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Chiesa dei Santi Pietro e Paolo Apostoli di Cantoira: campanile romanico, ampliamento settecentesco e interni decorati

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Da Alessandro Maldera

Aprile 11, 2026

La Chiesa dei Santi Pietro e Paolo Apostoli di Cantoira è uno dei luoghi religiosi più interessanti del paese. Si trova in località Foieri, in posizione elevata rispetto alla strada provinciale, ed è raggiungibile percorrendo via della Chiesa fino all’ampio piazzale d’ingresso. Oggi appare come un edificio unitario, ma in realtà nasce dalla sovrapposizione di più fasi storiche. Proprio per questo racconta, meglio di altri luoghi, l’evoluzione religiosa e architettonica di Cantoira nel corso dei secoli.

Colpo d’occhio sulla chiesa

– Si trova in località Foieri, in posizione sopraelevata rispetto alla provinciale
– Unisce una parte romanica antica e un ampliamento settecentesco
– Conserva un campanile romanico alto circa 21 metri
– La facciata ha decorazioni ottocentesche di gusto neoclassico
– L’interno sorprende per la volta lignea azzurra e il cielo stellato

Dove si trova e perché colpisce subito

Il complesso parrocchiale sorge in località Foieri, in una posizione appartata e leggermente isolata rispetto agli edifici circostanti. Inoltre la facciata principale guarda verso est, mentre l’accesso avviene da via della Chiesa, che accompagna fino al sagrato.

Quello che si vede oggi non coincide del tutto con la chiesa originaria. Infatti l’impianto antico ha subito trasformazioni profonde, tanto che la sua fisionomia iniziale è stata in parte rimodellata. Il risultato è un insieme architettonico molto particolare, perché mette insieme la parte più antica, di origine romanica, e il grande ampliamento settecentesco costruito con orientamento opposto rispetto alla fabbrica medievale. In Val Grande non è una caratteristica comune, e proprio qui sta una parte del suo fascino.

Un complesso formato da due chiese in una

Nel suo insieme, la parrocchiale è composta da due impianti distinti. Da una parte c’è il nucleo più antico, che comprende l’attuale presbiterio, la sacrestia, la torre campanaria e l’ambiente principale dell’oratorio di Santa Croce, oggi dismesso al culto e destinato a Ecomuseo del Sacro. Dall’altra parte c’è l’ampliamento settecentesco, cioè lo spazio più ampio dove oggi si riunisce l’assemblea.

Ai lati del presbiterio si trovano poi due ambienti aggiunti in epoca successiva. Uno di questi corrisponde alla cappella feriale, usata per le celebrazioni quotidiane.

La chiesa nuova si sviluppa su una pianta a ottagono fortemente longitudinalizzato, quasi ellittico, con navata unica. È una soluzione insolita e molto riconoscibile. Inoltre la copertura interna della navata è realizzata con una struttura lignea dipinta, formata da assi di larice disposte a padiglione con unghie. Le pareti laterali, tuttavia, non scorrono in modo continuo, perché sono interrotte da quattro piccole cappelle incassate nel muro perimetrale.

La facciata, il tetto e le forme esterne

La facciata principale è uno degli elementi più caratteristici. Si articola infatti su tre lati, con il fronte centrale sormontato da timpano triangolare. Sull’asse centrale si apre una finestra molto particolare, ottenuta dalla sovrapposizione di figure circolari e interpretabile, sul piano iconografico, come richiamo alle teste delle chiavi di san Pietro. Subito sotto si trova il portone ligneo a doppio battente.

La superficie esterna è intonacata e decorata con pitture ottocentesche nei toni dell’ocra e del rosso, con un gusto chiaramente neoclassico. Nel timpano compare anche una scritta dipinta che ricorda il restauro promosso dal parroco Bottino con l’aiuto della popolazione: “D. Joes Bottino, populo adiuvante, hoc templum a. d. Genta erectum. Instauravit anno 1875”.

Sui lati obliqui della facciata si aprono altre porte d’accesso, sormontate da aperture di forma circolare o ovale e da aperture rettangolari, tutte evidenziate da cornici dipinte in rosso. Nella parte inferiore corre invece una zoccolatura in lastre di pietra.

Anche le facciate laterali mantengono lo stesso linguaggio decorativo. Nella zona alta si leggono le aperture rettangolari collocate in corrispondenza delle lunette interne. Il tetto, invece, è in legno con manto in lastre di pietra locale, le lose, su una copertura a doppia falda sostenuta da capriate e rinforzi lignei.

Gli interni tra cappelle, statue e cielo stellato

All’interno la chiesa ha un impianto molto scenografico ma allo stesso tempo raccolto. Le pareti sono interamente decorate a finto marmo nelle tonalità del verde, alternate a lesene rosate e a una trabeazione nei toni del bianco e dell’oro. Inoltre la volta lignea è dipinta d’azzurro come un grande cielo stellato: al centro compare la Vergine Maria, mentre ai lati trovano posto i quattro Evangelisti.

Le quattro cappelle rientranti scandiscono l’aula. Le due più grandi si trovano sull’asse trasversale della navata: quella di destra è dedicata a Santa Cristina, mentre quella di sinistra è dedicata a San Pancrazio e San Sebastiano. Le altre due cappelle, più vicine all’arco trionfale, ospitano rispettivamente la statua del Sacro Cuore di Gesù e quella di Nostra Signora di Lourdes.

Ogni cappella è sormontata da una struttura ad arco impostata a una quota più bassa rispetto alla trabeazione e custodisce un piccolo altare in muratura decorato a finto marmo. Inoltre, sulle pareti laterali, in apposite nicchie, si trovano anche le statue di San Giuseppe e Sant’Antonio.

La luce naturale entra dalle aperture collocate nelle unghie della volta. Ai lati del portone ligneo, invece, si aprono due finestre ovali. In asse con l’ingresso principale compare poi la già citata finestra dalla forma insolita, costruita con figure circolari sovrapposte. La pavimentazione dell’aula è in lastre di pietra di Luserna.

Il presbiterio, la sacrestia e l’apparato liturgico

Il presbiterio si trova in posizione rialzata rispetto alla navata ed è separato dall’aula da un arco trionfale. Qui si conserva l’altare maggiore in legno decorato, preceduto da una pedana in marmo a tre gradini. Anche la volta del presbiterio richiama il motivo del cielo stellato.

La parete di fondo è in legno intagliato e decorato. Al centro accoglie un dipinto con la Vergine affiancata dai santi Pietro e Paolo, inserito entro una cornice architettonica con colonne, trabeazione e coronamento a linea spezzata. La pavimentazione è in pietra.

Alle spalle o a lato del presbiterio si trova la sacrestia, separata da una parete lignea decorata con al centro un dipinto della Vergine con i due santi titolari. Sempre in quest’area, verso nord, uno spazio distinto è diviso dal presbiterio da due arcate a tutto sesto, mentre verso sud si apre la cappella usata per le celebrazioni feriali. Una scala laterale conduce anche a una balconata affacciata sul presbiterio e permette l’accesso al sottotetto.

L’apparato liturgico segue l’orientamento dell’aula: le panche sono disposte a battaglione in modo coerente con la forma del volume interno. Un confessionale in legno è posto lungo la parete obliqua a destra del portone d’ingresso.

Il campanile romanico e la cappella feriale

Sul fianco nord si alza la torre campanaria, costruita in muratura di pietra e alta circa 21 metri. È uno degli elementi più antichi e meglio conservati del complesso, perché mantiene in modo leggibile le sue forme originarie di epoca romanica.

Internamente il campanile è diviso in cinque livelli collegati da scale a pioli che conducono fino alla cella campanaria, dove le campane sono sostenute da putrelle metalliche. I prospetti mostrano una successione di aperture che cambia salendo: prima monofore, poi bifore con archi a tutto sesto e infine monofore più ampie. Le aperture sono inserite in campiture rientranti ornate, nella parte alta, da una teoria di archetti pensili. Le bifore del penultimo livello poggiano su esili colonnine di pietra con capitelli a forma di stampella. In cima, infine, la copertura piramidale è realizzata in lastre di pietra posate di piatto.

La cappella feriale, invece, sorge sul lato sinistro della chiesa ed è stata ricavata nell’area dell’antico cimitero. Ha un’aula unica, pavimento in pietra di Luserna, pareti lisce intonacate con zoccolatura in perlinato e soffitto ligneo con travi e assito a vista. La mensa è in pietra e poggia su un masso, mentre sopra è collocata la statua della Madonna del Rosario. La parete di fondo, inoltre, è lasciata in blocchetti di pietra a vista.

La lunga trasformazione della chiesa, dall’XI secolo ai restauri recenti

Le parti più antiche della chiesa e del campanile risalgono all’XI secolo, in epoca romanica. Secondo la tradizione, la torre potrebbe essere collegata ai monaci di San Mauro di Pulcherada, che possedevano beni anche nella Val Grande di Cantoira.

Nel corso dei secoli l’edificio fu più volte controllato e modificato. Alla fine del Cinquecento la situazione dell’antica parrocchiale non era delle migliori: durante la visita pastorale del 1584 furono segnalati problemi agli arredi, agli altari laterali, al pavimento, al tetto e ai confessionali. Nel 1659, invece, la chiesa appariva in condizioni migliori e veniva descritta come un edificio a tre navate, con più altari dedicati a diversi santi, la tribuna dei confratelli di Santa Croce, la sacrestia in buono stato e il campanile già ben strutturato. Nel 1674 furono però ancora ordinati alcuni interventi, tra cui il rifacimento del fonte battesimale e la chiusura di alcuni passaggi interni.

Tra il 1675 e il 1676 fu costruito un nuovo coro, segno che la chiesa antica non bastava più per accogliere tutta la popolazione. Nel 1713 il parroco Giovanni Antonio Genta fece realizzare un nuovo oratorio per la Confraternita di Santa Croce. Tuttavia la svolta arrivò tra il 1714 e il 1735, quando venne costruita la nuova chiesa come ampliamento della precedente, ma con orientamento opposto. I lavori si svolsero in più fasi, con l’impiego di materiali locali, e si conclusero nel 1735, anno dell’inaugurazione.

Una descrizione del 1769 racconta già una chiesa con navata unica, volta in legno, pavimento in pietra locale, tre confessionali e un altare maggiore in legno riccamente lavorato. Nell’Ottocento, precisamente nel 1875, il parroco Bottino promosse un importante restauro e la ridipintura dell’edificio con l’aiuto della popolazione: a questa fase si lega buona parte della decorazione pittorica ancora visibile oggi.

Nel Novecento e nei decenni più recenti si susseguirono altri interventi

FAQ – Dubbi comuni, risposte chiare

Dove si trova la Chiesa dei Santi Pietro e Paolo Apostoli di Cantoira?

Si trova in località Foieri, in posizione sopraelevata rispetto alla strada provinciale che attraversa il paese. Si raggiunge percorrendo via della Chiesa, che conduce direttamente al piazzale d’ingresso.

Qual è la parte più antica del complesso?

La parte più antica è quella di origine romanica, che comprende l’attuale presbiterio, la sacrestia, la torre campanaria e l’ambiente principale dell’antico oratorio di Santa Croce. Proprio il campanile conserva ancora in modo evidente le forme medievali originarie.

Cosa rende particolare l’architettura della chiesa?

L’elemento più insolito è la compresenza di due fasi costruttive molto diverse. Infatti il nucleo romanico si affianca a una chiesa settecentesca a navata unica con pianta ottagonale fortemente allungata, quasi ellittica, una soluzione rara nel contesto della Val Grande.

Cosa si vede all’interno?

All’interno colpiscono soprattutto la volta lignea dipinta come un cielo stellato, le cappelle dedicate a diversi santi, il presbiterio rialzato con altare maggiore in legno decorato e la parete di fondo con il dipinto della Vergine insieme ai santi Pietro e Paolo.

La chiesa è ancora utilizzata per le celebrazioni?

Sì. La chiesa è officiata regolarmente e si presenta in buono stato di conservazione. Inoltre una parte dell’antica costruzione, non più usata per il culto, è stata recuperata come Ecomuseo di storia religiosa locale e sala polifunzionale.

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende