Chiesa di Sant’Antonio Abate e San Lorenzo a Groscavallo: storia, ampliamenti e interni decorati della chiesa di Pialpetta

Da Alessandro Maldera
Maggio 05, 2026

La Chiesa di Sant’Antonio Abate e San Lorenzo di Groscavallo si trova a Pialpetta, accanto alla strada provinciale e in posizione più bassa rispetto al nucleo antico della borgata. L’edificio è isolato rispetto alle altre case e, ancora oggi, viene officiato regolarmente. Inoltre, la chiesa è interessante perché non nasce tutta insieme: la struttura attuale è il risultato di ampliamenti successivi, che nel tempo hanno creato un organismo articolato ma molto riconoscibile.
Cosa osservare nella chiesa di Pialpetta
- Posizione: la Chiesa di Sant’Antonio Abate e San Lorenzo di Groscavallo si trova a Pialpetta, accanto alla strada provinciale e sotto il nucleo antico della borgata
- Struttura: l’edificio è nato per ampliamenti successivi e unisce il presbiterio più antico, la navata, la sacrestia e una cappella invernale
- Facciata: è rivolta a sud, con finestra trilobata, affreschi sopra l’ingresso e meridiana nella parte laterale
- Interni: pareti e volte presentano un ricco apparato decorativo policromo a motivi geometrici
- Cappella laterale: la cappella invernale conserva un altare in muratura dipinta a marmorino e una teca con la statua della Madonna
- Presbiterio: è separato dall’aula da una balaustra marmorea e ospita un altare maggiore in marmo con tela della Madonna e dei santi titolari
- Stato attuale: la chiesa è in discreto stato manutentivo, anche se presenta fenomeni di umidità parietale sia all’interno sia all’esterno
Dove si trova e perché è una tappa importante a Pialpetta
La chiesa sorge nella parte inferiore della borgata di Pialpetta, in adiacenza alla strada provinciale. Tuttavia, pur essendo vicina al passaggio viario, mantiene una presenza distinta, perché si presenta isolata rispetto agli altri edifici.
Questo conta, perché la rende subito leggibile anche dall’esterno. Inoltre, il fatto che sia ancora officiata le dà un ruolo concreto nel paese. Non è una cappella dimenticata, ma un luogo che continua a vivere dentro la comunità locale.
Una chiesa cresciuta per nuclei successivi
La struttura attuale non è frutto di un unico cantiere. Al contrario, la Chiesa di Sant’Antonio Abate e San Lorenzo è il risultato di più fasi costruttive. Il presbiterio rappresenta infatti il nucleo più antico. A destra di questa parte originaria è stato aggiunto un locale oggi usato come sacrestia. Successivamente è stato costruito anche un avancorpo, che svolge la funzione di navata e ospita l’assemblea, mentre sul lato destro della navata si apre una cappella laterale usata come cappella invernale.
Proprio per questo la facciata principale si sviluppa in senso orizzontale e ingloba visivamente sia la navata sia la cappella laterale. Dall’esterno, quindi, l’insieme appare continuo, anche se in realtà nasce da corpi costruiti in momenti diversi.
Com’è fatta la chiesa: pianta, volte e struttura
L’edificio presenta nel complesso una pianta rettangolare. La struttura è realizzata in pietra locale, mentre il tetto è a falde, su più livelli, con struttura lignea e copertura in lose.
All’interno le coperture cambiano a seconda degli ambienti. La zona del presbiterio è coperta da una volta a crociera. La navata, invece, presenta una volta a vela su cui si imposta una cupola semisferica. Anche la cappella invernale è coperta da una volta a vela, mentre la sacrestia ha una volta a crociera. Inoltre, presbiterio e navata sono separati da un arco trasversale impostato su due pilastri laterali.
Questa articolazione rende la chiesa più interessante di quanto sembri a prima vista. Infatti, non si tratta di un semplice ambiente lineare, ma di uno spazio che racconta bene la sua crescita nel tempo.
La facciata principale tra affreschi, meridiana e finestra trilobata
La facciata principale è rivolta a sud. Il prospetto è diviso in due ordini da un cornicione, mentre tre paraste segnano il confine tra la navata principale e la cappella laterale.
Nella parte inferiore si trovano il portone d’ingresso, allineato con la navata, e una finestra in corrispondenza della cappella invernale. Nella parte superiore si apre invece una finestra trilobata e compaiono tre affreschi collocati sopra l’ingresso. Tra questi si distinguono San Lorenzo a sinistra e Sant’Antonio Abate a destra. Nella porzione laterale della facciata, sopra una finestra rettangolare, è dipinta anche una meridiana.
Tutti i prospetti della chiesa risultano intonacati e tinteggiati. Inoltre, una zoccolatura in pietra corre lungo il perimetro dell’edificio e aiuta a definire meglio la base delle murature.
Le facciate laterali e il campanile
Le facciate laterali sono anch’esse intonacate e tinteggiate. Sul lato ovest si trova un ingresso secondario che consente l’accesso alla navata. Sul lato est, invece, compare una finestra semicircolare in corrispondenza della cappella e una rettangolare in corrispondenza della sacrestia.
Il campanile sorge sopra la copertura, in corrispondenza del presbiterio. È intonacato e la sua cella campanaria, in mattoni a vista, è aperta su tutti e quattro i lati. Anche questo elemento contribuisce a dare alla chiesa una fisionomia precisa, pur senza effetti monumentali.
Gli interni e la cappella invernale
All’interno la chiesa mostra un ricco apparato decorativo policromo a motivi geometrici, presente sia sulle pareti sia sulle volte. Un cornicione divide il volume interno e funge da imposta alle coperture, rendendo più ordinata la lettura dello spazio.
La cappella invernale ospita un altare in muratura dipinta a marmorino. Sopra l’altare si trova una teca con la statua della Madonna. La pavimentazione dell’aula è in battuto di cemento, scelta semplice ma coerente con la storia costruttiva della chiesa.
Il presbiterio e l’altare maggiore
Il presbiterio è rialzato di un gradino rispetto all’aula ed è separato da essa tramite una balaustra marmorea. L’altare maggiore è in marmo, addossato alla parete del presbiterio e sopraelevato di due gradini.
Al di sopra dell’altare si trova una tela raffigurante la Madonna con i santi titolari. Anche qui la pavimentazione è in marmo, a sottolineare la differenza rispetto all’aula. L’assemblea, invece, è disposta in panche a battaglione, secondo l’orientamento e il volume della navata.
Una storia fatta di ampliamenti, umidità e decorazioni
Le notizie più antiche documentano la presenza della chiesa almeno dal 1657, quando un registro testamentario ricorda un lascito di Francone Martino per questo edificio. Nel 1730, durante una visita pastorale, la chiesa viene descritta come interamente in muratura, intonacata e voltata, ma ritenuta troppo piccola per la popolazione. Proprio per questo si esortava la comunità ad ampliarla.
Nel 1752 si hanno notizie di lavori di intonacatura delle pareti dalla volta fino al pavimento, ma anche di problemi di umidità, che evidentemente accompagnano la storia dell’edificio da molto tempo. Pochi anni dopo, nel 1758, il mastro Pietro fu Gio. Antonio Rapello ripara il tetto con due tese di lose.
Nel 1765 Carlo Francesco Girardi realizza una pittura di fiori nel coro. Nel 1768 vengono rifatti il pavimento con quadri di pietra, le inferriate alle finestre e dodici lastre di vetro. Questi interventi mostrano una chiesa che, pur piccola, veniva curata e migliorata in modo progressivo.
I quadri, la facciata dipinta e il restauro novecentesco
Tra 1814 e 1816 arrivano nuove opere per l’interno. Nel 1814 Bartolomeo Girardi di Torino offre un quadro per l’altare di San Lorenzo e Sant’Antonio, mentre nel 1816 si acquista un quadro della Madonna della Concessione.
Un passaggio importante riguarda il prospetto esterno. Nel 1823 vengono eseguiti i dipinti sulla facciata, come ricorda anche la scritta sopra la finestra trilobata: “Azeglio Pietro e Salassa Carlo Pittori in Montanaro l’anno 1823”. Nel 1843 una visita pastorale segnala la presenza di due altari, confermando una struttura ormai più articolata.
Molto più tardi, nel 1977, la facciata viene restaurata. Anche questo intervento è ricordato da una scritta collocata ai lati della finestra trilobata: “Restauro di Codoni Giov. anno 1977 Torino”.
Stato di conservazione oggi
Oggi la chiesa si presenta in un discreto stato manutentivo. Tuttavia, sia all’interno sia all’esterno sono presenti fenomeni di umidità parietale. È quindi un edificio leggibile e ancora vivo, ma segnato da una fragilità che non va nascosta.
Proprio per questo, raccontarla bene serve anche a far capire il valore delle piccole chiese di borgata: luoghi che magari non fanno rumore, ma tengono ancora insieme memoria, arte e vita religiosa locale.
Dubbi e risposte sulla chiesa di Pialpetta
Si trova a Pialpetta, in adiacenza alla strada provinciale e nella parte inferiore rispetto al nucleo antico della borgata.
Sì, la Chiesa di Sant’Antonio Abate e San Lorenzo di Groscavallo è officiata regolarmente.
La facciata è rivolta a sud e si sviluppa in senso orizzontale, comprendendo la navata e la cappella laterale. Presenta una finestra trilobata, tre affreschi sopra l’ingresso e una meridiana nella porzione laterale.
All’interno si notano pareti e volte con decorazioni policrome geometriche, una cappella invernale con altare e statua della Madonna, oltre al presbiterio con altare maggiore in marmo e tela della Madonna con i santi titolari.
L’edificio è in discreto stato manutentivo, anche se mostra fenomeni di umidità parietale sia all’interno sia all’esterno.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



