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Umberto Massola: il pinerolese che porta Torino dentro la clandestinità antifascista e gli scioperi del 1943

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Da Alessandro Maldera

Aprile 25, 2026

Umberto Massola nasce a Pinerolo il 30 settembre 1904 e diventa presto un militante operaio di primo piano. Inoltre, la sua storia si incolla a Torino: dalle prime manifestazioni giovanili alla difesa dell’Ordine Nuovo, fino alla spinta organizzativa degli scioperi del marzo 1943. Tuttavia il suo profilo non resta locale, perché lavora tra Francia, Mosca e rientri clandestini. Infine, dopo la guerra, entra nelle istituzioni: Costituente e Parlamento nelle prime legislature.

Torino, clandestinità e svolta del 1943

– Nato a Pinerolo (1904), cresce politicamente nel clima di Torino e dell’antifascismo operaio

– Arresto nel 1927, assoluzione e poi esilio in Francia (1929) nel Centro estero del partito

– Tra Parigi, Mosca e rientri clandestini, dirige l’organizzazione e costruisce il Centro interno

– Dal 1941 organizza la stampa clandestina: Quaderno del lavoratore, Grido di Spartaco, Unità (1942)

– Nel marzo 1943 contribuisce agli scioperi che da Torino si estendono nel Nord Italia

Dalla Val Pellice a Torino: le prime scelte politiche

Massola cresce in Piemonte e, già da giovanissimo, entra nel clima politico torinese. A 13 anni partecipa a Torino alle manifestazioni contro la guerra organizzate dopo la rotta di Caporetto. Di conseguenza, il suo ingresso nella politica non nasce “a tavolino”, ma dentro una città che si muove.

Nel 1920 si iscrive al Partito Socialista. L’anno dopo, nel 1921, entra nel Partito Comunista d’Italia. Inoltre partecipa alla difesa della redazione della rivista «L’Ordine Nuovo» dagli attacchi delle squadracce fasciste, collocandosi subito nel punto più esposto dell’antifascismo torinese.

L’arresto del 1927 e la scelta dell’esilio

Nel 1927 viene arrestato e deferito al Tribunale speciale con l’accusa di aver organizzato una riunione politica in occasione del Primo Maggio. Dopo oltre un anno di carcere in attesa di giudizio, viene assolto per insufficienza di prove. Tuttavia la pressione resta e, nel 1929, espatria clandestinamente in Francia per lavorare nel Centro estero del partito.

In Francia viene eletto nel Comitato centrale della FGCI. Poi, nel 1930, torna ancora in Italia come ispettore tra Veneto e Friuli. Quindi la sua vita diventa un alternarsi di frontiere, incarichi e rischi calcolati.

Mosca, Parigi e l’ufficio organizzazione: la macchina del partito

Negli anni successivi viene inviato a Mosca per seguire i corsi della Scuola Leninista. Nel 1933 torna a Parigi. Inoltre, nel 1937, entra nel Comitato centrale del partito e dirige l’ufficio organizzazione, cioè il cuore pratico della struttura.

Nel 1939 viene inviato in Italia con Domenico Ciufoli e Cesare Massini per organizzare il Centro interno. Tuttavia, dopo poco, è costretto a riparare di nuovo in Francia. In altre parole: il suo lavoro è costruire continuità organizzativa mentre intorno si chiude tutto.

1940–1942: Jugoslavia, rientro clandestino e stampa del PCI

Nel giugno 1940 si trova in Jugoslavia con Rigoletto Martini, incaricato di preparare una base per il lavoro in Italia. Però lo scoppio della guerra ritarda la realizzazione del progetto fino all’estate successiva.

Il 1° agosto 1941 Massola rientra clandestinamente in patria. Da quel momento il suo compito è chiaro: organizzare la stampa del partito. In primo luogo promuove la redazione e la diffusione del «Quaderno del lavoratore», un periodico manoscritto nato per pubblicare documenti e appelli del partito e, inoltre, notizie diffuse da Radio Mosca e Radio Londra. Parallelamente sostiene «Il Grido di Spartaco». Infine, nel luglio 1942, riesce a far stampare «l’Unità» clandestina.

Marzo 1943: gli scioperi che partono da Torino e “accendono” il Nord

La sua attività di propaganda e organizzazione contribuisce al successo degli scioperi del marzo 1943. In particolare, la dinamica ricordata è netta: gli scioperi partono da Torino e, di conseguenza, si estendono a Milano, alla Liguria, alla Venezia Giulia, all’Emilia, proseguendo fino ad aprile.

Questo è il punto torinese più forte dell’intera biografia: Torino non è solo origine, ma miccia. Inoltre Massola viene ricordato come uno dei principali organizzatori di quella spinta operaia.

20 settembre 1943: Milano, Brigate Garibaldi e ruolo nazionale

Dopo la caduta del fascismo e il rientro in Italia del Centro estero, Massola entra a far parte della Direzione del partito. Partecipa alla riunione di Milano del 20 settembre 1943, nella quale si pongono le basi per la costituzione delle Brigate Garibaldi. Nelle fasi salienti della Lotta di Liberazione viene nominato ispettore generale delle Brigate Garibaldi.

Inoltre, nelle ricostruzioni sul suo ruolo, è indicato come promotore del primo Comitato nazionale d’azione antifascista, destinato a diventare il CLN, e come organizzatore delle prime formazioni partigiane in Piemonte e nell’Alta Italia. Quindi, anche quando si sposta, l’asse piemontese resta dentro la sua azione.

Dal dopoguerra alle istituzioni: PCI, Costituente e Parlamento

Alla fine della guerra entra nella Segreteria nazionale del partito. Con il V Congresso (1946) entra nel Comitato centrale e ricopre anche l’incarico di segretario del Comitato regionale delle Marche.

È membro dell’Assemblea Costituente. Inoltre viene eletto deputato nelle prime due legislature repubblicane, nel 1948 e nel 1953, con mandato complessivo dal 1948 al 1958.

Negli ultimi anni si dedica anche a ricerche storiche, senza abbandonare la memoria politica di cui è stato protagonista.

Scritti: perché Massola conta anche come testimone

Massola non è solo un organizzatore: lascia testi utili per capire la lotta operaia e la clandestinità. Tra gli scritti ricordati:

  • Gli scioperi 1943-1944 (1945), poi rielaborato come Gli scioperi del ’43. Marzo-aprile: le fabbriche contro il fascismo (1973)
  • Marzo 1943, ore 10 (1950; seconda edizione 1963, con traduzione tedesca nel 1953)
  • Memorie 1939-1941 (1972)

Quindi, oltre ad aver agito, ha anche “messo in pagina” una parte della storia.

Morte

Umberto Massola muore a Roma il 13 febbraio 1978.

Delucidazioni su Massola e gli scioperi del 1943

Chi era Umberto Massola?

Fu un attivista e politico nato a Pinerolo (1904), operaio e dirigente del PCI, protagonista della clandestinità e poi parlamentare nella Repubblica.

Che legame ha con Torino?

Torino è centrale: partecipò alle manifestazioni contro la guerra da ragazzo, difese l’Ordine Nuovo e contribuì all’organizzazione degli scioperi del marzo 1943 partiti dalla città.

Perché viene ricordato per la stampa clandestina?

Perché dopo il rientro clandestino del 1° agosto 1941 organizzò strumenti di propaganda e informazione come il Quaderno del lavoratore, Il Grido di Spartaco e riuscì a far stampare l’Unità clandestina nel luglio 1942.

Quale ruolo ebbe nella Resistenza?

Dopo il 20 settembre 1943 partecipò alla costruzione delle Brigate Garibaldi e, nelle fasi decisive della Liberazione, fu nominato ispettore generale.

Che incarichi ebbe dopo la guerra?

Entrò nella Segreteria nazionale del PCI, fu membro della Costituente e poi deputato nelle legislature del 1948 e 1953, restando in Parlamento fino al 1958

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende