Forte boato a Torino per la demolizione controllata in corso Marche

Da Alessandro Maldera
Agosto 02, 2026

Un forte boato è stato avvertito nel primo pomeriggio del 1° agosto 2026 nel quartiere Parella e nelle zone vicine. Il rumore proveniva dall’ex aviorimessa della Società Aeronautica d’Italia, situata in corso Marche 43.
Non si è trattato di un incidente. L’esplosione rientrava in una demolizione programmata, eseguita attraverso microcariche e organizzata nell’ambito dei lavori per la futura Città dell’Aerospazio.
Focus sull’esplosione di corso Marche
– L’intervento si è svolto in corso Marche 43
– Sono state utilizzate microcariche esplosive
– La demolizione era programmata e controllata
– Durante i lavori alcune strade e attività sono rimaste chiuse
– Nell’area sorgeranno nuovi laboratori della Città dell’Aerospazio
Esplosione all’aviorimessa di corso Marche: cosa è successo
Il rumore è stato percepito distintamente nel quartiere Parella e in altre zone della parte occidentale di Torino.
Diversi residenti si sono allarmati, soprattutto perché il boato è arrivato improvvisamente ed è stato accompagnato dal crollo di una parte della struttura.
L’origine del rumore era però conosciuta dalle autorità. Una ditta specializzata stava demolendo con microcariche una parte dell’ex aviorimessa presente al civico 43 di corso Marche.
L’intervento era stato inserito da tempo nel programma dei lavori e si è svolto in collaborazione con il Politecnico di Torino.
Una demolizione controllata con microcariche
Le microcariche sono piccole quantità di esplosivo collocate in punti specifici dell’edificio.
Il loro utilizzo permette di indebolire gli elementi strutturali e guidare il crollo verso una direzione prestabilita. In questo modo è possibile demolire grandi costruzioni riducendo i tempi dell’intervento.
Prima dell’esplosione vengono analizzate la forma dell’edificio, la distribuzione dei pesi e la resistenza dei materiali.
Vengono inoltre stabilite le distanze di sicurezza e le modalità di accesso all’area. Il boato può essere molto forte, anche quando la quantità di esplosivo utilizzata è limitata.
Nel caso di corso Marche, l’operazione ha riguardato una parte dell’aviorimessa indicata come Edificio 37.
L’unità di comando attivata nell’area
Per coordinare la demolizione è stata costituita un’unità di comando locale.
La struttura aveva il compito di controllare l’andamento dell’intervento e gestire eventuali problemi durante tutte le fasi dell’operazione.
Nell’area erano presenti le forze dell’ordine e la Polizia Locale. Il personale ha vigilato sugli accessi e sul rispetto delle limitazioni previste intorno al cantiere.
Il dispositivo di sicurezza è rimasto attivo fino alla conclusione delle operazioni.
Strade chiuse e attività sospese durante i lavori
Per consentire la demolizione in sicurezza, la circolazione è stata temporaneamente vietata negli spazi vicini all’ex aviorimessa.
Le limitazioni hanno interessato il tratto di corso Marche davanti alla struttura e alcune vie limitrofe.
Anche diverse attività commerciali della zona hanno dovuto rimanere chiuse fino al termine dell’intervento.
Le misure avevano lo scopo di impedire l’avvicinamento di persone e veicoli durante l’esplosione e nelle successive fasi di verifica.
Dopo il crollo, infatti, era necessario controllare la stabilità delle parti rimaste e le condizioni dell’area.
La storia dell’aviorimessa di corso Marche
La struttura demolita apparteneva al complesso della Società Aeronautica d’Italia.
L’area di corso Marche conserva un forte legame con la storia dell’industria aeronautica torinese. Per molti anni ha ospitato edifici, impianti e attività collegati alla progettazione e alla produzione del settore.
Con il passare del tempo, alcuni immobili hanno perso la propria funzione originaria. Una parte degli spazi è quindi entrata nel progetto di trasformazione destinato alla Città dell’Aerospazio.
La demolizione dell’Edificio 37 rappresenta uno dei passaggi necessari per liberare le superfici sulle quali saranno realizzate le nuove strutture.
Cosa sorgerà al posto dell’edificio demolito
L’area sarà destinata alla costruzione di nuovi laboratori dedicati all’aerospazio.
Gli spazi dovrebbero ospitare attività di ricerca, innovazione e trasferimento tecnologico. L’obiettivo è creare un collegamento più stretto tra università, centri di ricerca e imprese.
I laboratori permetteranno di sviluppare e sperimentare nuove tecnologie applicate al volo, ai satelliti e alla Space Economy.
La trasformazione non riguarderà quindi soltanto la sostituzione di un vecchio edificio. L’intervento rientra in un progetto più ampio di rigenerazione dell’area industriale di corso Marche.
Il progetto della Città dell’Aerospazio
La Città dell’Aerospazio vuole trasformare una parte dell’area occidentale di Torino in un polo dedicato alla ricerca e all’industria aeronautica e spaziale.
Il progetto prevede laboratori, strutture universitarie e spazi nei quali imprese e ricercatori potranno lavorare insieme.
Tra i settori interessati ci sono:
- progettazione aeronautica;
- tecnologie satellitari;
- sistemi di propulsione;
- nuovi materiali;
- intelligenza artificiale;
- trasferimento tecnologico;
- applicazioni della Space Economy.
La presenza di aziende specializzate e competenze universitarie rende Torino uno dei principali centri italiani del comparto.
Perché il boato è stato avvertito a distanza
Una demolizione controllata produce un’onda sonora intensa e molto breve.
Il rumore può propagarsi per diversi chilometri, soprattutto quando l’area circostante presenta grandi spazi aperti, edifici industriali e superfici che riflettono il suono.
Anche le condizioni atmosferiche possono influenzare la diffusione del boato. Il vento e la temperatura dell’aria possono infatti rendere il rumore più percepibile in alcune direzioni.
Per questo l’esplosione è stata sentita non soltanto nelle immediate vicinanze di corso Marche, ma anche in altre parti di Parella e nei quartieri limitrofi.
Nessuna emergenza dopo l’esplosione
Il forte rumore non era collegato a un incidente industriale o a un’esplosione imprevista.
Le operazioni erano state pianificate e si sono svolte all’interno di un’area controllata.
La presenza dell’unità di comando e delle forze dell’ordine ha permesso di mantenere isolata la zona durante il momento più delicato della demolizione.
Le chiusure delle strade e delle attività avevano quindi carattere preventivo e temporaneo.
Un nuovo passaggio nella trasformazione di corso Marche
La demolizione dell’ex aviorimessa segna un’ulteriore fase della trasformazione dell’area.
Gli edifici industriali non più utilizzati stanno progressivamente lasciando spazio a strutture dedicate alla ricerca e alle nuove tecnologie.
Il progetto mantiene comunque il legame con la vocazione aeronautica del luogo. Dove un tempo si svolgevano attività produttive, nasceranno laboratori destinati allo studio del futuro del settore.
Corso Marche potrebbe così diventare uno dei principali poli italiani per la collaborazione tra formazione, ricerca e industria aerospaziale.
FAQ – Dall’esplosione ai nuovi laboratori: le risposte
Il forte boato è stato avvertito nel primo pomeriggio del 1° agosto 2026, soprattutto nel quartiere Parella e nelle zone vicine.
No. Il rumore proveniva da una demolizione controllata programmata da tempo e realizzata utilizzando microcariche esplosive.
L’intervento ha riguardato una parte dell’ex aviorimessa della Società Aeronautica d’Italia, situata in corso Marche 43.
La circolazione è stata temporaneamente interdetta per impedire l’accesso all’area durante la demolizione e le successive verifiche di sicurezza.
Negli spazi liberati sorgeranno nuovi laboratori dedicati alla ricerca, all’innovazione e al trasferimento tecnologico della Città dell’Aerospazio.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



