Valprato Soana: storia dell’alta Val Soana tra San Besso, borgate e memoria del Novecento

Da Alessandro Maldera
Maggio 01, 2026

La storia di Valprato Soana nasce in montagna e si legge a strati. Prima arrivano le tracce antiche e le tradizioni religiose legate a San Besso e a Sant’Orso di Aosta. Poi, però, il paese attraversa Medioevo, passaggi di eserciti e una lunga vita di borgate. Infine, il Novecento lascia segni forti: l’unione comunale del 1928, la guerra, lo spopolamento e la memoria di chi è partito.
– Primi anni del VI secolo: la tradizione locale ricorda le predicazioni di Sant’Orso di Aosta nell’area di Valprato
– Medioevo: il territorio attraversa fasi di tensione sociale con rivolte pauperiste e, in seguito, registra il passaggio di diversi eserciti, con un riferimento particolare a quello francese
– 1653: la memoria locale collega a violente alluvioni e frane importanti sconvolgimenti della vallata e dei suoi abitati
– 1731: viene costruito il Santuario della Natività di Maria Vergine a Iornea su una cappella preesistente (pianta ottagonale e copertura a lose)
– 1897: una targa ricorda il contributo di Umberto I per la scuola di Piamprato
– 1 agosto 1898: una lapide ricorda la visita di Umberto I a Valprato
– 1928: il comune di Valprato si unisce a Campiglia Soana e nasce l’attuale comune di Valprato Soana
– 1944: in località Pianetto si schiantano due aerei inglesi della South African Air Force diretti a rifornire i partigiani sui monti; muore l’equipaggio
– Dopoguerra: la valle affronta un forte spopolamento; molti abitanti passano dai mestieri itineranti (magnin) al lavoro in pianura come muratori, carpentieri e carrozzieri nel torinese
– 2013: il comune dedica un monumento a Pianetto in memoria dell’incidente aereo del 1944
Origini antiche e prime tracce sul territorio
Valprato Soana rivendica origini molto antiche, però non possiede una data certa di fondazione. Tuttavia, il territorio restituisce alcuni manufatti di epoca romana, e quindi suggerisce una presenza umana almeno in quell’età. Inoltre, alcune letture locali ipotizzano una frequentazione ancora precedente, collegandola ai Salassi, ma qui conviene restare sul terreno delle ipotesi.
In ogni caso, la valle racconta un dato stabile: la montagna ha sempre imposto una vita dura, e quindi le comunità hanno costruito identità, devozioni e solidarietà attorno ai luoghi di culto e alle borgate.
San Besso e Sant’Orso: la tradizione religiosa che “regge” la valle
La comunità lega la propria storia antica soprattutto alla tradizione che colloca, sui monti attorno a Valprato, il martirio di San Besso. La valle lo venera da secoli e, inoltre, la parrocchiale conserva un affresco che lo raffigura.
La narrazione popolare descrive San Besso come un soldato romano della legione Tebea, che avrebbe evangelizzato le popolazioni di montagna, allora in gran parte pastorali. La tradizione racconta anche la rupe da cui lo avrebbero gettato, e che porta il suo nome. Accanto a questa versione, circolano altre varianti: per esempio, una ricostruzione lo collega a un banchetto con carne rubata e alla reazione violenta dei montanari, prima dell’arrivo dei legionari.
Nei primi anni del VI secolo, inoltre, l’abitato entra nella memoria delle predicazioni di Sant’Orso di Aosta. Così, Valprato Soana si inserisce in un sistema di culti che unisce la valle al mondo valdostano, soprattutto attraverso i valichi e le antiche vie di montagna.
Medioevo: rivolte, passaggi di eserciti e tensioni locali
In epoca medievale il paese attraversa fasi instabili. Il testo ricorda alcune rivolte pauperiste e, poi, il passaggio di diversi eserciti, con un riferimento specifico a quello francese. Inoltre, la valle non resta estranea alle dispute tra i conti di Valperga e i San Martino, prima del passaggio sotto i Savoia: è un quadro tipico del Canavese, dove le signorie locali si contendono territori e fedeltà.
Qui il punto non è “fare l’elenco delle guerre”, ma capire la conseguenza: in montagna le comunità pagano sempre un prezzo, perché ogni passaggio militare pesa su risorse, scorte e sicurezza.
Il comune di oggi nasce nel 1928
Il passaggio amministrativo più importante arriva nel 1928, quando il comune di Valprato si unisce a quello di Campiglia Soana e assume la denominazione attuale di Valprato Soana. Da quel momento il territorio include tre poli dell’alta valle: Valprato, Campiglia e Piamprato.
Il capoluogo si trova in località Corzonera (circa 1100 metri). Inoltre, proprio qui la valle si biforca: da una parte sale verso Campiglia, dall’altra verso Piamprato. Questa geografia spiega anche la struttura “a borgate” della comunità, perché ogni ramo della valle ha costruito i propri punti di riferimento religiosi e civili.
Chiese e santuari: la storia “scritta” nelle borgate
Qui Valprato Soana diventa molto concreta: la storia passa dagli edifici.
- Il Santuario di Iornea colpisce per la forma ottagonale e per gli affreschi ben conservati. Inoltre, il pronao con volta a crociera e l’Annunciazione sopra l’ingresso lo rendono un punto forte del racconto storico locale.
- A Corzonera la parrocchiale di San Silverio mantiene un aspetto raccolto: piccolo protiro in facciata, portico laterale e sagrato con una statua di Cristo benedicente. Sotto la statua, la tradizione ricorda anche un quadrato palindromo, il Sator. Dentro, invece, il paese lega l’altare maggiore a San Besso, mentre gli altari laterali dedicano spazio a Sant’Antonio da Padova e alla Madonna del Carmelo.
- A Campiglia la valle concentra un altro segno fortissimo: la chiesa più antica, riferita all’anno 1000, dedicata a San Giovanni e a Sant’Orso. Inoltre, il campanile isolato su una roccia e gli affreschi votivi sulle case rafforzano l’identità del borgo.
Poi ci sono le borgate “minori” che, però, contano moltissimo per la memoria locale. Chiesale conserva la cappella di Santa Liberata (inizio XIX secolo) e, soprattutto, una leggenda famosa sulle mahche, donne capaci di trasformarsi in gatto: è folklore, certo, però racconta come la valle abbia trasformato paure e superstizioni in narrazione collettiva. Allo stesso modo, Andorina lega una chiesetta e una festa a Sant’Antonio alla storia del “bambino benedetto” e della medaglietta protettiva: anche qui parla la tradizione, non un atto notarile.
Il Novecento: partigiani, i due aerei del 1944 e il monumento del 2013
Durante la Seconda guerra mondiale la valle ospita reparti partigiani e subisce distruzioni e combattimenti. Inoltre, nel 1944, in località Pianetto, si schiantano due aerei inglesi della South African Air Force, impegnati in missioni di rifornimento ai partigiani sui monti. L’evento provoca la morte dell’equipaggio.
Nel 2013 il comune dedica un monumento al ricordo di quell’episodio. Questo passaggio è importante perché collega la memoria locale a una storia più ampia: la valle non resta un margine, ma entra nel cuore della logistica e dei rischi della Resistenza.
Dopoguerra e spopolamento: dai magnin alle fabbriche del torinese
Dopo la guerra, Valprato Soana affronta lo spopolamento. La montagna offre poco, e quindi molte famiglie cercano altrove condizioni migliori. In passato gli uomini partivano come magnin (stagnini e calderai). Nel dopoguerra, però, cambia la direzione: molti cercano lavoro nelle città della vallata e, soprattutto, nel torinese come muratori, carpentieri e carrozzieri nelle fabbriche d’auto.
Qui la storia diventa quasi sociale: non parla più solo di chiese e leggende, ma di lavoro, partenze e ritorni estivi.
Valprato Soana oggi: borgate, turismo e identità
Oggi Valprato Soana tiene insieme due immagini. Da una parte mostra un paese di case ben conservate, balconate in legno o ferro, alberghi storici e borgate restaurate. Dall’altra conserva segni espliciti della memoria: il monumento del 1944, il Monumento agli stagnini a Piamprato, le targhe che ricordano contributi e visite (come quella di Umberto I a Valprato nel 1898, e il contributo per la scuola di Piamprato nel 1897).
Inoltre, la valle entra nel perimetro del Parco Nazionale del Gran Paradiso e rafforza la propria identità turistica tra sentieri, sci e natura. Però la storia resta la stessa: una comunità di montagna che si è adattata, senza cancellare la propria memoria.
FAQ – ultimo sguardo alla storia di Valprato Soana
Nel 1928, quando Valprato si unisce a Campiglia Soana e assume la denominazione attuale di Valprato Soana
Perché la tradizione colloca nei monti attorno a Valprato il suo martirio e perché la devozione verso San Besso unisce molte comunità della Val Soana e anche aree vicine
Nel 1944 si schiantarono due aerei inglesi della South African Air Force che portavano rifornimenti ai partigiani, e il comune ha ricordato l’evento con un monumento nel 2013
Il Santuario di Iornea (1731), la parrocchiale di San Silverio a Corzonera, la chiesa antica di Campiglia legata a Sant’Orso, e le cappelle di borgata come San Grato a Piamprato
Perché la montagna offriva poche opportunità: così molti partirono, passando dai mestieri itineranti dei magnin ai lavori nelle città e nelle fabbriche del torinese

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



