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Confermata la tessera GTT Alias per persone transgender a Torino: la card con il nome scelto diventa stabile

Alessandro Maldera Avatar

Da Alessandro Maldera

Maggio 15, 2026

A Torino diventa stabile la tessera GTT Alias, pensata per persone transgender e non binarie che usano un nome d’elezione diverso da quello registrato all’anagrafe. La misura, partita in via sperimentale nell’aprile 2024, è stata confermata dopo 42 richieste. La card non sostituisce l’abbonamento GTT, ma lo affianca durante i controlli, permettendo di viaggiare con un documento coerente con la propria identità.

Tessera GTT Alias: come funziona la card con il nome scelto

Misura Progetto: tessera GTT Alias
Città Dove: Torino, rete del trasporto pubblico GTT
Per chi Destinatari: persone transgender e non binarie
Dati Contenuto: foto aggiornata, nome d’elezione e codice abbonamento
Uso Funzione: supporto durante il controllo del titolo di viaggio
Numeri Richieste: 42 nella fase sperimentale

Confermata la tessera GTT Alias per persone transgender: cosa cambia a Torino

La tessera GTT Alias diventa una misura stabile nel trasporto pubblico torinese. Dopo una fase sperimentale durata due anni, il progetto viene confermato in modo definitivo.

L’obiettivo è consentire alle persone transgender e non binarie di usare i mezzi pubblici senza dover spiegare ogni volta la differenza tra il nome anagrafico e il nome con cui vivono quotidianamente.

Di conseguenza, la tessera diventa uno strumento pratico per ridurre situazioni di disagio durante i controlli sui mezzi. Non è un titolo di viaggio autonomo, ma una card aggiuntiva collegata all’abbonamento.

Come funziona la tessera GTT Alias

La tessera alias riporta il nome d’elezione della persona, cioè il nome scelto e usato nella vita quotidiana. Inoltre, contiene una fotografia aggiornata e il codice dell’abbonamento GTT a cui è collegata.

La card non ha microchip. Tuttavia, grazie al codice dell’abbonamento, il personale addetto al controllo può verificare la validità del titolo di viaggio.

In questo modo, la persona può mostrare una tessera coerente con la propria identità, evitando spiegazioni non necessarie davanti ad altri passeggeri.

Perché è stata introdotta la tessera alias

Il progetto nasce da una difficoltà concreta. In Italia, il percorso legale per modificare i dati anagrafici può essere lungo e complesso. Nel frattempo, molte persone continuano ad avere documenti che non rispecchiano il loro nome d’uso, il loro aspetto o la loro identità.

Questo può creare disagio in diversi momenti della vita quotidiana. Uno di questi è il controllo del titolo di viaggio sui mezzi pubblici.

Per questo motivo, Torino ha scelto di introdurre una soluzione amministrativa semplice: una tessera aggiuntiva che permette di collegare l’abbonamento GTT al nome d’elezione.

Il ruolo del Comune e di GTT

La misura nasce da un percorso condiviso tra GTT e Comune di Torino. La decisione di renderla stabile è stata portata avanti dagli assessori Jacopo Rosatelli, con delega alle Pari Opportunità, e Chiara Foglietta, con delega alla Mobilità.

Secondo l’impostazione del Comune, la tessera non rappresenta un vantaggio speciale. Al contrario, serve a rendere l’accesso al trasporto pubblico più rispettoso e meno esposto a situazioni imbarazzanti o discriminatorie.

Inoltre, il progetto si inserisce in una visione più ampia del trasporto pubblico come spazio accessibile, sicuro e utilizzabile da tutte le persone.

Quante persone hanno richiesto la tessera

Durante la fase sperimentale, la tessera alias è stata richiesta da 42 utenti. Il dato è significativo perché mostra un uso concreto dello strumento, pur trattandosi di una misura rivolta a una fascia specifica della popolazione.

Le richieste sono arrivate soprattutto da persone giovani. L’età media indicata è di circa 21 anni e sono presenti anche alcune domande riguardanti minorenni.

Inoltre, la sperimentazione ha permesso di verificare il funzionamento pratico della card durante i controlli, senza modificare il sistema ordinario degli abbonamenti GTT.

Una card aggiuntiva, non un nuovo abbonamento

La tessera alias non sostituisce l’abbonamento tradizionale. È invece una card aggiuntiva, collegata al titolo di viaggio già esistente.

Questo punto è importante. La persona continua ad avere un abbonamento valido secondo le regole ordinarie, ma può mostrare una tessera coerente con il proprio nome d’uso.

Di conseguenza, il controllo resta possibile e regolare. Allo stesso tempo, si riduce il rischio di esporre la persona a domande o spiegazioni sulla propria identità.

Perché il nome sulla tessera è importante

Per molte persone transgender e non binarie, il nome non è un dettaglio formale. È una parte centrale del riconoscimento della propria identità.

Quando il nome riportato su un documento non corrisponde al nome usato nella vita quotidiana, possono nascere situazioni di disagio, soprattutto in luoghi pubblici e davanti ad altre persone.

Per questo motivo, la tessera alias ha un valore pratico ma anche simbolico. Permette di usare il trasporto pubblico con maggiore serenità, senza trasformare un controllo ordinario in un momento di esposizione personale.

Una misura per rendere il trasporto pubblico più inclusivo

Il trasporto pubblico è uno spazio condiviso. Ogni giorno viene utilizzato da persone diverse per età, provenienza, condizione sociale e identità.

Una città che vuole rendere i servizi pubblici più accessibili deve quindi occuparsi anche di questi aspetti. Non solo linee, orari e biglietti, ma anche modalità con cui le persone vengono riconosciute e trattate.

In questo senso, la tessera alias è una misura piccola nella forma, ma concreta negli effetti. Non cambia il sistema dei trasporti, ma può cambiare l’esperienza quotidiana di chi usa bus, tram e metro.

FAQ – Quesiti sulla tessera Alias Gtt

Che cos’è la tessera GTT Alias?

È una card aggiuntiva collegata all’abbonamento GTT. Riporta il nome d’elezione della persona, una foto aggiornata e il codice dell’abbonamento.

Chi può richiederla?

La tessera è pensata per persone transgender e non binarie che usano un nome d’elezione diverso da quello registrato all’anagrafe.

La tessera alias sostituisce l’abbonamento GTT?

No. Non sostituisce l’abbonamento tradizionale. Serve ad affiancarlo durante i controlli, permettendo la verifica del titolo di viaggio.

Quante persone l’hanno richiesta a Torino?

Durante la fase sperimentale sono state registrate 42 richieste, soprattutto da persone giovani, con un’età media di circa 21 anni.

Perché la misura è stata resa definitiva?

Perché la sperimentazione ha mostrato l’utilità dello strumento. La tessera consente di usare il trasporto pubblico senza dover giustificare pubblicamente la propria identità.

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende