

Un sistema nato dalla riforma dei musei

Il percorso che ha portato alla creazione della rete nazionale prende forma con la riforma museale avviata nel 2014.

Nel 2018 vengono poi definiti gli strumenti operativi e gli standard uniformi utilizzati per valutare le istituzioni che chiedono di aderire.

Da quel momento il sistema diventa progressivamente uno strumento per mettere in comunicazione realtà museali molto differenti.

L’idea centrale è creare un livello qualitativo comune senza cancellare l’autonomia dei singoli musei.

Quali sono gli obiettivi della rete nazionale

L’accreditamento non serve soltanto a certificare la qualità già raggiunta.

Il Sistema Museale Nazionale punta anche a favorire collaborazione, innovazione e condivisione delle competenze.

Tra gli obiettivi ci sono il miglioramento della gestione del patrimonio, una maggiore sostenibilità degli istituti e il rafforzamento dell’accessibilità.

Particolare attenzione viene inoltre dedicata ai servizi destinati ai visitatori e alla cooperazione tra soggetti diversi.

Un nuovo riconoscimento per il sistema museale piemontese

L’ingresso della Fondazione amplia ulteriormente la presenza piemontese all’interno della rete nazionale.

Per Torino significa vedere riconosciuta attraverso parametri comuni una realtà attiva da oltre trent’anni nell’arte contemporanea.

Il risultato valorizza contemporaneamente collezione, attività espositiva, ricerca, formazione e servizi al pubblico.

L’accreditamento può inoltre favorire nuove forme di collaborazione con gli altri musei aderenti alla rete.

Nuove opportunità dopo l’accreditamento

L’appartenenza al Sistema Museale Nazionale consente alla Fondazione di inserirsi in maniera ancora più strutturata nelle relazioni tra istituzioni culturali italiane.

Potranno aumentare le possibilità di sviluppare progetti scientifici, attività condivise e collaborazioni museali.

L’ingresso nella rete certifica quindi il percorso compiuto fino al 2026, ma apre anche una nuova fase per l’attività futura.

Per la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo il riconoscimento rappresenta così il passaggio definitivo da una delle principali fondazioni private italiane dedicate all’arte contemporanea a istituzione formalmente accreditata nel Sistema Museale Nazionale.

FAQ – Fondazione Sandretto Re Rebaudengo nel Sistema Museale Nazionale

Quando è stata accreditata la Fondazione?

Il riconoscimento è stato formalizzato con un provvedimento del 27 giugno 2026.

Cosa certifica l’accreditamento?

Il rispetto di standard relativi a gestione, conservazione, ricerca, accessibilità, valorizzazione e servizi al pubblico.

Che cosa sono i LUQV?

Sono i Livelli Uniformi di Qualità della Valorizzazione, utilizzati per valutare gli istituti che vogliono aderire alla rete nazionale.

Quando è nata la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo?

La Fondazione è stata costituita nel 1995, mentre la collezione dalla quale nasce il progetto era stata avviata nel 1992.

Quando è stata inaugurata la sede di Torino?

L’attuale centro dedicato all’arte contemporanea di Torino è stato inaugurato nel 2002.

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende