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Chiesa di Santa Maria Maddalena a Groscavallo: storia, affreschi e ricostruzione della parrocchiale

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Da Alessandro Maldera

Maggio 03, 2026

La Chiesa di Santa Maria Maddalena di Groscavallo si trova su un terrapieno rialzato, a lato della strada provinciale, ed è raggiungibile tramite una scalinata che porta direttamente all’ingresso. È la chiesa parrocchiale del paese e viene officiata regolarmente, quindi non è solo un edificio storico ma anche un luogo di culto ancora vivo. Inoltre, colpisce per la ricchezza degli interni, per la presenza di affreschi importanti e per una storia complessa, fatta di ricostruzioni, restauri e memoria locale.

Una chiesa ricca di arte e memoria

I dettagli che rendono riconoscibile questa chiesa

  • Posizione: la Chiesa di Santa Maria Maddalena di Groscavallo sorge su un terrapieno rialzato lungo la strada provinciale ed è raggiungibile con una scalinata
  • Facciata: è rivolta a sud, tinteggiata di bianco, con finto bugnato, portone ligneo scolpito, finestra semicircolare e meridiana sulla parasta sinistra
  • Impianto: presenta una navata unica con due brevi bracci laterali destinati agli altari minori
  • Interni: le volte e la cupola sono interamente decorate, mentre le pareti verticali sono dipinte in marmorino policromo
  • Opera da non perdere: sulla semicupola absidale si trova l’affresco di Andrea Gastaldi con la Maddalena ai piedi di Gesù Nazareno
  • Presbiterio: è rialzato di due gradini e conserva altare maggiore, arredi liturgici in marmo, coro ligneo e pala della Maddalena
  • Stato attuale: la chiesa è in buono stato conservativo ed è ancora officiata regolarmente

Dove si trova e perché ha un ruolo centrale a Groscavallo

La chiesa sorge in una posizione ben visibile, su un terrapieno sopraelevato rispetto alla strada provinciale. Questo la rende subito riconoscibile nel paesaggio del paese. Per arrivare all’ingresso bisogna salire una scalinata, e già questo piccolo percorso crea una separazione netta tra la strada e lo spazio sacro.

Non si tratta però di una presenza solo scenografica. La Chiesa di Santa Maria Maddalena continua infatti a essere officiata con regolarità e resta uno dei punti religiosi più importanti del centro abitato. Proprio per questo, dentro il cluster Cosa vedere a Groscavallo, è una tappa che non può stare sullo sfondo.

Com’è fatta la chiesa: navata, bracci laterali e struttura

L’impianto della chiesa è a navata unica, con due brevi bracci laterali riservati agli altari minori. La struttura portante è interamente in pietra, mentre le murature interne e le volte sono decorate e dipinte.

La copertura interna è articolata e cambia a seconda delle zone. Si trovano infatti volte a botte sugli altari laterali, nel tratto compreso tra l’ingresso e gli altari e sopra l’altare maggiore. All’incrocio tra navata e bracci laterali compare invece una volta a vela, mentre sull’abside si sviluppa una cupola semicircolare. A tenere insieme tutto lo spazio corre un alto cornicione modanato, con una scritta dorata sottostante, che segna e divide l’intero volume interno.

Anche la copertura esterna è interessante. La struttura è lignea con manto in lose. Il tratto tra la facciata e gli altari è coperto da un tetto a due falde, mentre i bracci laterali hanno un secondo tetto a due falde ortogonale al primo. Sul retro, la falda segue l’andamento curvo dell’abside.

La facciata principale e la meridiana

La facciata principale è rivolta a sud. L’ingresso è ampio e presenta un portone in legno scolpito, incorniciato tra due paraste con capitelli e sormontato da una trabeazione piana protetta da una piccola tettoia in lose. Più in alto si apre una finestra semicircolare con croce centrale.

Il prospetto è delimitato da due paraste angolari e si conclude con un timpano triangolare. Anche i bracci laterali, inoltre, sono conclusi superiormente da timpani triangolari, così da mantenere una certa coerenza formale dell’insieme.

La facciata è intonacata e tinteggiata di bianco, con fronte a finto bugnato e paraste lisce. Un dettaglio che merita attenzione è la meridiana ospitata sulla parasta angolare sinistra. Si tratta di un elemento piccolo, ma molto caratteristico, anche perché ha una storia precisa legata agli interventi ottocenteschi.

I prospetti laterali e il campanile

Le facciate laterali hanno una finitura a intonaco grezzo. Sui due bracci laterali si trovano aperture semicircolari: quella della parete ovest è tamponata, mentre quella della parete est è finestrata. Anche questi dettagli aiutano a leggere le differenze tra le varie parti della chiesa e i loro adattamenti nel tempo.

Il campanile si trova in adiacenza al muro ovest dell’edificio. Ha pianta quadrata e murature in pietra parzialmente intonacate. La cella campanaria è aperta su tutti e quattro i lati mediante monofore, mentre sotto compare, sul lato frontale, il quadrante dell’orologio.

Gli interni: decorazioni, altari e cantoria

L’interno della chiesa è il punto in cui l’edificio cambia passo. Le strutture voltate e la cupola sono infatti completamente dipinte e decorate, mentre le pareti verticali presentano una ricca finitura in marmorino di vari colori.

Nei punti di raccordo tra le diverse coperture compaiono archi impostati su paraste decorate con stucchi, dorature e capitelli. Inoltre, al di sopra del grande cornicione modanato si aprono, su entrambi i lati, finestre semicircolari che portano luce all’interno. Alla stessa altezza si trovano anche le aperture nella zona dell’ingresso e nel braccio laterale est. La finestra del braccio ovest, invece, risulta murata.

Gli altari laterali sono in marmo e quello di destra è dedicato alla Madonna del Rosario. Sopra l’ingresso si trova una cantoria lignea a soppalco, con parapetto decorato da motivi che raffigurano strumenti musicali. Il pulpito è collocato sulla parete sinistra del presbiterio, sopra la porta che conduce alla sacrestia. La pavimentazione, infine, è composta da mattonelle decorate con motivi geometrici.

L’affresco di Andrea Gastaldi e le pitture della volta

Tra gli elementi più importanti della chiesa c’è l’affresco della semicupola absidale, opera del pittore Andrea Gastaldi, che raffigura la Maddalena ai piedi di Gesù Nazareno. È uno dei dettagli artistici più rilevanti dell’intero edificio e dà alla chiesa un peso che va oltre la semplice dimensione parrocchiale.

Anche la volta a vela merita attenzione, perché raffigura i quattro evangelisti e al centro la colomba eucaristica, inseriti in un cielo con nuvole. Insomma, l’apparato decorativo non è ornamentale e basta: costruisce una vera narrazione religiosa distribuita sulle superfici voltate.

Il presbiterio e l’apparato liturgico

Il presbiterio è rialzato di due gradini rispetto all’aula. Al suo centro si trovano l’altare maggiore e gli arredi liturgici. A sua volta, la mensa è ulteriormente rialzata di due gradini tramite una pedana in marmo collegata all’altare maggiore.

Sia la pavimentazione sia gli arredi liturgici sono in marmo. Sulla parete absidale si trovano invece il coro ligneo e la pala d’altare, inserita entro una cornice ovale e raffigurante la Maddalena. L’assemblea è disposta in panche a battaglione, secondo l’orientamento dell’aula, mentre il vecchio pulpito resta collocato sulla parete sinistra del presbiterio.

Dalle origini medievali alla ricostruzione del Seicento

La chiesa attuale sorge sulle rovine di una precedente chiesa di origine medievale, quando il luogo era retto dai frati benedettini della comunità di San Mauro di Pulcherada. Questa è la base più antica della sua storia.

Nel 1627, poco prima della peste, la chiesa di Groscavallo venne ricostruita. Tra i promotori di quell’intervento ci fu anche Pietro Garino, figura centrale anche per la nascita del santuario di Forno Alpi Graie. Una descrizione di quell’edificio compare poi nella relazione per la visita pastorale del 1750, in un periodo in cui erano ancora vive le lunghe tensioni tra Forno e Groscavallo per la separazione della parrocchia.

L’Ottocento, il degrado e la grande rinascita

Nella prima metà dell’Ottocento la situazione dell’edificio era molto problematica. L’11 febbraio 1840 il cattivo stato della parrocchiale venne discusso in assemblea comunale. Una perizia del mastro da muro Giuseppe Rapelli stimava in 12.000 lire la spesa necessaria per la ricostruzione, e per questo si decise di chiedere un contributo all’arcivescovo Fransoni.

La visita pastorale del 1843 conferma in modo brutale la gravità del quadro. La chiesa veniva giudicata poco decorosa per una parrocchiale: pianta irregolare, esterni lasciati al rustico, crepe sulla volta sopra l’altare e soprattutto una parete ovest così interrata da far penetrare continuamente l’umidità nelle pareti e nel pavimento. In sostanza, più che devozione, l’ambiente trasmetteva disagio.

I lavori di trasformazione e recupero vennero eseguiti tra il 1845 e il 1851, per poi arrivare alla benedizione dell’opera finita nel 1852. L’iniziativa fu del parroco don G. Perrucchietti, con l’aiuto dell’arcivescovo di Torino monsignor Fransoni, con donazioni del re Carlo Alberto e con il contributo gratuito della popolazione locale. Il progetto fu affidato all’architetto Bertolotti, mentre la realizzazione venne seguita dai maestri muratori fratelli Robetto di Migliere.

Gastaldi, la meridiana e i restauri più recenti

Nel 1854 i Robetti dipinsero la meridiana sulla facciata. Nel 1880, inoltre, furono ancora loro a occuparsi del suo restauro, come ricorda anche la scritta sottostante.

Un altro passaggio decisivo arriva tra 1867 e 1878. Durante un soggiorno estivo a Groscavallo, il pittore Andrea Gastaldi iniziò l’affresco della semicupola con la Maddalena ai piedi di Gesù Nazareno, nella scena della Cena in casa di Simone. L’opera venne poi completata nel 1878 da due suoi allievi, il Raffaele e la Spurgazzi.

Nella relazione per la visita pastorale del 1869, don Perrucchietti annotava anche un dettaglio molto interessante: la memoria più antica si trovava nella croce del campanile, sulla quale era incisa la data 1452. Inoltre, nell’altare maggiore della vecchia chiesa distrutta furono ritrovate monete coniate al tempo di Emanuele Filiberto, con l’impronta dell’aquila e la data 1532.

Più vicino a noi, nel 1951 le decorazioni interne furono restaurate da Forneris, mentre nel 2011 il tetto è stato interessato da lavori di rifacimento. Oggi, infatti, la chiesa presenta un buono stato conservativo.

FAQ – Guida rapida alla Chiesa di Santa Maria Maddalena

Dove si trova la Chiesa di Santa Maria Maddalena di Groscavallo?

La chiesa si trova su un terrapieno rialzato a lato della strada provinciale ed è raggiungibile con una scalinata che conduce fino all’ingresso.

La chiesa è ancora officiata?

Sì, la Chiesa di Santa Maria Maddalena di Groscavallo è officiata regolarmente, quindi continua a svolgere la sua funzione religiosa.

Qual è l’opera artistica più importante all’interno?

L’elemento più notevole è l’affresco della semicupola, opera di Andrea Gastaldi, che raffigura la Maddalena ai piedi di Gesù Nazareno.

Com’è fatta la facciata della chiesa?

La facciata è rivolta a sud, è tinteggiata di bianco, presenta un portone ligneo scolpito, una finestra semicircolare, un timpano triangolare e una meridiana sulla parasta angolare sinistra.

Quando è stata ricostruita la chiesa?

La chiesa fu ricostruita nel 1627, ma l’intervento che definisce in modo decisivo l’aspetto attuale risale ai lavori eseguiti tra il 1845 e il 1851, con benedizione finale nel 1852.

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende