Storia di Balme: autonomia seicentesca, montagne di confine e nascita della cultura alpina

Da Alessandro Maldera
Aprile 06, 2026

Balme è un piccolo comune delle Valli di Lanzo, ma la sua storia è tutt’altro che piccola. Infatti nasce dentro una montagna dura: pastorizia, miniere e scambi con la Savoia. Poi, però, il contrabbando sui colli e l’arrivo degli alpinisti cambiano tutto. Così Balme diventa un nome vero per chi cerca Pian della Mussa, cime alte e memoria di valle.
Balme in 7 date
- XIV secolo — Prima attestazione nei conti della Castellania di Lanzo
- 1591 — Completamento della casa-forte del Routchàs
- 1610 — Autonomia comunale da Ala di Stura (iniziativa di Gian di Lèntch)
- 1612–1613 — Costruzione e consacrazione della prima parrocchiale
- 1769 — Finanziamento della nuova chiesa della Santissima Trinità da Rorengo di Rorà
- 1876 — Installazione della stazione meteorologica (ancora attiva)
- 1896 — Adolfo Kind usa gli sci tra Balme e Pian della Mussa
Balme prima di Balme: prime tracce e dipendenza da Ala di Stura
Balme è abitata da tempi antichi, tuttavia la prima citazione documentaria chiara compare nei conti della Castellania di Lanzo (XIV secolo). Per secoli, inoltre, il borgo resta legato amministrativamente ad Ala di Stura. Quindi non è ancora un comune “pieno”: è una comunità di alta valle che vive di stagioni, legna e pascoli, e che si muove tra borgate e alpeggi come si è sempre fatto.
1610: nasce il comune, e dietro c’è un protagonista (Gian di Lèntch)
La svolta arriva nel Seicento. Nel 1610 Balme ottiene l’autonomia amministrativa grazie all’azione di Giovanni Castagneri Ljnch, detto Gian di Lèntch, imprenditore arrivato in alta valle e molto attivo sul territorio. Già nel 1591 aveva concluso la costruzione della casa-forte del Routchàs, un segno concreto di potere, lavoro e organizzazione. Da qui in poi, infatti, Balme non è più solo “una frazione”: diventa un comune con una propria identità.
Chiesa, comunità e ricostruzione: dal 1612 alla Santissima Trinità
Subito dopo l’autonomia, la comunità consolida anche la vita religiosa. Nel 1612 Gian di Lèntch fa costruire la chiesa parrocchiale, consacrata nel 1613. Tuttavia, nel Settecento la situazione peggiora: durante una visita pastorale del 1769, monsignor Francesco Rorengo di Rorà nota il degrado dell’edificio e decide di finanziare una nuova parrocchiale. Nasce così l’attuale chiesa della Santissima Trinità, che diventa il riferimento del paese.
Lavoro e confine: pastori, miniere e commercio con la Savoia
Per secoli Balme vive di attività essenziali. Da un lato c’è la pastorizia, con ritmi duri ma stabili. Dall’altro c’è lo sfruttamento di risorse minerarie, che integra l’economia. E poi, soprattutto, c’è il confine: il commercio con la Savoia e la mobilità sui valichi. Proprio per questo, nel tempo, il contrabbando sui colli oltre i tremila metri diventa una scuola pratica: resistenza, orientamento, conoscenza delle vie alte. E quindi, quando arrivano i primi alpinisti, Balme è già pronta.
L’Ottocento cambia le regole: Balme diventa paese di guide alpine
Nella seconda metà dell’Ottocento, la montagna smette di essere solo fatica e diventa anche esperienza. Molti montanari, infatti, si trasformano in guide alpine. È un passaggio netto: la conoscenza del territorio, prima necessità, diventa competenza professionale. Tra i nomi ricordati spicca Antonio Castagneri, figura simbolica di una stagione in cui Balme cresce grazie all’accoglienza e al turismo nascente. Inoltre aumentano attività alberghiere e ville signorili, e il paese entra in un circuito di villeggiatura “di qualità”.
Novecento: tra cultura, Torino e “primati” inattesi
Nel Novecento Balme continua a essere una località cercata per l’aria salubre e per il paesaggio. E, intanto, lascia alcune tracce sorprendenti:
- nel 1916 la celebre attrice Eleonora Duse gira in zona scene del film Cenere
- nell’agosto 1922 una tragedia in quota colpisce la comunità: il parroco don Giuseppe Perotti e due escursionisti muoiono durante una bufera sull’Uia di Ciamarella
- dal 1922 l’acqua captata al Pian della Mussa inizia a dissetare parte della città di Torino
- nel 1927 Toni Ortelli compone La Montanara, ispirato dal Pian della Mussa
- tra 1939 e anni successivi, il Torino Calcio svolge qui alcuni allenamenti estivi
- il 9 maggio 1952 l’ingegner Aurelio Robotti effettua al Pian della Mussa il primo lancio di un razzo in Italia, da lui progettato e realizzato
Sono episodi diversi, certo, però hanno un filo: Balme resta piccola, ma entra spesso in storie più grandi.
Simboli e identità: “Bàrmes”, la roccia che protegge e il triangolo della Trinità
Lo stemma comunale racconta bene la geografia e la fede del paese. Compare il triangolo raggiante d’oro della SS. Trinità sopra la vetta della Bessanese. E, soprattutto, compare il toponimo locale “Barmes”, legato ai ripari naturali tra le rocce chiamati barmess. Inoltre la “barma” rocciosa che sovrasta il capoluogo ha anche un valore pratico: protegge la zona della chiesa e del municipio dalle valanghe. Quindi non è solo un simbolo: è una descrizione del posto.
Balme oggi: turismo familiare e memoria alpina senza trucco
Oggi Balme conserva la sua vocazione turistica, sia per le famiglie sia per chi cerca un’alta valle autentica. Non è una stazione “costruita”: è un paese che ha cambiato pelle restando fedele alla montagna. E proprio per questo continua a funzionare: paesaggio, natura, sport, e una storia che si lascia leggere in chiese, case, sentieri e nomi.
Balme oggi: turismo familiare e memoria alpina senza trucco
Balme è un comune di alta quota delle Valli di Lanzo (Val d’Ala) la cui storia documentata emerge almeno dal XIV secolo e che ottiene l’autonomia da Ala di Stura nel 1610 grazie a Giovanni Castagneri Ljnch (Gian di Lèntch). Nei secoli vive di pastorizia, attività minerarie e scambi con la Savoia; poi, dalla seconda metà dell’Ottocento, diventa un riferimento per alpinismo e turismo attorno al Pian della Mussa. Nel Novecento consolida questa vocazione con eventi e “primati” locali, tra cui l’uso degli sci da parte di Adolfo Kind nel 1896 e il legame idrico con Torino dal 1922.
Dalle origini medievali alla vocazione alpina: la storia di Balme
Balme ottiene l’autonomia amministrativa nel 1610, separandosi da Ala di Stura.
È Giovanni Castagneri Ljnch, imprenditore attivo in alta valle: sostiene l’autonomia del 1610 e promuove opere come la parrocchiale del 1612.
La parrocchiale attuale è la chiesa della Santissima Trinità, finanziata nel 1769 da monsignor Francesco Rorengo di Rorà.
Perché, tra Ottocento e primo Novecento, molti abitanti diventano guide alpine, trasformando le competenze di montagna (passaggi e valichi) in accoglienza e turismo.
Dal 1922 l’acqua captata al Pian della Mussa viene utilizzata per dissetare parte della città di Torino, oltre a vari episodi culturali e sportivi del Novecento.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



