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Censimento giardini storici del Piemonte: 400 parchi catalogati e 111 nuovi giardinieri d’arte

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Da Alessandro Maldera

Agosto 16, 2026

Il censimento dei giardini storici del Piemonte ha permesso di catalogare 400 parchi e giardini distribuiti in tutta la regione. Il progetto non riguarda soltanto le grandi residenze sabaude, ma comprende abbazie, castelli, ville, Sacri Monti e complessi paesaggistici meno conosciuti.

L’intervento, finanziato nell’ambito del PNRR, vale complessivamente 721 mila euro e unisce mappatura del patrimonio, tutela e formazione professionale. Tra i risultati ci sono anche 111 nuovi giardinieri d’arte specializzati nella conservazione di questi luoghi.

Censimento dei giardini storici piemontesi: i numeri

– Parchi e giardini catalogati: 400
– Valore complessivo del progetto: 721 mila euro
– Risorse per censimento e catalogazione: 120 mila euro
– Percorsi formativi specialistici: 8
– Nuovi giardinieri d’arte formati: 111
– Risorse dedicate alla formazione: oltre 600 mila euro
– Finanziamento nell’ambito del PNRR

Censimento giardini storici del Piemonte: 400 luoghi in una nuova mappa

Il lavoro della Regione ha portato alla costruzione di una mappa georeferenziata di 400 parchi e giardini storici.

Per ogni luogo sono state raccolte informazioni utili a descriverne caratteristiche e valore patrimoniale.

La catalogazione è stata sviluppata anche con il contributo di competenze universitarie e ha richiesto un finanziamento di circa 120 mila euro.

La banca dati potrà diventare una base per programmare nuovi interventi di conservazione, promozione culturale e valorizzazione turistica.

Non soltanto Reggia di Venaria e Villa della Regina

La mappa comprende alcuni dei giardini monumentali più conosciuti del Piemonte, ma non si limita alle grandi residenze reali.

Tra i siti censiti figurano i Giardini della Reggia di Venaria e il Giardino di Villa della Regina a Torino.

Accanto a questi compaiono numerosi complessi distribuiti nelle diverse province piemontesi.

L’obiettivo è ricostruire un patrimonio diffuso che spesso rimane meno conosciuto rispetto ai grandi monumenti cittadini.

Da Vezzolano a Racconigi, i giardini inseriti nel censimento

Tra gli esempi presenti nella catalogazione ci sono realtà molto differenti per storia e caratteristiche.

Sono compresi:

  • Abbazia di Vezzolano ad Albugnano
  • Castello di Miasino
  • Cascine e Serre del Castello di Racconigi
  • Sacro Monte di Varallo
  • Giardino di Villa Schneider a Biella
  • Parco del Castello di Marengo
  • Villa San Remigio a Verbania
  • Villa della Regina a Torino
  • Giardini della Reggia di Venaria

Il censimento permette così di leggere come un unico patrimonio luoghi che fino a oggi venivano spesso considerati separatamente.

Un giardino storico non è semplicemente un’area verde

Uno degli elementi alla base del progetto è il riconoscimento dei giardini come veri beni culturali e paesaggistici.

A differenza di un edificio, però, un giardino è composto da elementi vivi che crescono, invecchiano e cambiano nel corso degli anni.

Alberi, siepi, prati e vegetazione devono quindi essere conservati rispettando allo stesso tempo il progetto storico e i normali processi biologici.

A questi elementi si aggiungono fontane, vasche, percorsi, muri, statue e altre componenti architettoniche.

Nasce una nuova generazione di giardinieri d’arte

Accanto alla catalogazione è stata sviluppata una seconda parte del programma dedicata alla formazione.

Con oltre 600 mila euro di risorse europee sono stati finanziati otto percorsi specialistici attraverso agenzie accreditate dalla Regione.

I corsi hanno portato alla formazione di 111 giardinieri d’arte.

Si tratta di professionisti con competenze specifiche per lavorare nei parchi e nei giardini di valore storico.

Cosa deve conoscere un giardiniere d’arte

– Botanica e cura delle specie vegetali
– Storia dei giardini e del paesaggio
– Tecniche di conservazione
– Gestione di alberi monumentali e siepi storiche
– Cura di fontane e specchi d’acqua
– Intervento sugli elementi monumentali presenti nei parchi

La manutenzione diventa conservazione del patrimonio

Lavorare in un giardino storico richiede competenze differenti rispetto alla normale manutenzione di un’area verde.

La potatura di una siepe antica, per esempio, deve preservarne forma, struttura e continuità con il progetto originario.

Lo stesso vale per un albero monumentale o per la vegetazione che accompagna fontane e percorsi storici.

Ogni intervento deve quindi tenere insieme esigenze botaniche e tutela culturale.

Per questo la formazione comprende lezioni teoriche e centinaia di ore di esperienza sul campo.

Villa della Regina e Venaria tra i luoghi simbolo del progetto

Due dei siti più rappresentativi coinvolti sono Villa della Regina a Torino e la Reggia di Venaria.

In entrambi i casi il giardino costituisce una parte fondamentale del complesso monumentale.

Non è quindi un semplice contorno all’edificio principale, ma una componente essenziale del progetto architettonico e paesaggistico.

La tutela di questi spazi richiede interventi continui e personale capace di comprenderne storia e caratteristiche.

Il progetto crea anche nuove competenze professionali

Il programma non punta soltanto a proteggere il patrimonio esistente.

La formazione dei 111 giardinieri d’arte crea infatti una specializzazione professionale che può trovare applicazione nelle residenze storiche, nei parchi pubblici, nelle ville e nei complessi monumentali.

La conservazione diventa così anche un possibile settore occupazionale.

Il patrimonio storico genera quindi necessità di manutenzione, progettazione e gestione che richiedono figure sempre più qualificate.

Giardini storici e turismo culturale

La mappatura può avere ricadute anche sul turismo.

Le Residenze Reali piemontesi e numerosi parchi storici rappresentano già oggi importanti attrazioni culturali.

La possibilità di conoscere con maggiore precisione 400 luoghi distribuiti sul territorio regionale può favorire la costruzione di itinerari dedicati a giardini, paesaggio e architettura.

Questo consentirebbe di valorizzare anche località meno inserite nei principali circuiti turistici.

Un patrimonio distribuito in tutto il Piemonte

Uno degli aspetti più interessanti del censimento è proprio la sua dimensione territoriale.

I giardini non sono concentrati esclusivamente nell’area torinese.

La mappa comprende luoghi del Biellese, Vercellese, Verbano, Alessandrino, Astigiano, Cuneese e di altre parti della regione.

Il Piemonte emerge quindi come un territorio nel quale il paesaggio progettato ha accompagnato per secoli castelli, ville, monasteri e residenze nobiliari.

Il progetto raccontato anche attraverso il PNRR regionale

L’intervento dedicato ai giardini storici è stato inserito anche nel programma multimediale regionale che racconta i progetti realizzati attraverso i fondi del PNRR.

Il racconto non riguarda soltanto il risultato finale.

Comprende anche rilievi tecnici, attività formative e il lavoro necessario per mantenere nel tempo questi spazi.

In questo modo la conservazione viene mostrata come un processo continuo e non come un singolo intervento di restauro.

In Piemonte 2.419 interventi PNRR per 1,78 miliardi

Il progetto dedicato ai giardini si inserisce in un quadro finanziario molto più ampio.

Il programma regionale indicato comprende complessivamente 2.419 interventi finanziati dal PNRR, per un valore totale di circa 1,78 miliardi di euro.

Secondo il quadro riportato, gli obiettivi previsti risultano raggiunti al 100%.

Nel caso dei giardini storici, tuttavia, il risultato non viene misurato soltanto attraverso la quantità delle risorse utilizzate.

La vera sfida sarà mantenerli nel tempo

Un giardino storico non può essere restaurato una volta e considerato definitivamente recuperato.

La vegetazione continua a crescere, gli alberi invecchiano, le siepi devono essere curate e gli elementi ornamentali richiedono manutenzione.

Per questo il censimento dei giardini storici del Piemonte rappresenta soltanto il primo livello del progetto.

La mappatura permette di sapere quali beni esistono e dove si trovano. La formazione dei giardinieri d’arte serve invece a costruire le competenze necessarie per conservarli negli anni.

Il risultato è una rete di 400 parchi e giardini storici che può essere studiata, tutelata e progressivamente valorizzata come parte integrante del patrimonio culturale piemontese.

FAQ –

Quanti giardini storici sono stati censiti in Piemonte?

La catalogazione regionale comprende 400 parchi e giardini storici distribuiti sul territorio piemontese.

Quali giardini torinesi sono presenti nel censimento?

Tra i luoghi citati figurano il Giardino di Villa della Regina a Torino e i Giardini della Reggia di Venaria.

Quanto è costato il progetto?

Il programma complessivo dispone di circa 721 mila euro, comprendendo attività di catalogazione e formazione professionale.

Quanti giardinieri d’arte sono stati formati?

Gli otto percorsi specialistici hanno formato 111 nuovi giardinieri d’arte.

Che cosa fa un giardiniere d’arte?

È una figura specializzata nella conservazione dei giardini storici, con competenze in botanica, storia del paesaggio, tecniche conservative e gestione degli elementi monumentali.

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende