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Il Museo Rai di Torino riapre ad agosto 2026 con ingresso gratuito

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Da Alessandro Maldera

Agosto 02, 2026

L’apertura del Museo della Radio e della Televisione Rai di Torino ad agosto 2026 è fissata per sabato 1° agosto. La struttura torna accessibile dopo due mesi di interventi dedicati agli spazi espositivi e ai servizi per i visitatori.

Per celebrare la riapertura, il museo resterà aperto tutti i giorni del mese, Ferragosto compreso, dalle 9.30 alle 18.30. L’ingresso continuerà a essere gratuito.

Dalle prime trasmissioni alla televisione di massa

Torino ha avuto un ruolo centrale nella nascita della radio e della televisione italiana. Ripercorri le origini dell’EIAR, l’avvio dei programmi Rai e l’evoluzione del piccolo schermo.

Scopri la storia della Rai e delle prime trasmissioni italiane

Il Museo Rai riapre dopo due mesi di lavori

Il Museo della Radio e della Televisione torna ad accogliere il pubblico dal 1° agosto 2026 con alcuni ambienti rinnovati.

Gli interventi sono durati circa due mesi e hanno riguardato diverse parti della struttura. L’obiettivo è rendere il percorso più ordinato, piacevole e coinvolgente.

Tra le principali novità figurano una nuova pavimentazione ispirata all’aspetto degli studi televisivi e il rifacimento dei servizi igienici. Sono stati inoltre aggiornati alcuni elementi dell’allestimento museale.

Il percorso conserva la propria impostazione cronologica, ma si presenta in una veste più moderna e vicina all’identità visiva della televisione.

Apertura gratuita per tutto agosto 2026

Durante il mese della riapertura sarà applicato un calendario straordinario.

Il museo sarà visitabile ogni giorno dalle 9.30 alle 18.30, compreso sabato 15 agosto. Non sarà necessario acquistare un biglietto, perché l’accesso alla collezione è gratuito.

Museo Rai di Torino: orari di agosto 2026

Riapertura: sabato 1° agosto 2026
Giorni di apertura: tutti i giorni
Ferragosto: aperto
Orario: dalle 9.30 alle 18.30
Ingresso: gratuito
Indirizzo: via Giuseppe Verdi 16, Torino

Un percorso nella storia della radio e della televisione

La collezione racconta l’evoluzione delle comunicazioni attraverso apparecchi scientifici, strumenti professionali e dispositivi destinati alle abitazioni.

La visita procede in ordine cronologico. Parte dalle prime ricerche sull’elettromagnetismo e arriva allo sviluppo della radio, della televisione e delle tecnologie digitali.

Il museo permette così di osservare da vicino come sono cambiati gli strumenti utilizzati per trasmettere suoni e immagini. Accanto ai grandi passaggi tecnologici trovano spazio anche oggetti legati alla vita quotidiana degli italiani.

Dalla pila del 1799 ai primi sistemi di comunicazione

La prima parte della visita è dedicata alle scoperte che resero possibile la nascita delle telecomunicazioni.

Tra gli oggetti più antichi compare la pila realizzata da Alessandro Volta nel 1799. Il percorso comprende inoltre l’apparato telegrafico scrivente Hughes del 1855 e un fonografo a cilindro risalente al 1877.

Sono presenti anche lampade con filamento di platino o carbonio del 1878. Questi strumenti documentano le sperimentazioni che precedettero la diffusione della radio e delle comunicazioni a distanza.

Il trasmettitore utilizzato negli esperimenti di Marconi

Uno dei cimeli più importanti è il trasmettitore impiegato da Guglielmo Marconi per l’esperimento condotto a Pontecchio nel 1895.

La collezione conserva anche apparecchi legati alle successive invenzioni nel campo della comunicazione senza fili.

Con l’inizio del Novecento arrivarono il diodo, il triodo e le radio a cristallo di galena. Queste innovazioni aprirono la strada alla progressiva diffusione delle trasmissioni radiofoniche.

Il primo microfono della radiofonia italiana

Tra gli oggetti più rappresentativi compare il Round-Marconi del 1924, considerato il primo microfono elettromagnetico utilizzato dalla radiofonia italiana.

La diffusione del segnale favorì la produzione dei primi ricevitori destinati al grande pubblico. Un esempio è il modello “Coribante”, realizzato nel 1931 e conservato all’interno della raccolta torinese.

La radio smise gradualmente di essere una tecnologia sperimentale e diventò un apparecchio presente nelle abitazioni, nelle scuole e nei luoghi pubblici.

La radio durante il periodo fascista

Negli anni Trenta la radio assunse anche una funzione politica. Il governo fascista ne comprese le potenzialità come strumento di propaganda e cercò di favorirne la diffusione in ambienti controllati dallo Stato.

Il museo conserva una Radiorurale, apparecchio prodotto da diverse aziende secondo caratteristiche standardizzate.

Il prezzo veniva stabilito dalle autorità e l’acquisto era riservato agli istituti scolastici e agli enti governativi. Il ricevitore rappresenta uno degli esempi più evidenti dell’impiego della radio nella comunicazione politica dell’epoca.

Dall’EIAR alla nascita della Rai

Il percorso documenta anche il passaggio dall’EIAR alla nuova organizzazione radiotelevisiva italiana.

Il cambiamento avvenne il 26 ottobre 1944, quando l’Ente Italiano Audizioni Radiofoniche assunse la denominazione di RAI-Radio Audizioni Italia.

Questa trasformazione segnò l’inizio di una nuova fase. Negli anni successivi la radio continuò a svilupparsi, mentre la televisione iniziò a entrare nelle case degli italiani.

Le attrezzature dei primi studi televisivi

Una parte della collezione è dedicata alle apparecchiature professionali impiegate negli studi tra gli anni Cinquanta e Settanta.

Sono esposti strumenti di fonoincisione utilizzati per registrare sui dischi a 78 o 33 giri le sigle musicali trasmesse più frequentemente.

Tra i pezzi principali figura anche una telecamera General Electric impiegata nelle prime trasmissioni televisive ufficiali del 1954.

Accanto alle attrezzature professionali sono presenti apparecchi destinati all’uso domestico. Il confronto permette di osservare il rapporto tra la produzione dei programmi e la loro ricezione nelle abitazioni.

Il passaggio dalla televisione analogica al digitale

La parte conclusiva accompagna i visitatori verso le trasformazioni più recenti.

La collezione arriva allo sviluppo delle tecnologie digitali e al superamento della televisione analogica. In questo modo il percorso non si limita a raccontare il passato, ma introduce anche i cambiamenti che hanno modificato la produzione e la distribuzione dei contenuti.

Gli ultimi riallestimenti hanno reso le teche più moderne. Gli sfondi richiamano le grafiche utilizzate dalla Rai negli anni recenti e gli ambienti cercano di riprodurre l’atmosfera di uno studio televisivo.

La lunga storia del museo torinese

Il primo progetto per creare un museo aziendale dell’EIAR risale al 1939. Lo scoppio della guerra impedì però di portare a termine l’iniziativa.

Un nuovo tentativo venne compiuto tra il 1965 e il 1968. Inizialmente fu individuata una possibile sede in via Arsenale 21, ma la raccolta venne sistemata provvisoriamente nel Centro di Produzione di via Verdi.

La collezione fu mostrata al pubblico nel 1984, durante una mostra organizzata per raccontare i primi sessant’anni della radio italiana, dal 1924 al 1984.

Via Verdi divenne successivamente la sede definitiva. L’apertura periodica al pubblico della collezione permanente iniziò nel 1993.

Dove si trova il Museo della Radio e della Televisione

Il museo si trova all’interno del Centro di Produzione TV Rai, nel centro di Torino.

L’indirizzo è via Giuseppe Verdi 16, a poca distanza dalla Mole Antonelliana e dalle principali attrazioni del centro storico.

La riapertura di agosto 2026 offre quindi la possibilità di visitare gratuitamente uno dei luoghi torinesi dedicati alla storia della comunicazione, della radio e della televisione italiana.

Quando riapre il Museo della Radio e della Televisione Rai?

Il museo riapre al pubblico sabato 1° agosto 2026, dopo circa due mesi di interventi.

Il museo sarà aperto a Ferragosto?

Sì. Nel mese di agosto 2026 resterà aperto tutti i giorni, compreso sabato 15 agosto.

Quali sono gli orari di apertura?

Per tutto agosto il museo sarà visitabile dalle 9.30 alle 18.30.

Quanto costa il biglietto?

L’ingresso al Museo della Radio e della Televisione Rai è gratuito.

Che cosa si può vedere nel museo?

La collezione comprende apparecchi scientifici, radio storiche, microfoni, strumenti di registrazione, telecamere e dispositivi che raccontano il passaggio dalla televisione analogica a quella digitale.

Dove si trova il Museo Rai di Torino?

Il museo si trova nel Centro di Produzione TV Rai, in via Giuseppe Verdi 16 a Torino.

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende