Mole24 Logo Mole24
Mole24 » Storia » Sciolze, storia del borgo collinare tra Chieri, Monferrato e Savoia

Sciolze, storia del borgo collinare tra Chieri, Monferrato e Savoia

Alessandro Maldera Avatar

Da Alessandro Maldera

Agosto 10, 2026

La storia di Sciolze affonda le sue radici in tempi molto antichi, sulle colline a est di Torino. Il paese conserva tracce di frequentazioni preistoriche, memorie medievali e un lungo legame con Chieri, il Monferrato e i Savoia. Nei secoli ha vissuto guerre, saccheggi, ricostruzioni religiose e trasformazioni economiche. Oggi è un borgo collinare di circa 1.500 abitanti, distante 23 chilometri da Torino.

– Le prime tracce umane sulle colline di Sciolze risalgono a circa 3.000 anni fa
– Il nome antico del paese era Sulcia, probabilmente legato al gentilizio latino Sulcius
– Nel Medioevo Sciolze fu collegata all’abbazia di Nonantola, ai Conti di Biandrate e poi a Chieri
– Nel 1631 passò dal Marchesato di Monferrato al Ducato di Savoia
– Nel 1706 fu saccheggiata dalle truppe francesi, con la distruzione del campanile

Le origini antiche di Sciolze

Le prime tracce della presenza umana sulle colline di Sciolze risalgono a circa 3.000 anni fa. In quel periodo, su uno dei colli più alti del territorio, si fermò per breve tempo una popolazione dedita alla caccia e allo sfruttamento delle risorse naturali locali.

Secondo le ricostruzioni, questo gruppo poteva provenire dal sud del Piemonte. Gli indizi archeologici rimandano a una frequentazione molto antica, legata al tardo Neolitico e alle prime comunità che attraversavano e utilizzavano le aree collinari.

Nel territorio gli studiosi hanno individuato reperti come armi in pietra, asce e punte di freccia. Si tratta di elementi importanti, perché mostrano che le colline sciolzesi erano conosciute e frequentate molto prima della nascita del borgo medievale.

Sciolze in epoca romana

Probabilmente alcune comunità abitarono il territorio di Sciolze anche in epoca romana. Uno degli indizi più citati è il ritrovamento di una lama di accetta litica levigata in serpentino verdognolo, individuata dal professor Federico Sacco tra alcuni ruderi nel vallone di Regione Castellano.

Le fonti locali indicano anche la zona di Regione Castellaro come area di ritrovamenti archeologici. Questi materiali confermano la lunga continuità di frequentazione del territorio, anche se la storia documentata del paese diventa più chiara solo nel Medioevo.

Il toponimo Sciolze sembra derivare dal gentilizio latino Sulcius. La forma antica del nome, infatti, era Sulcia.

Sulcia, Faniolo e il Medioevo

La prima grande tappa documentata nella storia di Sciolze arriva nel 1034. In quell’anno, l’abbazia di Nonantola cedette ai Conti di Biandrate Sulcia, cioè Sciolze, e Faniolo, identificato con l’area di Fagnour.

Prima dell’anno 1000, la stessa abbazia aveva ricevuto quei territori in donazione. Il passaggio del 1034 è ricordato anche da documenti conservati presso la Canonica di Vezzolano.

Nei secoli successivi, i Conti di Biandrate accumularono debiti consistenti verso il Comune di Chieri. Questa situazione favorì l’espansione del controllo chierese sulle colline di Sciolze.

Nel XIII secolo, infatti, Sciolze entrò nell’area di influenza del libero Comune di Chieri. Da quel momento il borgo seguì sempre più da vicino le vicende politiche del Chierese.

Il castello e il villaggio di Fagnour

Alla fine del XIII secolo, Sciolze era composta da due elementi principali: il castrum, cioè il castello, e la villa, cioè il villaggio abitato dalla comunità.

Probabilmente costruirono il castello intorno alla metà dell’XI secolo. Il villaggio, invece, si trovava in un luogo diverso, probabilmente nei pressi della Chiesa di Santa Maria, sulla collina di Fagnour.

In epoca medievale, quindi, l’abitato non coincideva necessariamente con l’attuale centro del paese. Il colle di Fagnour ebbe un ruolo importante nella prima organizzazione del territorio sciolzese.

Nel 1312 il feudo di Sciolze passò agli astigiani Conti Roero. Questo passaggio inserì il borgo in una nuova rete di rapporti nobiliari e territoriali.

Sciolze tra Monferrato e Savoia

La posizione geografica di Sciolze fu decisiva per la sua storia. Il paese si trovava nella punta estrema del Marchesato di Monferrato ed era quasi circondato dai territori del Ducato di Savoia.

Questa posizione permise a Sciolze di restare, tra XV e XVI secolo, abbastanza lontana dalle vicende più dure che colpirono il Piemonte. Tuttavia, il paese rimase dentro un’area politicamente delicata, segnata dal confronto tra poteri diversi.

La svolta arrivò nel 1631, con il trattato di Cherasco. In quell’occasione, il trattato di Cherasco inserì Sciolze tra le località “al di qua del Po” che il Marchesato di Monferrato cedette al Ducato di Savoia.

La popolazione sciolzese percepì il passaggio ai Savoia venne percepito come una liberazione. Tuttavia, le ingerenze francesi sul Piemonte sabaudo generarono presto nuove difficoltà economiche.

Il saccheggio del 1706

All’inizio del Settecento, Sciolze fu coinvolta nelle conseguenze della guerra tra truppe francesi e piemontesi, iniziata nel 1704. I borghi collinari attorno a Torino subirono pressioni, violenze e requisizioni.

Nel 1706 le truppe francesi colpirono anche Sciolze, saccheggiando e devastando il paese. Fu uno dei momenti più duri della storia del paese.

Durante questi eventi, le truppe francesi abbatterono il campanile. Non fu solo un danno materiale. Le campane erano infatti il principale mezzo di comunicazione in caso di pericolo, incendio, allarme o emergenza collettiva.

Privare la popolazione del suono delle campane significava indebolire la capacità del borgo di reagire e organizzarsi.

Il 1706 a Sciolze

– La guerra coinvolse anche i borghi collinari vicini a Torino
– Sciolze fu saccheggiata dalle truppe francesi
– Il campanile venne abbattuto
– La distruzione delle campane tolse alla comunità il principale sistema di allarme

La ricostruzione delle chiese

Dopo le devastazioni del 1706, Sciolze entrò in una lunga fase di ricostruzione. I lavori per rifare il campanile iniziarono nel 1723.

Nel novembre 1737 terminarono anche i lavori di ricostruzione della Chiesa Parrocchiale di San Giovanni Battista. L’intervento era diventato necessario a causa delle pessime condizioni dell’edificio.

Negli anni successivi furono realizzati altri lavori importanti. Il marchese Roero San Severino venne autorizzato ad abbattere la Chiesa di San Rocco, che era di sua proprietà ma veniva usata da tutta la comunità. La chiesa fu poi ricostruita in un’altra posizione.

Intanto gli abitanti di Tetti Garavaglia ricostruirono e ampliarono la Chiesa di San Defendente. Il Comune, invece, restaurò la Chiesa di Fagnour.

Altri interventi riguardarono la costruzione della sagrestia accanto alla parrocchiale e una nuova riparazione del campanile, danneggiato da un forte temporale.

Sciolze dopo Napoleone

Nel 1814, dopo la fine del regime napoleonico in Piemonte, durato quattordici anni, la monarchia sabauda riorganizzò lo Stato.

Una delle riforme riguardò l’istituzione dei mandamenti di giudicatura. Sciolze venne scelta come capoluogo del mandamento che comprendeva i Comuni di Cinzano, Bardassano, Montaldo, Marentino, Avuglione e Vernone.

Questo ruolo confermò l’importanza amministrativa del borgo nel territorio collinare. Pur restando un centro di dimensioni contenute, Sciolze diventò un riferimento per diversi comuni vicini.

La fiera annuale e la Festa di San Rocco

Nel 1856, per favorire il commercio locale, venne istituita una fiera annuale. In origine si teneva il primo mercoledì di giugno.

Dal 1864, però, la fiera fu spostata al giorno successivo alla Festa di San Rocco, cioè il 17 agosto. Questa data è stata mantenuta fino ai giorni nostri.

La fiera divenne un momento importante per la vita economica e sociale del paese. Inoltre, rafforzò il legame tra calendario religioso, commercio e tradizioni locali.

Sciolze località di villeggiatura

Nel corso del XIX secolo Sciolze cambiò anche immagine. Grazie alla posizione collinare e alla vicinanza con Torino, il paese diventò una località di villeggiatura apprezzata da molte famiglie facoltose.

Soprattutto le famiglie torinesi vedevano in Sciolze un luogo adatto al soggiorno estivo e al riposo. Il borgo offriva aria più fresca, paesaggio collinare e una distanza relativamente breve dalla città.

Questa vocazione residenziale contribuì a consolidare l’identità di Sciolze come paese collinare elegante, tranquillo e vicino al capoluogo piemontese.

Sciolze oggi

Oggi Sciolze è un piccolo comune collinare della Città Metropolitana di Torino. Conta circa 1.500 abitanti e dista circa 23 chilometri da Torino.

La sua storia è fatta di passaggi lenti ma profondi: prime frequentazioni antiche, presenza medievale, legami con Chieri, dominio monferrino, ingresso nei territori sabaudi, devastazioni di guerra e ricostruzioni religiose.

Proprio questa stratificazione rende Sciolze un borgo interessante da leggere non solo come paese della collina torinese, ma anche come tassello della storia più ampia del Piemonte.

FAQ – Origini e storia di Sciolze: le risposte utili

Quando nasce Sciolze?

Le prime tracce umane sulle colline di Sciolze risalgono a circa 3.000 anni fa. La storia documentata del paese emerge però nel Medioevo, con la forma antica Sulcia e il passaggio ai Conti di Biandrate nel 1034.

Da dove deriva il nome Sciolze?

Il nome Sciolze sembra derivare dal gentilizio latino Sulcius. Nei documenti medievali il paese compare con la forma Sulcia.

Che ruolo ebbe Chieri nella storia di Sciolze?

Chieri estese progressivamente il proprio controllo sulle colline sciolzesi, anche a causa dell’indebitamento dei Conti di Biandrate. Nel XIII secolo Sciolze entrò nell’area del libero Comune di Chieri.

Quando Sciolze passò ai Savoia?

Sciolze passò al Ducato di Savoia nel 1631, dopo il trattato di Cherasco. Prima faceva parte delle località legate al Marchesato di Monferrato.

Cosa accadde a Sciolze nel 1706?

Nel 1706 Sciolze fu saccheggiata e devastata dalle truppe francesi. In quell’occasione venne abbattuto anche il campanile, privando il paese del suono delle campane, fondamentale per gli allarmi.

Quali chiese storiche sono citate nella storia di Sciolze?

Tra gli edifici religiosi legati alla storia locale ci sono la Chiesa Parrocchiale di San Giovanni Battista, la Chiesa di San Rocco, la Chiesa di San Defendente a Tetti Garavaglia e la Chiesa di Fagnour.

Quando nacque la fiera di Sciolze?

La fiera annuale fu istituita nel 1856, inizialmente nel primo mercoledì di giugno. Dal 1864 venne spostata al 17 agosto, giorno successivo alla Festa di San Rocco.

Continua a leggere le notizie di Mole24, segui la nostra pagina Facebook e iscriviti al nostro canale WhatsApp
Alessandro Maldera Avatar

Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende