Cappella dei Santi Grato e Giovanni Evangelista di Cantoira: la chiesa di Lities tra valanghe, voti e arte sacra

Da Alessandro Maldera
Aprile 06, 2026

La Cappella dei Santi Grato e Giovanni Evangelista di Cantoira si trova nella frazione Lities, a 1143 metri di quota, lungo la strada che sale dal paese. È vicina al vecchio nucleo abitato, però resta abbastanza appartata da mantenere un’atmosfera raccolta. Inoltre, dentro, alterna volte diverse e conserva una grande tela che racconta l’identità del luogo.
Tra fulmini, tempeste e devozione
Dove si trova e come arrivare a Lities
La cappella si incontra lungo la strada che collega il centro di Cantoira a Lities. Non è lontana dal nucleo storico della frazione, quindi si raggiunge senza giri strani. Tuttavia, una volta davanti, si capisce subito che non è un edificio “di passaggio”: sta lì come riferimento per la comunità di montagna.
La facciata principale guarda verso sud-ovest, mentre i lati dell’edificio si aprono verso lo spazio circostante. Così, anche con poco, riesce a imporsi nel paesaggio.
Facciata e volumi: aula e sacrestia unite
L’edificio è formato da due corpi: aula e sacrestia, collegati sul lato sinistro. Il fronte è a capanna, con copertura a doppia falda e manto in lose di pietra, quindi coerente con l’architettura alpina della zona.
La facciata è simmetrica: portone centrale e finestre rettangolari in legno con grate, presenti sia ai lati sia sopra l’ingresso. Nella parte alta, invece, spiccano due elementi identitari: un’icona lignea di San Grato e la scritta latina “S.Grate libera nos a fulgure et tempestate”, invocazione tradizionale contro fulmini e tempeste.
Le superfici esterne sono intonacate e tinteggiate in tonalità beige, con zoccolatura in tinta marrone. Sui fianchi, però, in alcuni punti si intravede la tessitura in pietra sotto l’intonaco: segno di una struttura robusta, non “di cartapesta”.
Dentro: quattro campate e due tipi di volte
L’impianto è a navata unica rettangolare, suddivisa in quattro campate. Qui arriva la parte interessante: le prime due campate sono coperte da volte a botte con sezione ogivale, mentre le successive passano a volte a padiglione, presbiterio compreso. Quindi la cappella cambia “ritmo” andando verso l’altare, e lo si percepisce camminando.
Le volte sono realizzate con elementi lapidei locali e poi intonacate all’intradosso. Inoltre i loro assi maggiori si sviluppano trasversalmente e impostano su travi che scaricano sulle murature perimetrali. In pratica: struttura semplice, ma ragionata.
Le pareti interne sono lisce, intonacate e tinteggiate in giallo chiaro. Il pavimento, invece, è in mattonelle di cemento colorate in pasta, posate in diagonale nelle cromie del nero e grigio: un dettaglio molto “Novecento”, che dà carattere senza fare casino.
Presbiterio: gradino in pietra, medaglione e tela principale
Il presbiterio è rialzato rispetto all’aula da un gradino in lastre di pietra. Le pareti mantengono lo stesso tono giallo chiaro, mentre la volta a padiglione diventa azzurro chiaro. In sommità compare un medaglione circolare con una colomba in rilievo, richiamo diretto allo Spirito Santo.
L’altare maggiore è in muratura di laterizio intonacato e dipinto. Sopra, domina la tela: San Grato con il pastorale vescovile regge nella mano la testa del Battista, accanto c’è San Giovanni Evangelista con il Vangelo, e entrambi sono rivolti in adorazione verso la Vergine Maria Assunta raffigurata al centro. È un’immagine densa, e infatti “spiega” la cappella meglio di mille cartelli.
Arredi, nicchie e l’altare laterale mariano
Le panche sono disposte a battaglione, come ci si aspetta in un’aula unica. Sulla parete laterale sinistra trovi due elementi ben riconoscibili: una nicchia con la statua del Sacro Cuore di Gesù e un’arcata che ospita un altare in muratura dedicato alla Vergine Maria. Quest’ultimo, inoltre, viene ricordato come ciò che un tempo era la cappella laterale di San Giovanni Evangelista.
C’è anche un confessionale in legno, collocato sullo spigolo destro della navata a ridosso del presbiterio. Piccolo dettaglio, però utile: indica che qui, storicamente, la vita liturgica non era “decorativa”, era pratica.
Campanile con orologio: pietra, archi e lose
Il campanile ha base quadrata ed è addossato sul lato nord-est della cappella. È parzialmente interrato, quindi appare più compatto e “incassato” nel terreno. La struttura è in muratura di pietra; la cella campanaria presenta aperture ad arco su ogni lato; la copertura è a falde con manto in lose.
In più, il campanile è dotato di un orologio a due quadranti con meccanismo elettro-meccanico: un’aggiunta funzionale, che lega la cappella anche alla quotidianità della frazione.
Dal Cinquecento ai restauri: una cappella “di montagna” sul serio
La frazione di Lities nasce verso la metà del 1500, quando emigranti valdostani arrivarono in Val di Lanzo. In questo contesto, la cappella viene collocata tra XVI e XVII secolo: non compare nelle visite pastorali del 1653 e del 1674, però a quell’epoca esisteva già, anche perché la distanza dal centro rendeva più difficile includerla nelle ispezioni.
Nel 1720 viene istituita una cappellania laicale nella cappella di San Grato, per volontà di Giovanni Domenico Brunetto. Poi, nel 1727, le messe settimanali aumentano da due a tre e viene nominato il primo cappellano, don Giovanni Pietro Perotti. Nel 1769 una visita pastorale descrive l’edificio con pareti imbiancate, pavimento in pietra e alcune finestre prive di grate; inoltre segnala che le sedute dei confessionali, spostate durante le missioni, non erano state riportate indietro.
Nel 1822 viene ottenuta l’erezione della Via Crucis. Pochi anni dopo, nel 1827, una valanga provoca danni e la cappella viene restaurata: la benedizione e la ripresa delle celebrazioni avvengono il 28 agosto. Nel 1843 si capisce che l’edificio era stato ampliato e che, oltre all’altare maggiore di San Grato, esisteva anche un altare laterale dedicato a San Giovanni Evangelista, con sacrestia dietro e una casa parrocchiale accanto.
Tra 1890 e 1906 la cappella viene restaurata con fondi dei borghigiani, dopo i danni di valanghe avvenute tra 1885 e 1888. In quel periodo, inoltre, viene eretto il campanile sul lato nord-est. Nel Novecento si rifà la pavimentazione (1920-1930), si installa l’orologio (1960) e, più tardi, arrivano gli interventi di ripristino e tinteggiatura delle facciate (2001).
La cappella è oggi in buono stato di conservazione ed è officiata in occasione della festa del santo titolare.
FAQ -Domande da visitatore, risposte da locale
Si trova nella frazione Lities, a 1143 metri, lungo la strada che collega Cantoira alla località, poco distante dal vecchio nucleo abitato.
L’icona lignea di San Grato e la scritta latina “S.Grate libera nos a fulgure et tempestate”, cioè un’invocazione contro fulmini e tempeste.
La navata ha quattro campate: le prime due con volte a botte ogivali, le successive con volte a padiglione, presbiterio incluso.
Raffigura San Grato con il pastorale che regge la testa del Battista e San Giovanni Evangelista con il Vangelo, entrambi rivolti verso la Vergine Maria Assunta al centro della scena.
Sì: è addossato sul lato nord-est, parzialmente interrato, e ha un orologio a due quadranti con meccanismo elettro-meccanico.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



