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Avviso pubblico ex Askatasuna: il Comune prepara il nuovo utilizzo dello stabile

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Da Alessandro Maldera

Agosto 15, 2026

L’avviso pubblico ex Askatasuna rappresenta il primo passaggio verso una nuova destinazione per l’immobile di corso Regina Margherita 47 a Torino. La Giunta comunale ha approvato le linee di indirizzo per raccogliere proposte di riqualificazione, utilizzo e gestione dello stabile.

L’obiettivo è trasformarlo in uno spazio aperto al quartiere, con attività dedicate a famiglie, giovani, studenti, anziani e persone in condizioni di fragilità. Dopo la raccolta delle manifestazioni di interesse arriverà una seconda procedura per l’affidamento vero e proprio.

Ex Askatasuna: cosa prevede il nuovo percorso

Immobile: corso Regina Margherita 47, Torino
Prima fase: pubblicazione di un avviso pubblico
Periodo previsto: dopo l’estate 2026
Obiettivo: raccogliere manifestazioni di interesse
Destinazione: attività senza scopo di lucro e di utilità sociale
Pubblico: famiglie, giovani, studenti, anziani e persone fragili
Seconda fase: valutazione delle proposte e successivo bando per l’affidamento

Avviso pubblico ex Askatasuna dopo l’estate 2026

Il Comune punta a pubblicare l’avviso subito dopo la stagione estiva.

La procedura servirà inizialmente a capire quali soggetti siano interessati a utilizzare e gestire l’immobile e quali progetti possano essere concretamente sviluppati all’interno degli spazi.

Non si tratta quindi ancora del bando definitivo per l’assegnazione.

Questa prima fase avrà soprattutto una funzione esplorativa e progettuale.

Cosa succederà all’ex centro sociale

Lo stabile di corso Regina Margherita dovrà assumere una nuova funzione dopo lo sgombero dell’ex centro sociale avvenuto nel dicembre precedente.

Con quella fase si è interrotto anche il precedente percorso legato a un progetto di collaborazione sui beni comuni.

L’amministrazione ha quindi scelto di ripartire attraverso una procedura pubblica, definendo nuovi criteri per il futuro dell’edificio.

Uno spazio aperto al quartiere

Uno dei requisiti principali riguarda il rapporto tra l’immobile e la zona circostante.

Lo stabile non dovrà diventare una sede chiusa utilizzata esclusivamente dalle realtà che ne otterranno gli spazi.

I progetti dovranno garantire invece una frequentazione ampia e continuativa da parte dei cittadini.

Sono previste anche fasce orarie nelle quali alcune attività o spazi dovranno essere accessibili liberamente.

Attività per famiglie, giovani e anziani

Il futuro utilizzo dovrà avere una chiara finalità sociale.

Tra i destinatari vengono individuate in particolare le famiglie, ma anche giovani e anziani.

Una parte delle iniziative dovrà inoltre essere rivolta alle persone che si trovano in situazioni di fragilità.

L’idea è quindi quella di creare un luogo capace di ospitare servizi, incontri e attività rivolti a fasce differenti della popolazione.

Un punto di riferimento anche per gli studenti

La posizione dell’immobile rappresenta uno degli elementi centrali del progetto.

Lo stabile si trova vicino a strutture scolastiche e a una delle principali sedi universitarie del centro cittadino.

Per questo il nuovo spazio potrebbe rivolgersi anche agli studenti e alla popolazione più giovane che quotidianamente frequenta questa parte di Torino.

La collocazione potrebbe favorire inoltre collaborazioni tra realtà sociali, educative e culturali.

Attività gratuite o a basso costo

Le linee approvate dal Comune stabiliscono anche alcuni criteri economici.

I progetti dovranno prevedere forme di utilizzo aperto alla popolazione attraverso iniziative gratuite oppure proposte economicamente accessibili.

La finalità principale non sarà commerciale.

Le attività insediate dovranno infatti essere senza scopo di lucro e avere un’utilità sociale riconoscibile.

Quali soggetti potranno presentare proposte

L’avviso servirà anche a misurare l’interesse delle associazioni e degli enti del Terzo settore.

La priorità sarà data a progetti capaci di dimostrare un rapporto concreto con il territorio.

Particolare attenzione verrà quindi riservata alle realtà con un forte radicamento nel quartiere e in grado di sviluppare collaborazioni con la comunità locale.

Il rapporto con Borgo Vanchiglia

Uno degli obiettivi è evitare che il progetto rimanga isolato rispetto al contesto urbano.

Il futuro utilizzo dovrà essere integrato con la realtà sociale del borgo e con le attività già presenti nella zona.

La valutazione terrà quindi conto della capacità delle proposte di dialogare con il quartiere, coinvolgere i residenti e creare nuove occasioni di partecipazione.

Gli spazi dovranno essere utilizzati con continuità

Un altro criterio importante riguarda la frequenza di utilizzo.

Il Comune chiede che l’immobile venga vissuto durante l’anno e che non sia destinato soltanto ad attività occasionali.

I progetti dovranno quindi dimostrare di poter garantire una presenza continuativa e una reale apertura verso l’esterno.

Questo elemento sarà centrale nella valutazione delle manifestazioni di interesse.

Prima le manifestazioni di interesse, poi il bando

Il percorso sarà articolato in due momenti distinti.

Con l’avviso pubblico ex Askatasuna verranno innanzitutto raccolte le proposte.

Gli uffici comunali analizzeranno successivamente i progetti ricevuti per capire quali funzioni possano essere maggiormente compatibili con l’edificio e con gli obiettivi individuati.

Soltanto dopo questa fase verrà predisposto il vero bando per l’affidamento dello stabile.

Avviso pubblico e bando non sono la stessa cosa

L’avviso pubblico servirà a raccogliere le manifestazioni di interesse e i possibili progetti per l’immobile.

Dopo la valutazione delle proposte, il Comune definirà meglio il progetto e potrà pubblicare il bando per arrivare all’affidamento dello stabile.

Come verranno valutate le proposte

La valutazione non riguarderà soltanto il tipo di attività proposta.

Gli uffici dovranno considerare anche la capacità del progetto di integrarsi nel contesto urbano e sociale.

Saranno importanti la continuità delle iniziative, l’accessibilità degli spazi, il radicamento territoriale e la capacità di sviluppare collaborazioni.

Il futuro dell’immobile verrà quindi definito anche sulla base delle manifestazioni di interesse che arriveranno.

Il futuro dell’ex Askatasuna è ancora da definire

L’approvazione delle linee di indirizzo rappresenta l’avvio formale del nuovo percorso, ma l’immobile non è ancora stato affidato.

Non è stato neppure individuato in via definitiva il progetto che verrà realizzato.

Il primo passaggio sarà la pubblicazione dell’avviso dopo l’estate 2026.

Da quel momento associazioni ed enti interessati potranno presentare le proprie proposte.

La fase successiva servirà a restringere il campo e costruire il bando destinato a individuare chi potrà utilizzare e gestire l’ex sede di corso Regina Margherita 47.

Ex Askatasuna: un nuovo spazio sociale nel quartiere

Il progetto immaginato dal Comune punta quindi a trasformare l’edificio in un luogo con una funzione molto più ampia.

L’obiettivo è creare uno spazio accessibile e integrato nella vita della zona, capace di ospitare iniziative sociali, educative e comunitarie.

Famiglie, studenti, giovani, anziani e persone fragili rappresentano i principali destinatari individuati nelle linee guida.

La pubblicazione dell’avviso pubblico ex Askatasuna sarà il primo banco di prova per capire quali realtà siano interessate e quali proposte possano dare una nuova funzione stabile all’immobile.

FAQ – Il futuro dell’ex Askatasuna:

L’ex Askatasuna è già stato affidato a un nuovo soggetto?

No. Il Comune ha approvato le linee per avviare la procedura, ma l’affidamento non è ancora avvenuto.

Quando sarà pubblicato l’avviso pubblico?

La pubblicazione è prevista dopo l’estate 2026.

Che attività potranno essere ospitate?

Sono previste iniziative senza scopo di lucro rivolte soprattutto a famiglie, giovani, studenti, anziani e persone fragili.

L’immobile sarà aperto anche ai cittadini?

Sì. I progetti dovranno garantire una fruizione ampia degli spazi e prevedere anche attività gratuite o a basso costo.

Cosa succederà dopo le manifestazioni di interesse?

Le proposte saranno valutate dagli uffici comunali e serviranno a definire il successivo bando per l’affidamento dell’immobile.

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende