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Cappella di San Sebastiano di Coassolo Torinese, piccolo edificio, ma di grande memoria

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Da Alessandro Maldera

Aprile 14, 2026

La Cappella di San Sebastiano di Coassolo Torinese si trova fuori dal centro abitato, in posizione appartata, nella borgata Molaro. Si tratta di un edificio piccolo e semplice, ma capace di custodire elementi storici e artistici di grande interesse. Inoltre, la sua struttura in pietra, l’antico affresco interno e le origini molto antiche la rendono una tappa significativa per chi vuole scoprire Coassolo Torinese. Proprio per questo, merita uno sguardo attento, non solo veloce.

I particolari che raccontano la cappella

– Si trova nella borgata Molaro, a nord del centro di Coassolo Torinese
– Sorge su una piccola altura, a ridosso della strada
– Ha una facciata a capanna rivolta a sud-ovest
– L’interno conserva un affresco tra XV e XVI secolo
– Il tetto è in lose e il campanile è a vela

Dove si trova la Cappella di San Sebastiano di Coassolo Torinese

La cappella si trova al di fuori del centro di Coassolo Torinese, verso nord, nella borgata chiamata Molaro. L’edificio sorge su una piccola altura, sul lato sinistro della strada, e appare isolato rispetto alle altre costruzioni. Proprio questa posizione, appartata ma ben riconoscibile, contribuisce al suo fascino.

La facciata è orientata verso sud-ovest. Di conseguenza, la cappella si presenta come una presenza discreta nel paesaggio, quasi nascosta, ma comunque ben leggibile nella sua struttura essenziale. Per chi esplora il territorio comunale, rappresenta una sosta interessante soprattutto perché conserva l’aspetto tipico di una piccola architettura religiosa rurale.

Com’è fatta la cappella

La Cappella di San Sebastiano di Coassolo Torinese ha una pianta quadrangolare ad aula unica. Si tratta quindi di uno spazio modesto nelle dimensioni, ma organizzato con chiarezza. L’aula interna è coperta da una volta a crociera, mentre la struttura portante è in muratura di pietra locale.

All’esterno, i prospetti laterali e la facciata mostrano la pietra a vista. Internamente, invece, le superfici sono intonacate e tinteggiate di bianco, scelta che rende l’ambiente più luminoso e mette in risalto la parete dell’altare. Il tetto è a doppia falda, con struttura lignea e copertura in lose, secondo una soluzione molto diffusa nell’architettura tradizionale del territorio.

Anche la facciata è semplice ma riconoscibile. Presenta infatti un fronte a capanna, con porta centrale in legno a un battente, due finestrelle rettangolari ai lati e, sopra l’ingresso, una finestrella ellittica. Inoltre, nella muratura si intravede ancora l’arco di imposta dell’apertura originaria, dettaglio che racconta una fase costruttiva più antica.

Gli interni e l’affresco recuperato

L’interno della cappella conserva l’elemento più prezioso dell’edificio: sulla parete frontale, dietro l’altare in muratura tinteggiato di bianco, è stato recuperato un affresco databile tra il XV e il XVI secolo. Questo dipinto raffigura la Madonna con il Bambino al centro, affiancata da vari santi.

A sinistra compaiono San Sebastiano e San Giovanni Battista. A destra, invece, si vedono San Rocco e Sant’Antonio Abate. Non si tratta quindi di una decorazione secondaria, ma di una testimonianza artistica importante, emersa durante gli ultimi restauri e oggi centrale nella lettura storica della cappella.

La pavimentazione è in bargioline, mentre l’assemblea è organizzata con panche a battaglione, disposte in modo coerente con il volume dell’aula e con l’orientamento liturgico dello spazio. Tutto, insomma, conferma una struttura essenziale, raccolta e pensata per una devozione locale concreta, non monumentale.

Una storia antica tra Medioevo, affreschi e restauri

La tradizione fa risalire la costruzione della cappella tra XI e XII secolo. All’interno dell’edificio, una targhetta colloca proprio in quell’epoca le sue origini. Secondo questa lettura, la cappella sarebbe nata come un’antica posa, successivamente chiusa sul fronte. Non a caso, la facciata lascia ancora riconoscere con evidenza l’arco d’imposta dell’apertura originaria.

Molti secoli dopo, tra XV e XVI secolo, l’edificio si arricchì degli affreschi interni. Si tratta di un passaggio decisivo, perché aggiunge al valore architettonico anche un interesse figurativo e devozionale. Gli affreschi, infatti, sono venuti nuovamente alla luce solo in epoca recente, durante gli interventi di recupero.

Il momento più importante del Novecento arriva invece negli anni Novanta. In quel periodo la cappella viene restaurata integralmente. I lavori riguardano il rifacimento del tetto, il rinnovo della pavimentazione, il recupero dei fronti esterni e la rimozione dell’intonaco per riportare in evidenza la struttura in pietra. Inoltre, viene restaurato anche l’affresco della parete d’altare, oggi uno degli elementi più rilevanti dell’edificio.

Facciata, campaniletto e dettagli esterni

Uno degli aspetti più interessanti della cappella è il rapporto tra semplicità e identità. La facciata, infatti, non è elaborata, ma presenta elementi che la rendono subito riconoscibile. Oltre alla porta centrale e alle due finestrelle laterali, spicca la finestrella ellittica sopra l’ingresso, che alleggerisce il prospetto.

Sopra il tetto, in posizione centrale e in corrispondenza della muratura di facciata, si alza un piccolo campaniletto a vela. Le sue superfici sono intonacate e la copertura è formata da due lose a doppia falda. È un dettaglio minuto, però molto importante, perché completa il profilo della cappella e ne rafforza il carattere religioso.

Anche i prospetti laterali sono in pietra a vista. Dopo il restauro degli anni Novanta, questo aspetto è diventato ancora più leggibile. Così, l’edificio mostra oggi con maggiore chiarezza il suo impianto costruttivo tradizionale.

Stato di conservazione e funzione religiosa

Nel complesso, la cappella si presenta in buono stato esterno. All’interno, invece, si rilevano alcuni fenomeni di umidità parietale, che interessano la conservazione delle superfici. Nonostante ciò, l’ambiente mantiene un discreto stato conservativo e continua a conservare il proprio valore storico e devozionale.

La cappella, inoltre, viene officiata in occasione della festa del santo titolare. Questo significa che non è soltanto un edificio storico, ma anche un luogo che conserva ancora un legame con la vita religiosa locale. Ed è proprio questo intreccio tra memoria, arte e uso rituale a darle un peso particolare nel contesto di Coassolo Torinese.

FAQ – Dubbi comuni, risposte chiare

Dove si trova la Cappella di San Sebastiano di Coassolo Torinese?

Si trova nella borgata Molaro, a nord del centro di Coassolo Torinese. Sorge su una piccola altura, vicino alla strada e in posizione isolata rispetto alle altre costruzioni.

Di che epoca è la Cappella di San Sebastiano di Coassolo Torinese?

La costruzione viene fatta risalire tra XI e XII secolo. Inoltre, all’interno sono stati recuperati affreschi databili tra XV e XVI secolo.

Cosa si vede all’interno della cappella?

L’interno conserva un affresco sulla parete dell’altare con la Madonna col Bambino e i santi Sebastiano, Giovanni Battista, Rocco e Antonio Abate. Sono presenti anche l’altare in muratura e la pavimentazione in bargioline.

Quali sono le caratteristiche architettoniche principali?

La cappella ha pianta quadrangolare ad aula unica, volta a crociera, muratura in pietra locale, tetto a doppia falda in lose e un piccolo campaniletto a vela sopra la facciata.

La cappella è ancora utilizzata per il culto?

Sì, la cappella viene officiata in occasione della festa del santo titolare. Quindi conserva ancora oggi una funzione religiosa legata alla comunità locale.

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende