Via Roma ritrova i suoi lampioni storici: restauro concluso entro settembre

Da Alessandro Maldera
Agosto 09, 2026

I lampioni storici di via Roma a Torino stanno per tornare al loro posto dopo l’intervento di restauro conservativo.
I lavori riguardano 88 punti luce Piacentini situati tra piazza CLN e piazza Carlo Felice. Le strutture originali vengono recuperate mantenendo il disegno storico, mentre l’illuminazione passa alla tecnologia LED.
La conclusione dell’intervento è prevista per l’inizio di settembre 2026, nell’ambito della più ampia trasformazione di via Roma.
Focus sul restauro dei lampioni in sintesi
Modello: storici lampioni Piacentini
Tratto: da piazza CLN a piazza Carlo Felice
Intervento: restauro conservativo e sostituzione delle parti deteriorate
Illuminazione: nuove sorgenti LED
Costo: circa 170 mila euro
Fine lavori prevista: inizio settembre 2026
Lampioni storici di via Roma a Torino: i lavori sugli 88 Piacentini
Il cantiere interessa uno degli elementi più riconoscibili del secondo tratto di via Roma.
Gli 88 lampioni storici vengono sottoposti a un intervento conservativo destinato a recuperare le strutture metalliche originali.
Le parti ancora in buone condizioni vengono mantenute. Gli elementi deteriorati vengono invece sostituiti rispettando forma e caratteristiche dei punti luce esistenti.
L’intervento è stato autorizzato dagli organismi competenti per la tutela del patrimonio storico.
Perché vengono chiamati lampioni Piacentini
I lampioni sono legati alla grande trasformazione urbanistica dell’ingegner Marcello Piacentini che modificò questa parte di via Roma durante gli anni Trenta.
Il tratto compreso verso Porta Nuova assunse allora l’aspetto monumentale e razionalista che conserva ancora oggi.
Anche piazza CLN venne ridisegnata durante quella fase, insieme agli edifici e agli spazi circostanti.
I punti luce furono progettati in coerenza con questa nuova immagine urbana e sono diventati nel tempo parte del paesaggio del centro torinese.
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Le strutture originali vengono conservate
L’obiettivo non è sostituire i vecchi lampioni con nuovi modelli.
Il progetto punta invece a preservare l’aspetto storico intervenendo soltanto sulle parti che non possono più essere recuperate.
Le strutture metalliche vengono quindi restaurate e sistemate prima della reinstallazione.
In questo modo via Roma manterrà la propria illuminazione tradizionale dal punto di vista estetico, pur introducendo una tecnologia più moderna all’interno degli apparecchi.
Arrivano le nuove luci a LED
La trasformazione più evidente dal punto di vista tecnologico riguarda le sorgenti luminose.
Gli apparecchi saranno dotati di illuminazione LED ad alta efficienza.
La tecnologia permette di ridurre i consumi rispetto alle soluzioni precedenti e di migliorare l’efficienza dell’impianto.
L’intervento punta inoltre a garantire una migliore illuminazione dello spazio pubblico, importante soprattutto dopo la trasformazione di via Roma in un asse sempre più orientato alla mobilità pedonale.
Non è stata indicata una percentuale precisa di riduzione dei consumi.
Il restauro costa circa 170 mila euro
L’operazione richiede un investimento complessivo di circa 170 mila euro.
La cifra comprende il recupero conservativo dei punti luce e il loro adeguamento tecnologico.
L’intervento viene realizzato nell’ambito della collaborazione tra il gestore dell’illuminazione cittadina e la Città di Torino.
Il risultato dovrà quindi conciliare due esigenze: proteggere un elemento storico e rendere più efficiente il servizio di illuminazione.
I lampioni tornano tra piazza CLN e Porta Nuova
L’intervento riguarda il tratto meridionale di via Roma.
Gli 88 punti luce si trovano lungo l’asse compreso tra piazza CLN e piazza Carlo Felice, davanti alla stazione di Porta Nuova.
È proprio questa parte della strada ad aver conosciuto negli ultimi mesi una delle trasformazioni più importanti.
La riqualificazione generale punta infatti a creare un collegamento pedonale continuo tra piazza Castello e Porta Nuova, con nuova pavimentazione, abbattimento delle barriere architettoniche e spazi dedicati alla mobilità ciclabile.
Via Roma sta cambiando completamente volto
Il restauro dei lampioni rappresenta quindi uno degli ultimi elementi di una trasformazione molto più ampia.
Il progetto generale di via Roma è suddiviso in tre lotti:
- piazza Castello-piazza San Carlo
- piazza CLN-via Cavour
- via Cavour-piazza Carlo Felice
La nuova pavimentazione viene realizzata prevalentemente in pietra e portata allo stesso livello dei marciapiedi e dei portici.
Sono inoltre previsti elementi di arredo, portabiciclette e sistemi di sicurezza agli incroci.
La conclusione della pedonalizzazione dell’intero asse era stata programmata per l’estate 2026.
Un pezzo della Torino degli anni Trenta viene recuperato
Via Roma non rappresenta soltanto una strada commerciale.
Il suo aspetto attuale deriva in larga parte dalle grandi trasformazioni urbanistiche realizzate nella prima metà del Novecento.
Palazzi, portici, piazze e illuminazione vennero pensati come parti dello stesso disegno urbano.
Per questo anche i lampioni hanno un valore che supera la semplice funzione tecnica.
La loro conservazione permette di mantenere uno degli elementi che caratterizzano da quasi un secolo la prospettiva tra piazza San Carlo e Porta Nuova.
A settembre torneranno tutti in funzione
Il completamento dei lavori è previsto all’inizio di settembre 2026.
Una volta terminata la reinstallazione, via Roma ritroverà tutti gli 88 lampioni storici con il loro aspetto tradizionale ma con una nuova tecnologia di illuminazione.
L’intervento chiuderà così un altro tassello della riqualificazione del centro cittadino.
La nuova via Roma conserverà quindi uno degli elementi più riconoscibili del suo passato, adattandolo alle esigenze energetiche e di illuminazione contemporanee.
Lampioni di via Roma: restauro, storia e lavori
L’intervento riguarda complessivamente 88 lampioni.
Sono collocati nel tratto di via Roma compreso tra piazza CLN e piazza Carlo Felice.
Sono legati alla trasformazione urbanistica di via Roma realizzata durante gli anni Trenta e al disegno architettonico di quel periodo.
No. Il progetto prevede il recupero delle strutture originali e la sostituzione soltanto delle parti deteriorate.
Gli apparecchi saranno dotati di nuove sorgenti luminose a LED ad alta efficienza.
Il costo complessivo è di circa 170 mila euro.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



