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La chiesa alpina degli Alboni a Groscavallo: architettura, devozione e restauri dei Santi Grato e Antonio Abate

Alessandro Maldera Avatar

Da Alessandro Maldera

Maggio 06, 2026

La Chiesa dei Santi Grato e Antonio Abate di Groscavallo si trova nella frazione Alboni, a 1378 metri di quota, in posizione dominante su un ampio pianoro erboso. L’edificio è isolato rispetto alle altre case e, proprio per questo, mantiene una presenza molto netta nel paesaggio. Inoltre, pur nella sua semplicità, conserva elementi architettonici interessanti e una funzione ancora viva, perché viene officiato in occasione della festa del santo titolare.

Struttura e devozione in breve

Posizione: frazione Alboni, a 1378 metri di quota
Impianto: aula rettangolare con abside semicircolare
Particolarità: edificio su due piani, con locale dei priori e sacrestia al piano superiore
Materiali: struttura in pietra, tetto in lose, interni in pietra locale e legno
Dettaglio notevole: affresco di San Grato in facciata con invocazione contro folgori e tempeste
Stato: ottima conservazione interna ed esterna

Dove si trova e perché il contesto conta

La chiesa sorge in prossimità di un gruppo di case che formano la frazione degli Alboni. Tuttavia non è inglobata nel nucleo abitato: al contrario, si trova in posizione leggermente staccata e dominante, con tutti i fronti liberi. Questa collocazione le dà una forza particolare, perché la fa emergere con chiarezza sul prato circostante.

La facciata principale guarda a nord-est, cioè verso il piccolo gruppo di abitazioni. Inoltre, la quota elevata e il pianoro erboso attorno all’edificio rafforzano subito il carattere alpino del luogo.

Una struttura semplice, ma non banale

La chiesa ha una pianta rettangolare conclusa da abside semicircolare. L’impianto è lineare e diretto, però l’edificio ha una particolarità che lo distingue da molte cappelle di montagna: è organizzato su due piani. Al livello inferiore si trova la chiesa vera e propria, mentre quello superiore ospita il locale utilizzato dai priori e come sacrestia.

Questa distribuzione verticale non è un dettaglio da poco. Infatti rende l’edificio più complesso di quanto lasci intuire il solo volume esterno e spiega anche la presenza della scala sul prospetto ovest.

Facciata e prospetti: bianco, pietra e un affresco molto chiaro

La facciata principale è semplice ma ben costruita. Al centro si trova il portone in legno a un battente, affiancato da due finestre laterali e, più in alto, da una quarta apertura al piano superiore. Nel mezzo compare un affresco di San Grato, racchiuso entro una cornice in pietra e accompagnato dalla scritta: “per l’intercessione di S. Grato Iddio ci liberi da folgori e tempeste e da ogni altro male”.

Questo dettaglio dice molto sulla devozione locale, perché lega il santo a una richiesta di protezione concreta, tipica dei territori montani. Inoltre, appena sotto la trave di colmo compare la scritta “R.1995”, che ricorda l’anno del restauro.

Tutti i prospetti sono intonacati e tinteggiati di bianco, mentre lungo il perimetro corre una zoccolatura a intonaco grezzo. La facciata est presenta quattro aperture, due sotto e due sopra, mentre sul lato ovest si sviluppa la scala esterna che conduce al piano superiore.

Struttura e coperture: una chiesa di pietra pensata per la montagna

L’intero edificio è costruito in pietra, una scelta perfettamente coerente con il contesto alpino. Il piano inferiore, dove si trova la chiesa, è coperto da un soffitto piano, mentre il livello superiore è chiuso da una copertura a doppia falda rivestita internamente in perlinato di legno.

La struttura del tetto è lignea e il manto di copertura è in lastre di pietra. In altre parole, l’edificio mantiene una grammatica costruttiva molto semplice, ma fortemente radicata nella tradizione locale.

Gli interni: bianco, ex voto e pietra locale

All’interno l’ambiente è raccolto e lineare. Le pareti e il soffitto sono intonacati e tinteggiati di bianco, mentre nella parte bassa corre una zoccolatura in perlinato. Una cornice semplice accompagna il perimetro della sala e contribuisce a dare ordine allo spazio.

Nella zona dell’ingresso si trova un soppalco in legno, raggiungibile dall’esterno tramite la scala laterale. Nella parte del presbiterio, invece, le pareti ospitano numerosi quadretti ex voto, che rappresentano uno degli elementi più vivi della devozione locale. Anche la pavimentazione va notata: è realizzata in lastre irregolari di pietra locale, quindi l’interno conserva un legame diretto con il territorio anche sotto i piedi.

Il presbiterio e la pala d’altare

Il presbiterio è rialzato di due gradini rispetto all’aula e mantiene la stessa pavimentazione in pietra del resto della chiesa. L’altare maggiore è addossato alla parete absidale: si tratta di una struttura in muratura, intonacata e dipinta di bianco, con mensole in legno.

Sopra l’altare è collocata la pala d’altare, che raffigura la Madonna con San Grato e Sant’Antonio Abate. È un’immagine che chiarisce subito la doppia dedicazione della chiesa e, allo stesso tempo, concentra l’attenzione visiva sul fondo dell’abside.

Il campanile: sottile, alto e tutto in pietra

Uno degli elementi più riconoscibili dell’edificio è il campanile, che si colloca all’intersezione tra l’abside e il muro est. Ha una struttura alta e snella, interamente in pietra, e questo lo rende particolarmente coerente con la massa semplice della chiesa.

La cella campanaria è aperta su due soli lati, soluzione essenziale ma efficace. Inoltre, proprio la verticalità del campanile basta a dare un accento forte al profilo dell’edificio, che altrimenti resterebbe molto orizzontale.

Una storia documentata, ma senza eccessi

Le notizie storiche sulla chiesa non sono numerosissime, però permettono comunque di seguire alcune tappe precise. Nel 1769 l’edificio compare nella relazione di una visita pastorale, anche se solo in relazione agli arredi presenti al suo interno. Nel 1843, invece, la stessa chiesa viene descritta come un edificio provvisto di copertura a volta, con pareti intonacate e pavimento in pietra.

Nel tempo la struttura è stata oggetto di diversi interventi. Nel 1995 viene restaurata, e proprio questo intervento è ricordato dalla scritta in facciata. Nel 2009 si procede al rifacimento della copertura, mentre nel 2014 viene ristrutturato il piano superiore, cioè il locale destinato ai priori. Quindi l’ottimo stato di conservazione che si osserva oggi non è casuale, ma il risultato di una manutenzione concreta e abbastanza recente.

Uso liturgico e valore locale

La chiesa è ancora officiata in occasione del santo titolare, e questo basta a dire che non è solo un edificio “da guardare”. Anche se piccola e appartata, resta infatti un punto di riferimento religioso e identitario per la frazione.

La verità è semplice: la Chiesa dei Santi Grato e Antonio Abate di Groscavallo non colpisce per effetti spettacolari, ma per equilibrio, contesto e continuità d’uso. E in montagna, spesso, è proprio questo che conta di più.

Dubbi comuni su struttura, campanile e storia dell’edificio

Dove si trova la Chiesa dei Santi Grato e Antonio Abate di Groscavallo?

Si trova nella frazione Alboni, a 1378 metri di quota, in posizione dominante su un pianoro erboso.

Com’è fatta la chiesa?

Ha una pianta rettangolare con abside semicircolare ed è organizzata su due piani, con la chiesa sotto e il locale dei priori con sacrestia sopra.

Qual è il dettaglio più caratteristico della facciata?

Sicuramente l’affresco di San Grato con la scritta che invoca protezione contro folgori, tempeste e ogni altro male.

Che materiali usa l’edificio?

La struttura è in pietra, il tetto è in lastre di pietra, mentre all’interno compaiono perlinato in legno e pavimento in pietra locale.

La chiesa è ancora utilizzata?

Sì, viene ancora officiata in occasione della festa del santo titolare.

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende