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Santuario della Madonna delle Grazie di Coassolo Torinese: il “tempietto” circolare nel bosco tra storia e devozione

Alessandro Maldera Avatar

Da Alessandro Maldera

Aprile 08, 2026

Il Santuario della Madonna delle Grazie di Coassolo Torinese si incontra lungo il sentiero che collega Coassolo a Monastero, al limite di un bosco fitto e in posizione isolata. È diverso dalle classiche cappelle di borgata: qui domina la forma circolare, con un’aula unica coperta da cupola e lanterna. Inoltre, conserva un apparato decorativo completo, anche se oggi segnato dall’umidità. Proprio per questo, dentro un itinerario su a Coassolo Torinese, è una tappa che sorprende.

Architettura in breve, senza fronzoli

– Lungo il sentiero tra Coassolo e Monastero, al limite del bosco, in posizione isolata
Pianta circolare ad aula unica, con cupola e lanterna
– Sei finestroni ad arco e due ingressi contrapposti (principale verso nord-est)
– Tettoia spiovente a due terzi dell’altezza, con frontalino ligneo
– Tetto in lose; tettoia e lanterna con rivestimento in lamiera
– Campaniletto a vela sul lato di ponente

Dove si trova il santuario e perché la posizione conta

Il santuario si trova lungo il percorso pedonale che unisce i comuni di Coassolo e Monastero. Sta al limite del bosco e, soprattutto, sorge isolato: non è appoggiato a un nucleo abitato e non “fa parte” di un gruppo di case.

Questa collocazione non è un dettaglio. Anzi, aiuta a capire la sua storia: un luogo di devozione nato in un contesto naturale, con una memoria che precede l’edificio attuale.

Un’architettura insolita: pianta circolare, cupola e lanterna

Il santuario ha pianta circolare e un’unica aula. La copertura è una cupola sormontata da lanterna, che porta luce dall’alto e dà slancio verticale al volume.

All’esterno l’edificio appare come un cilindro robusto. Tuttavia, viene alleggerito da sei finestroni ad arco, che illuminano l’interno. Inoltre ci sono due ingressi contrapposti: l’ingresso principale è orientato verso nord-est.

Sulla lanterna si aprono otto monofore, mentre la copertura dell’edificio ha manto in lose. La tettoia e la lanterna, invece, sono rivestite in lamiera, scelta che oggi si nota con immediatezza.

Esterni: tettoia spiovente, finiture e scritta mariana

Uno degli elementi più riconoscibili è la tettoia spiovente posta a circa due terzi dell’altezza, arricchita da un frontalino ligneo. Questa fascia “taglia” il cilindro e ne smorza la rigidità.

Le finiture seguono due registri:

  • nella parte bassa, la superficie è trattata in bucciato di tonalità marrone
  • sopra la tettoia, invece, la finitura passa a intonaco bianco, come anche la lanterna

A perimetro corre una zoccolatura grigia in rilievo, che definisce il basamento.

Il portone principale (verso nord-est) è riquadrato da cornice modanata e sormontato da un timpano triangolare. Al centro compare la scritta dipinta: “Mater Divinae Gratiae ora pro nobis”. È un dettaglio semplice, però molto identitario.

Sul tetto, sul lato di ponente, si trova anche un campaniletto a vela, posto sul lato opposto rispetto all’ingresso principale.

nterni: lesene corinzie, ex voto e altare centrale

L’interno è scandito da coppie regolari di lesene con capitelli corinzi, che interrompono l’andamento circolare e creano un ritmo verticale. L’aula è semplice nella struttura, però molto “disegnata” nei dettagli.

Sul retro dell’altare sono conservati quadretti ex voto. È un elemento importante, perché racconta la devozione concreta del luogo: non solo architettura, ma anche memoria di grazie richieste e ringraziamenti.

La pavimentazione è in pietra, scelta coerente con l’idea di un santuario essenziale ma resistente.

Presbiterio e statua: due rialzi e Madonna del Rosario

L’altare è collocato in posizione centrale. Davanti sono presenti due rialzi in pietra, mentre l’altare stesso è in muratura dipinta a finto marmo.

Sopra l’altare si apre una nicchia che contiene la statua della Madonna del Rosario. Quindi, pur essendo dedicato alla Madonna delle Grazie, il santuario conserva anche questo riferimento iconografico preciso.

Apparato pittorico: colori “a finto marmo” e quattro scene sulla volta

Le superfici interne risultano interamente decorate. Le pareti alternano fasce di sfumatura rosa e sfumature grigio-azzurre, con un effetto che imita i rivestimenti marmorei.

Nella lanterna è raffigurata la Madonna in gloria fra gli angeli. La volta, invece, alterna quattro soggetti sacri a motivi floreali:

  • sopra l’altare: la Vergine con il Bambino fra un angelo e un probabile Sant’Antonio da Padova
  • in posizione contrapposta: la Sacra Famiglia
  • completano il ciclo le effigi dei Santi Giacomo (a sinistra) e Domenica (a destra)

Così, l’apparato iconografico resta leggibile e ordinato, anche quando non è perfetto dal punto di vista conservativo.

Come si dispone l’assemblea: panche “a cerchio”

Un dettaglio coerente con la forma dell’edificio: le panche non sono in file rettilinee. L’assemblea è infatti ordinata in panche disposte circolarmente lungo le pareti perimetrali.

Questo tipo di disposizione cambia la percezione dello spazio: tutto risulta più raccolto e “centrato”, sia fisicamente sia simbolicamente.

Stato di conservazione: bene fuori, più fragile dentro

Esternamente il santuario presenta un buono stato conservativo, dovuto ai restauri recenti. Internamente, invece, lo stato è discreto, con fenomeni di umidità parietale e apparato decorativo ammalorato.

Detto semplice: fuori regge bene, dentro soffre. Tuttavia, resta leggibile nella struttura e nei principali temi decorativi.

Quando si celebra: due appuntamenti nell’anno

Il santuario viene officiato in due momenti specifici:

  • per la festività di Santa Maria delle Grazie, nel mese di giugno
  • per la Natività di Maria Vergine, nel mese di settembre

Quindi non è solo un edificio da guardare: torna a essere luogo di culto in date precise e riconosciute.

Storia del santuario: dall’edicola nel bosco alla ricostruzione ottocentesca

Secondo la tradizione, prima della cappella esisteva una piccola edicola su una rupe immersa nel bosco, sopra il fiume Tesso, con l’immagine della Vergine e un lumicino che ardeva continuamente. Poi, nel XVI secolo, la devozione popolare trasformò quella presenza in una cappella intitolata alla Beata Vergine.

La prima menzione certa arriva nel 1594, durante la visita pastorale dell’arcivescovo Carlo Broglia (26 giugno). La cappella viene citata come “B.Marie” e si chiede di dotarla di nuovo pavimento e di un altare adeguato. Nel 1674, un’altra visita pastorale (mons. Michele Beggiamo) ordina un nuovo ingresso a volta e una chiusura più sicura della porta.

Nel 1769, però, la situazione peggiora: mons. Francesco Rorengo di Rorà descrive un edificio compromesso dall’incuria, lo definisce “sacellum indecens” e decide che, nell’attesa di una sistemazione, venga dispensato dal culto. E infatti nel 1825, nella relazione del parroco Don Giacomo Barutelli, l’interdizione risulta ancora in vigore.

Nel 1865, il Catasto Rabbini parla di “Grata cappella diroccata”. Inoltre, emerge che la cappella era ascritta alla Congregazione di Carità del Comune di Coassolo, proprietaria anche del prato attiguo e di parte del bosco vicino.

La rinascita arriva tra 1876 e 1878: il sacerdote Ubaudi Giacomo, con l’aiuto dei parrocchiani, ricostruisce la cappella al posto di quella diroccata. Un’iscrizione interna ricorda l’offerta della vedova Domenica Antonietti-Magnetti, il concorso dei coassolesi e la conclusione dei lavori nel 1878. Un’altra targa, a sinistra della porta d’ingresso, ricorda che la pietra benedetta fu posata nel 1876 dal teologo don Agostino Bosco.

Negli anni successivi si registrano manutenzioni alla copertura (1886, 1889, 1893). Una fotografia del 1917 mostra la cappella tinteggiata di bianco, con entrambi i livelli di copertura in lose e un piccolo campaniletto a vela sul retro (oggi non presente). Nel 1948 si interviene sul tetto, sulla tettoia, sulla tinteggiatura esterna e sulla campana. Nel 1953 una raccolta fondi avvia il restauro interno: tra le voci compare anche la decorazione, ma non è chiaro se il pittore Bordoin abbia ritoccato pitture già esistenti o effettuato un intervento più ampio.

Infine, una targa ricorda il restauro esterno del 2005-2006, effettuato per volontà popolare e del parroco don G. Frittoli: lavori concentrati sulla parte esterna dell’edificio.

Punti chiave tra cupola e lanterna

1594: prima citazione in visita pastorale, richiesti pavimento e altare adeguato
1769: edificio giudicato indecoroso e culto sospeso in attesa di sistemazione
1865: Catasto Rabbini lo definisce cappella diroccata e legata alla Congregazione di Carità
1876-1878: ricostruzione con Ubaudi Giacomo e offerta di Domenica Antonietti-Magnetti
1948 lavori esterni e campana; 1953 restauro interno e decorazioni
2005-2006: restauro esterno ricordato da targa

Dubbi e risposte sul santuario nel bosco

Dove si trova il Santuario della Madonna delle Grazie di Coassolo Torinese?

Si trova lungo il sentiero che collega Coassolo e Monastero, al limite di un bosco fitto, in posizione isolata.

Perché il santuario ha una forma circolare?

L’edificio è concepito come un’aula unica a pianta circolare, coperta da cupola e lanterna, con finestre ad arco che garantiscono luce all’interno.

Quali elementi riconosco subito all’esterno?

La tettoia spiovente a due terzi dell’altezza, i sei finestroni ad arco, la lanterna con otto monofore, i due ingressi contrapposti e la scritta sul portone principale: “Mater Divinae Gratiae ora pro nobis”.

Cosa si vede dentro, oltre all’altare?

Lesene con capitelli corinzi, decorazioni parietali a finto marmo, ex voto dietro l’altare e un ciclo iconografico con Madonna in gloria, Sacra Famiglia e santi.

Quando viene officiato il santuario?

In giugno per Santa Maria delle Grazie e in settembre per la Natività di Maria Vergine.

In che condizioni è oggi l’edificio?

All’esterno è in buono stato grazie ai restauri recenti; all’interno lo stato è discreto, ma con umidità e decorazioni in parte ammalorate.

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende