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Rivarolo Canavese nella storia: dalle origini di Riparolium al titolo di città e alle trasformazioni contemporanee

Alessandro Maldera Avatar

Da Alessandro Maldera

Aprile 20, 2026

La storia di Rivarolo Canavese è quella di un centro che, nel tempo, ha saputo trasformarsi da borgo medievale a uno dei riferimenti più forti del Canavese. Le sue radici affondano in un passato antico, fatto di tracce romane, signorie locali, lotte feudali e primi spazi di autonomia comunale. Inoltre, nei secoli la città ha cambiato volto più volte, passando dalle mura medievali all’assetto barocco, fino allo sviluppo produttivo del dopoguerra. Proprio per questo, Rivarolo non va letta come un semplice comune di pianura, ma come un luogo che ha accumulato peso storico, civile e urbano.

Il filo storico della città

  • tracce più antiche legate alla centuriazione tardo imperiale
  • documentazione medievale dal 1000 con il nome di Riparolium
  • ruolo dei San Martino e dei Valperga nella storia feudale del borgo
  • Statuti comunali, mura e prime forme di autonomia
  • trasformazione urbana tra impianto medievale e volto barocco
  • titolo di città, sviluppo ottocentesco, crescita del dopoguerra e passaggi recenti delicati

Le origini: Riparolium e il territorio lungo l’Orco

Le tracce più antiche legate al territorio di Rivarolo risalgono all’epoca tardo imperiale e consistono soprattutto nei segni della centuriazione delle campagne circostanti. Questo dato non racconta ancora una città strutturata, ma indica comunque un’area già organizzata e sfruttata.

Il primo documento storico certo che cita il borgo risale invece al 1° novembre 1000, quando compare il nome Riparolium. Il toponimo significa piccolo luogo sulla riva e si collega in modo diretto alla posizione dell’abitato sulla destra orografica del torrente Orco. Poco dopo, nel 1014, il re Arduino donò all’Abbazia di Fruttuaria il borgo di Obiano, oggi frazione del comune.

Feudi, signori locali e lotte nel Medioevo

Dal XIII secolo risultano presenti a Rivarolo i conti di San Martino, insediati nel castello Malgrà. Un secolo dopo entrarono in scena anche i conti di Valperga. Per lungo tempo queste due famiglie rivali si scontrarono tra loro, mentre sullo sfondo agivano anche i marchesi del Monferrato, i conti di Savoia e i principi d’Acaia.

Nel corso del Medioevo, quindi, Rivarolo si trovò spesso coinvolta nelle lotte tra poteri locali e sovralocali. Non fu un borgo periferico e tranquillo, ma un centro inserito in un’area di forti tensioni politiche e territoriali.

Il 1362 e l’occupazione della Compagnia Bianca del Falco

Uno degli episodi più noti della storia medievale rivarolese si verificò nel 1362, quando il borgo fu occupato dalla Compagnia Bianca del Falco. Si trattava di un gruppo di mercenari veterani della guerra dei Cent’anni, scesi in Italia dopo la Pace di Brétigny e guidati da Alberto Sterz.

In quella compagnia militava già anche il futuro e più celebre comandante John Hawkwood. Questo episodio mostra bene quanto il territorio canavesano fosse esposto, in quel periodo, a passaggi militari e interferenze legate a scenari molto più ampi del semplice conflitto locale.

I Savoia, gli Statuti e il primo governo comunale

Le continue guerre tra i San Martino e i Valperga finirono per esasperare gli abitanti. Per questo i rivarolesi chiesero aiuto alla casata dei Savoia, cercando una mediazione che riportasse ordine nel borgo.

Grazie all’intervento sabaudo, Rivarolo ottenne degli Statuti, considerati simboli concreti di autonomia e prosperità. Le fonti ricordano una prima concessione nel 1358, poi ulteriormente ampliata nel 1571. Da quel momento la città attraversò una fase di maggiore stabilità e gli abitanti ebbero la possibilità di organizzare un primo governo di tipo comunale. Non era ancora l’autonomia moderna nel senso pieno, ma era comunque un passaggio decisivo.

Il castello, le mura e la forma della città medievale

L’originario nucleo altomedievale si sviluppava nell’area vicina al Castellazzo. Nel corso del Duecento il tessuto urbano si ampliò con un impianto definito “a pettine”, destinato a segnare la struttura del borgo.

Nel 1358 fu inoltre autorizzata la costruzione delle mura di cinta, che rafforzarono la difesa dell’abitato e ne confermarono il ruolo strategico. Nei secoli successivi, però, questa cinta perse progressivamente funzione e dal XVIII secolo iniziò a essere abbattuta per consentire l’espansione urbana.

Tra i simboli più forti della città resta il Castello Malgrà, edificio trecentesco tra i più rappresentativi della storia locale.

Il Settecento e la trasformazione barocca

A metà del Settecento, il tessuto urbano medievale di Rivarolo venne rimodellato secondo canoni barocchi. La città cambiò quindi volto, lasciandosi alle spalle parte della rigidità difensiva del passato per assumere un’impronta più ordinata e scenografica.

In questo quadro si inserisce anche la centralità di Via Ivrea, antica via Maestra, ancora oggi conosciuta per i suoi lunghi portici. È uno degli spazi che spiegano meglio il passaggio da borgo medievale a centro urbano più elegante e aperto.

Il nome Canavese e il titolo di città

Una delle denominazioni più antiche della città è dunque Riparolium, ma nel tempo si rese necessario distinguere Rivarolo da altri centri con nome simile. Per questo un Regio Decreto del 21 dicembre 1862 autorizzò l’aggiunta dell’aggettivo Canavese.

Pochi mesi dopo, nel 1863, il comune venne insignito del titolo di città. Si tratta di un riconoscimento importante, perché segna il consolidamento del ruolo civile e territoriale raggiunto da Rivarolo nell’Ottocento.

L’Ottocento tra ferrovia, servizi e figure di rilievo

Nella seconda metà dell’Ottocento la città conobbe una fase di crescita importante. Tra i fattori decisivi va ricordata la realizzazione del collegamento ferroviario con Torino, che rafforzò i rapporti con il capoluogo e contribuì allo sviluppo cittadino.

Anche sul piano sociale e civile il periodo fu molto dinamico. Le fonti ricordano infatti la nascita del primo asilo aportiano del Piemonte, fondato dal sindaco Maurizio Farina e dalla Beata Antonia Maria Verna, insieme alla creazione dell’Ospedale, della Società di Mutuo Soccorso, della Filarmonica e del Gabinetto Letterario.

Tra le figure storiche documentate dell’epoca spiccano Alerino Palma di Cesnola (1776-1851), patriota risorgimentale, e Luigi Palma di Cesnola (1832-1904), volontario nella Prima guerra d’indipendenza e poi primo direttore del Metropolitan Museum di New York.

Il Novecento: opere pubbliche, Resistenza e crescita urbana

Nei primi decenni del Novecento Rivarolo vide la realizzazione di numerose opere di pubblica utilità. Tra queste si possono ricordare la rete elettrica, le fognature, l’acquedotto, le scuole pubbliche e il mattatoio.

Nel periodo 1943-1945, inoltre, la comunità rivarolese ebbe un ruolo attivo nella lotta di Liberazione. Successivamente, tra gli anni Cinquanta e Ottanta, la città conobbe una forte espansione urbanistica, con ammodernamento della rete stradale, ristrutturazioni edilizie e realizzazione di nuove infrastrutture come scuole, impianti sportivi e Biblioteca Comunale.

Dal dopoguerra, Rivarolo ha avuto anche un importante sviluppo economico nel Canavese, grazie alla presenza di molte attività commerciali e manifatturiere, e fu interessata da una forte immigrazione.

L’alluvione del 24 settembre 1993

Tra gli episodi più duri della storia recente c’è l’alluvione del 24 settembre 1993, che distrusse l’antico ponte sull’Orco. Fu un evento traumatico, non solo per le conseguenze materiali, ma anche per il valore simbolico di un’infrastruttura storica improvvisamente cancellata.

Ancora oggi quella data resta una delle più ricordate nella memoria cittadina, proprio perché segnò un passaggio brusco e doloroso nel rapporto tra la città e il suo territorio.

Il 2012 e lo scioglimento del consiglio comunale

Nel maggio 2012 il consiglio comunale di Rivarolo Canavese venne sciolto in via cautelativa per sospetta infiltrazione mafiosa, a seguito dell’inchiesta denominata Minotauro. Il Consiglio dei Ministri approvò lo scioglimento sulla base della normativa antimafia.

Nella ricostruzione pubblica di quella vicenda viene ricordato anche che nessun membro dell’amministrazione risultò coinvolto in procedimenti penali connessi all’inchiesta. Resta comunque uno dei momenti più delicati e pesanti della storia civica contemporanea della città.

I simboli della città: stemma e gonfalone

Anche i simboli civici raccontano una parte dell’identità di Rivarolo Canavese. Lo stemma cittadino è uno scudo ovale con in alto una corona a cinque torri, sormontata da un gallo, e alla base la scritta “Vigilantia”. Lo scudo è di colore argento con bande nere.

Il gonfalone consiste invece nello stemma cittadino posto al centro di un drappo azzurro. Questo richiama il gonfalone del 1848, nato in occasione della concessione dello Statuto Albertino.

Una città che continua a rileggere il proprio passato

Rivarolo Canavese continua a mantenere un rapporto vivo con la propria storia. Un esempio recente è la celebrazione del 250° anniversario della parrocchia di San Giacomo, nel ciclo 1775-2025. Questo tipo di ricorrenze mostra bene come il passato cittadino non venga percepito come materiale da archivio, ma come una parte attiva della memoria collettiva.

FAQ – Le domande più utili sul passato di Rivarolo

Le domande più utili sul passato di Rivarolo

Una delle forme più antiche documentate è Riparolium, termine che indica un piccolo insediamento sulla riva. Il riferimento è alla posizione della città accanto al torrente Orco.

Quando Rivarolo Canavese ottenne gli Statuti?

I primi Statuti comunali furono concessi nel 1358 grazie all’intermediazione sabauda. In seguito vennero ampliati nel 1571.

Chi occupò Rivarolo nel 1362?

Nel 1362 il borgo fu occupato dalla Compagnia Bianca del Falco, gruppo di mercenari guidati da Alberto Sterz, nel quale militava anche il futuro condottiero John Hawkwood.

Quando Rivarolo divenne città?

Rivarolo ottenne il titolo di città nel 1863, poco dopo che nel 1862 era stata autorizzata l’aggiunta di Canavese al nome ufficiale.

Che cosa accadde nel 2012?

Nel maggio 2012 il consiglio comunale fu sciolto in via cautelativa per sospetta infiltrazione mafiosa, nel quadro dell’inchiesta Minotauro.

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende