Via Roma, le nuove piante sono già secche prima dell’inaugurazione

Da Alessandro Maldera
Agosto 05, 2026

Le piante secche in via Roma ad agosto 2026 aprono un nuovo problema nel cantiere della futura area pedonale. Gli arbusti collocati nelle fioriere ai lati di piazza CLN appaiono ormai gravemente compromessi.
Il nuovo asse dovrebbe essere inaugurato il 12 settembre 2026, ma parte del verde dovrà essere sostituita prima della conclusione dei lavori. La manutenzione delle piantumazioni è ancora affidata all’impresa che sta realizzando l’intervento.
Situazione delle piante nella nuova Via Roma di Torino
Specie: arbusti di osmanto
Condizioni: numerose piante risultano ormai secche
Gestione attuale: affidata all’impresa responsabile dei lavori
Intervento previsto: sostituzione prima della conclusione del cantiere
Inaugurazione di via Roma: 12 settembre 2026
Piante secche in via Roma ad agosto 2026
Il problema riguarda soprattutto gli arbusti di osmanto sistemati nei grandi vasi presenti lungo i lati di piazza CLN.
Le piante avrebbero dovuto accompagnare il nuovo percorso pedonale tra piazza Castello e Porta Nuova. A poco più di un mese dall’inaugurazione, però, molti esemplari appaiono secchi e difficilmente recuperabili.
Il caldo intenso e la scarsità di precipitazioni hanno certamente aggravato la situazione. La presenza delle piante nei vasi rendeva tuttavia possibile intervenire con irrigazioni regolari durante la fase di attecchimento.
Prima delle nuove fioriere e della riqualificazione di via Roma, questo spazio ha attraversato numerosi cambiamenti: scopri com’era un tempo piazza CLN e come si è trasformata
Le piante saranno sostituite prima della fine dei lavori
Le piantumazioni fanno parte del progetto generale di riqualificazione di via Roma.
In questa fase non sono ancora gestite direttamente dal Comune. La responsabilità rimane in capo all’impresa che si è aggiudicata i lavori e che dovrà mantenere gli elementi installati fino alla consegna dell’opera.
L’amministrazione ha già richiesto la sostituzione degli arbusti compromessi. L’intervento dovrebbe avvenire prima della conclusione del cantiere e dell’inaugurazione della nuova area pedonale.
Un cantiere da oltre 12 milioni di euro
La riqualificazione completa di via Roma è stata suddivisa in tre lotti.
Il primo collega piazza Castello a piazza San Carlo. Il secondo comprende piazza CLN e arriva fino a via Cavour. Il terzo prosegue da via Cavour a piazza Carlo Felice.
Gli importi indicati dal Comune sono pari a 6 milioni di euro per il primo lotto, circa 3,9 milioni per il secondo e oltre 2,3 milioni per il terzo. Il valore complessivo supera quindi i 12 milioni di euro.
L’intervento è finanziato attraverso il programma nazionale dedicato alle città metropolitane e prevede la completa pedonalizzazione dell’asse tra piazza Castello e piazza Carlo Felice.
Dalla nuova pavimentazione agli attraversamenti accessibili, scopri come cambierà via Roma con la riqualificazione prevista per il 2026
Via Roma sarà inaugurata il 12 settembre
L’inaugurazione della nuova via Roma è prevista per il 12 settembre 2026.
Il progetto trasformerà l’intera strada in un collegamento pedonale e ciclabile tra Porta Nuova e piazza Castello, mantenendo gli attraversamenti delle vie laterali.
L’obiettivo è creare uno spazio pubblico più accessibile, eliminare le differenze di quota tra carreggiata e marciapiedi e migliorare la percorribilità dell’asse centrale.
Il caso delle piante secche si aggiunge però alle critiche già emerse sulla quantità di verde prevista nella nuova sistemazione.
Perché lungo via Roma non sono stati piantati alberi
Il progetto non prevede la messa a dimora di alberi direttamente nel terreno.
Sotto gran parte della strada si trova infatti un parcheggio sotterraneo. La soletta sarebbe troppo vicina alla superficie per consentire alle radici di svilupparsi correttamente.
Anche i vincoli architettonici e di sicurezza hanno limitato la possibilità di inserire fioriere ed elementi verticali lungo tutto il percorso. Le vasche sono state concentrate soprattutto vicino agli incroci, dove svolgono anche una funzione di barriera.
Il verde della nuova via Roma dipende quindi in gran parte da piante collocate in contenitori, più esposte alle alte temperature e maggiormente dipendenti dall’irrigazione.
La manutenzione passerà successivamente al Comune
Soltanto dopo la consegna definitiva dei lavori la gestione delle piante passerà all’amministrazione comunale e alle cooperative incaricate delle irrigazioni.
Il Comune effettua già le cosiddette irrigazioni di soccorso, destinate soprattutto agli alberi più giovani.
Gli interventi vengono eseguiti nelle prime ore del mattino e coinvolgono più di 5 mila piante. Per ciascun giovane albero possono essere necessari tra 100 e 200 litri d’acqua alla settimana.
Queste quantità mostrano quanto sia difficile mantenere il verde urbano durante lunghi periodi di caldo e siccità.
Parchi e giardini di Torino soffrono la siccità
La situazione non riguarda soltanto le fioriere di via Roma.
Anche diversi parchi e giardini cittadini sono in sofferenza perché non dispongono di irrigazione continua. Gli interventi comunali si concentrano prevalentemente sugli alberi giovani e sulle aree di maggiore pregio.
Al Parco della Pellerina alcuni volontari stanno contribuendo a bagnare le piante, utilizzando acqua prelevata dalla Dora.
Il caso evidenzia la difficoltà di proteggere contemporaneamente migliaia di alberi, prati e arbusti durante un’estate caratterizzata da temperature molto elevate e precipitazioni insufficienti.
Torino ha pochi impianti di irrigazione automatica
Gran parte delle aree verdi torinesi non è dotata di impianti automatici.
Le principali eccezioni riguardano le zone monumentali e alcuni parchi considerati di particolare valore. Dopo la crisi idrica del 2007-2008, la città aveva infatti ridotto le irrigazioni ordinarie.
Alcuni impianti sono stati successivamente recuperati attraverso i finanziamenti del PNRR. Tra gli esempi citati rientra il Parco della Tesoriera.
Il nuovo clima urbano sta però rendendo necessario rivedere un modello basato soprattutto sulle emergenze e sulle irrigazioni occasionali.
Il caldo cambia le specie piantate in città
Le temperature estive stanno modificando anche la scelta delle piante utilizzate negli spazi pubblici.
Torino sta introducendo specie che in passato erano più frequenti in territori caratterizzati da estati calde. Tra queste figurano alcuni pruni, noccioli e peri cinesi.
Al contrario, specie tradizionalmente presenti nel territorio, come i faggi, possono trovarsi in difficoltà quando le temperature rimangono elevate per periodi prolungati.
La semplice appartenenza di una specie alla flora locale non garantisce quindi la sua capacità di sopravvivere nelle nuove condizioni climatiche della città.
Le palme di corso Unità d’Italia come esempio
Un esempio di adattamento viene dalle palme e dagli olivi piantati lungo corso Unità d’Italia.
Al momento della loro introduzione potevano apparire poco adatti al paesaggio torinese. Le varietà selezionate si sono però dimostrate capaci di resistere sia al caldo e alla siccità sia alle basse temperature invernali.
La loro sopravvivenza mostra l’importanza di scegliere le specie in base alle condizioni effettive del luogo, considerando anche la possibilità di interruzioni o carenze nell’irrigazione.
Il problema non riguarda quindi soltanto quanta acqua viene utilizzata, ma anche il modo in cui il verde viene progettato fin dall’inizio.
Soluzioni alternative per irrigare il verde
In alcune zone della città vengono già sperimentate soluzioni che permettono di riutilizzare l’acqua disponibile.
In piazza Maria Teresa, per esempio, l’acqua di una fontanella pubblica viene recuperata per irrigare le piante vicine.
A Torino sono presenti circa 700 fontanelle, che potrebbero diventare parte di una rete di piccoli interventi locali dove le condizioni tecniche lo consentono.
Queste soluzioni non possono sostituire un sistema organico di irrigazione, ma possono ridurre gli sprechi e aiutare gli alberi durante i periodi più critici.
Le risorse destinate al verde cittadino
Il bilancio annuale disponibile per il verde urbano viene indicato in circa 7-8 milioni di euro.
Le risorse devono coprire manutenzioni, abbattimenti, nuove piantumazioni, potature, irrigazioni di soccorso e interventi nei parchi.
La crescente frequenza delle ondate di calore aumenta però i costi necessari per mantenere in vita alberi e arbusti.
La tutela dell’ombra e delle aree verdi deve quindi confrontarsi con le altre esigenze del bilancio comunale.
Il piano urbano della natura entro il 2026
Torino dovrà inoltre dotarsi di un piano urbano dedicato alla natura entro il 2026.
Il verde viene sempre più considerato una vera infrastruttura cittadina, necessaria per limitare le temperature, fornire ombra, assorbire l’acqua piovana e migliorare la qualità dell’aria.
Il caso di via Roma mostra però che inserire nuove piante non è sufficiente. Occorrono specie adatte, una manutenzione programmata e un sistema capace di garantire l’acqua durante le settimane più calde.
Il problema arriva prima dell’apertura della nuova via Roma
Gli arbusti secchi di piazza CLN rappresentano una criticità evidente, anche perché il progetto non è stato ancora inaugurato.
Le piante erano state inserite per rendere meno minerale la nuova area pedonale e accompagnare le fioriere utilizzate anche come elementi di sicurezza.
La loro sostituzione prima della conclusione dei lavori eviterà che via Roma venga consegnata con il verde già compromesso.
Rimane però aperta la questione della manutenzione successiva: senza irrigazioni regolari e specie capaci di resistere al caldo, il problema potrebbe ripresentarsi anche dopo l’inaugurazione.
FAQ – Piante secche in via Roma: cosa sapere
Il problema riguarda soprattutto gli arbusti di osmanto collocati nelle fioriere ai lati di piazza CLN.
In questa fase le piantumazioni sono ancora affidate all’impresa responsabile dei lavori di riqualificazione.
L’amministrazione ha richiesto che gli arbusti compromessi vengano cambiati prima della conclusione del cantiere.
L’inaugurazione della nuova area pedonale è programmata per il 12 settembre 2026.
La presenza del parcheggio sotterraneo, i vincoli architettonici e le esigenze di sicurezza limitano la possibilità di piantare alberi o aggiungere molte fioriere.
Dopo la consegna dell’opera, la manutenzione passerà al Comune e alle cooperative incaricate delle irrigazioni di soccorso.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



