Cappella dei Santi Pietro e Paolo di Giaveno: un edificio ottocentesco con lapidi e pinnacoli

Da Alessandro Maldera
Aprile 06, 2026

La Cappella dei Santi Pietro e Paolo di Giaveno si trova nella frazione Mollar dei Franchi, leggermente arretrata rispetto alla strada. È un edificio di borgata, libero su tutti i lati, con facciata rivolta a nord-ovest e una presenza sobria ma riconoscibile. Inoltre l’interno è semplice e leggibile: quattro campate e un presbiterio rialzato che guida lo sguardo verso la pala d’altare. Tuttavia la visita racconta anche i suoi problemi: umidità e infiltrazioni che segnano pareti e volte.
Dettagli unici nella Cappella dei Santi Pietro e Paolo
- Località: frazione Mollar dei Franchi, cappella arretrata rispetto alla strada
- Impianto: aula unica in 4 campate con volte a botte + abside semicircolare
- Facciata: due ordini, pinnacoli, scritta DIVO PETRO DICATUM e bassorilievo di San Pietro
- Interni: cantoria lignea, statue (S. Rocco e S. Antonio) + nicchie (S. Giuseppe e Immacolata)
- Nota reale: presenti umidità e tracce di infiltrazioni dal tetto
Dove si trova: Mollar dei Franchi, posizione arretrata e facciata a nord-ovest
La cappella è collocata nella frazione Mollar dei Franchi, nell’area a sud di Giaveno, e risulta leggermente arretrata rispetto al tracciato stradale. Perciò l’arrivo è meno “frontale” di altre cappelle, ma l’edificio si lascia comunque individuare grazie alla facciata impostata a due livelli. Inoltre, essendo libera sui fronti, si può leggere bene la volumetria anche facendo pochi passi attorno.
Storia: un edificio ottocentesco già presente nel Catasto Rabbini
Non sono emerse notizie certe sulla fondazione, però le caratteristiche tipologiche e costruttive collocano la cappella a metà Ottocento. Inoltre nel 1865 l’edificio compare nella cartografia del Catasto Rabbini, indicato con l’intitolazione di San Pietro, segno che la sua forma attuale era già consolidata. In seguito, tra metà Novecento e fine secolo, vengono eseguiti interventi pratici: il rifacimento della pavimentazione e la realizzazione di locali di servizio legati alla centrale termica ricavati sotto la cantoria. Infine, nel 2009, si registra una manutenzione straordinaria della copertura, importante perché il tetto è uno dei punti critici della conservazione.
Com’è fatta: aula unica in quattro campate e abside semicircolare
La cappella ha pianta rettangolare ad aula unica, suddivisa in quattro campate coperte da volte a botte. In fondo si apre un’abside semicircolare, chiusa da una semicupola a tre spicchi: quindi la sequenza spaziale è lineare e facile da seguire. Il presbiterio si colloca nella quarta campata, mentre sulla controfacciata, sopra l’ingresso, è presente una cantoria lignea.
Dal punto di vista costruttivo l’edificio è in muratura portante intonacata sia dentro sia fuori; inoltre il tetto è a doppia falda con struttura lignea e copertura in coppi. In corrispondenza delle lesene, infine, compaiono tiranti in ferro che lavorano come rinforzo strutturale.
La facciata: due ordini, pinnacoli e bassorilievo di San Pietro
Il prospetto è uno degli elementi più caratteristici. La facciata, rivolta a nord-ovest, è organizzata su due livelli separati da una cornice in aggetto, conclusi da trabeazione e timpano triangolare. Lateralmente si notano robuste paraste ribattute a tutta altezza, coronate da capitelli ionici: di conseguenza l’impianto appare più “solenne” di quanto ci si aspetti in una cappella di frazione.
Al centro si apre il portone in legno a due battenti; ai lati, inoltre, sono collocate due lapidi commemorative dedicate ai caduti di guerra. Nell’ordine superiore, in asse con l’ingresso, compare una grande finestra rettangolare chiusa da arco. Sulla trabeazione si legge la scritta DIVO PETRO DICATUM, mentre nel timpano trova posto un bassorilievo con il busto di San Pietro. Sopra, infine, si alzano tre pinnacoli lapidei: quello centrale funge da base per una grande croce in ferro battuto. La finitura è ad intonaco, in tonalità giallo e bianco, con zoccolatura cementizia alla base.
I lati: finestre in terza campata e accesso tecnico
I prospetti laterali sono scanditi da lesene a tutta altezza e chiusi da cornice sottogronda. In corrispondenza della terza campata si apre, su entrambi i lati, una finestra rettangolare che aiuta l’illuminazione dell’aula. Sul lato destro, invece, nella prima campata, è presente una porta di accesso al vano della centrale termica, dettaglio che racconta l’adattamento funzionale dell’edificio nel tempo.
Interni: cantoria, statue e nicchie nella quarta campata
All’interno le campate sono ritmate da lesene parietali su cui corre una cornice perimetrale. In controfacciata si trova la cantoria lignea; al di sotto, inoltre, sono stati ricavati due locali a servizio della centrale termica, soluzione che modifica la lettura dell’ingresso ma risponde a esigenze pratiche.
Tra la seconda e la terza campata, appoggiate su mensole, sono collocate due statue: Sant’Antonio da Padova a destra e San Rocco a sinistra. Nella quarta campata, invece, si aprono due nicchie con altre figure devozionali: San Giuseppe a sinistra e l’Immacolata Concezione a destra. Le superfici interne sono a tinta unita nelle cromie del giallo chiaro e ocra, con decori floreali in corrispondenza della volta; la pavimentazione è in mattonelle di graniglia a grana grossa.
Presbiterio: mensa in marmo e pala con Pietro, Paolo e Antonio
Il presbiterio è rialzato di un gradino e collocato nella quarta campata. La mensa liturgica in marmo è posizionata tra la quarta campata e l’abside, incorniciata da due quinte in muratura e un tendaggio centrale; nella quinta sul lato sinistro, inoltre, è collocato il tabernacolo. Sulla parete absidale si trova la pala d’altare, che raffigura la Madonna col Bambino insieme ai santi Pietro, Paolo e Antonio da Padova: quindi l’iconografia lega i titolari della cappella a una devozione più ampia e riconoscibile.
Stato di conservazione e officature: segni di umidità e feste dei santi titolari
L’edificio è in discreto stato conservativo, però sono evidenti fenomeni di umidità parietale e infiltrazioni dal tetto. Proprio per questo la manutenzione della copertura (registrata nel 2009) diventa un passaggio chiave per rallentare il degrado. La cappella, inoltre, viene officiata in occasione delle feste dei santi titolari, quando il luogo torna “vivo” e pienamente utilizzato.
Cappella dei Santi Pietro e Paolo di Giaveno: sintesi
La Cappella dei Santi Pietro e Paolo di Giaveno si trova nella frazione Mollar dei Franchi, leggermente arretrata rispetto alla strada, con edificio libero su tutti i fronti e facciata rivolta a nord-ovest. L’impianto è semplice e leggibile: aula unica rettangolare in quattro campate coperte da volte a botte, chiusa da abside semicircolare con semicupola a tre spicchi; la cantoria lignea occupa la controfacciata sopra l’ingresso. La facciata è su due livelli con robuste paraste, timpano triangolare sormontato da pinnacoli e croce in ferro, scritta DIVO PETRO DICATUM e bassorilievo con il busto di San Pietro; ai lati del portale sono presenti lapidi dei caduti. All’interno si trovano statue di San Rocco e Sant’Antonio da Padova, nicchie con San Giuseppe e Immacolata, e nel presbiterio la pala con Madonna col Bambino e i santi Pietro, Paolo e Antonio da Padova. La cappella, attribuita per tipologia a metà Ottocento e già segnalata nel Catasto Rabbini (1865), è officiata nelle feste dei titolari ma mostra umidità e tracce di infiltrazioni, nonostante lavori sulla copertura registrati nel 2009.
Domande utili sulla cappella di Mollar dei Franchi
Si trova nella frazione Mollar dei Franchi, leggermente arretrata rispetto alla strada, con facciata rivolta a nord-ovest.
Il prospetto a due ordini con pinnacoli e il bassorilievo di San Pietro nel timpano, oltre alla scritta DIVO PETRO DICATUM.
La cantoria lignea, le statue di San Rocco e Sant’Antonio da Padova, le nicchie con San Giuseppe e Immacolata e la pala d’altare in abside.
La Madonna col Bambino tra i santi Pietro, Paolo e Antonio da Padova.
È discreto, però sono presenti umidità parietale e segni di infiltrazioni dal tetto; è stata comunque registrata una manutenzione della copertura nel 2009.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



