Mole24 Logo Mole24
Mole24 » Territorio » Cappella di San Pietro in Vincoli di Cantoira: la chiesetta di Case Ghitta lungo la provinciale 33

Cappella di San Pietro in Vincoli di Cantoira: la chiesetta di Case Ghitta lungo la provinciale 33

Alessandro Maldera Avatar

Da Alessandro Maldera

Aprile 05, 2026

La Cappella di San Pietro in Vincoli di Cantoira si trova nella zona più a nord del territorio comunale, vicino a Case Ghitta, quasi sul confine con Chialamberto. È un piccolo sacello isolato, posto più in alto rispetto alla strada, con la facciata che guarda la provinciale. Inoltre è una tappa comoda: ci arrivi in pochi minuti, ma ti ritrovi subito in mezzo al verde, con l’edificio che sembra “appoggiato” al paesaggio.

Tra volta a botte e icona del santo

  • Zona: Case Ghitta, a nord di Cantoira, vicino al confine con Chialamberto
  • Posizione: sacello isolato, sopraelevato rispetto alla provinciale 33
  • Impianto: aula unica rettangolare con volta a botte
  • Copertura: tetto in lose e campanile sul tetto
  • Interni: altare in muratura e dipinto di San Pietro in Vincoli
  • Conservazione: buono dentro, umidità di risalita sulla facciata nord-ovest
  • Uso: officiata per la festa del santo titolare

Dove si trova e come si raggiunge

Per arrivare alla cappella basta seguire la strada provinciale 33: attraversi il centro di Cantoira e prosegui verso nord fino alla zona di Case Ghitta, in prossimità del confine comunale. Qui il sacello si trova a un livello più alto rispetto al piano stradale.

La facciata principale è rivolta a sud-est e si affaccia direttamente sulla provinciale. Gli altri lati, invece, guardano verso ampi spazi verdi. Proprio per questo l’edificio appare in posizione isolata e ben riconoscibile.

Architettura esterna: facciata ordinata, lose e campanile

La cappella ha un impianto semplice: aula unica rettangolare e volumi compatti. La facciata principale è a capanna e segue una composizione simmetrica, con lesene ai lati e una cornice aggettante che divide orizzontalmente il prospetto.

Al centro si trova il portone d’ingresso in legno a doppio battente. Ai lati si aprono due finestre rettangolari con grate in ferro. Sopra la cornice, in corrispondenza del portone, è presente un’apertura semicircolare anch’essa protetta da grata. Le superfici sono intonacate e dipinte di bianco, con zoccolatura nelle tonalità del grigio.

Le facciate laterali sono intonacate e tinteggiate di bianco, senza particolari complicazioni. La copertura è a doppia falda, con orditura lignea e manto in lose. Sopra la falda sinistra emerge il campanile, a base rettangolare, intonacato e dipinto di bianco, con cella campanaria aperta su due lati e tetto a doppia falda in pietra.

Interni: volta in pietra e icona del santo

All’interno la cappella conserva un impianto essenziale. L’aula è coperta da una volta a botte realizzata con elementi lapidei disposti “di coltello”, intonacata all’intradosso e rinforzata da una catena in ferro. Anche le murature perimetrali sono in pietra e risultano intonacate.

Le pareti interne sono bianche e l’altare maggiore è in muratura intonacata, addossato alla parete di fondo. Sopra l’altare è collocato un dipinto con l’icona di San Pietro in Vincoli, che dà nome e identità alla cappella. La pavimentazione è in battuto di cemento, scelta pratica e coerente con un edificio piccolo e rurale.

Stato di conservazione e piccoli problemi di umidità

Nel complesso l’interno è considerato in buono stato di conservazione. All’esterno, invece, si notano forme di degrado da umidità di risalita, soprattutto sulla facciata rivolta a nord-ovest. È un dettaglio da conoscere, perché spiega alcune differenze tra il “dentro” e il “fuori” dell’edificio.

La cappella resta comunque officiata in occasione della festa del santo titolare.

Dalla cappella di San Giovanni Evangelista al titolo di San Pietro in Vincoli

Le notizie storiche raccontano un’evoluzione interessante. Nel 1653, in quest’area di confine tra Cantoira e Chialamberto, era ricordata una cappella dedicata a San Giovanni Evangelista, descritta però come priva di tutto.

Tra il 1769 e il 1784 le visite pastorali tornarono a parlare della cappella di San Giovanni Evangelista, situata vicino alla casa di Ghitta in località Fragnetto. L’edificio appariva in pessime condizioni, al punto da minacciare rovina. Poiché nessuno ne rivendicava la proprietà, fu dato ordine di demolizione, poi confermato anche nel 1784.

Quell’ordine, però, non venne eseguito. Il 28 agosto 1827, sotto l’arcivescovo Colombano Chiaveroti, la cappella fu restaurata, si provvidero le suppellettili dell’altare e fu chiesta la facoltà di benedirla e celebrarvi la messa. In quel passaggio cambiò anche il titolo: da San Giovanni Evangelista diventò San Pietro in Vincoli.

Nel 1843, nonostante i restauri recenti, vennero segnalate nuove fessure alle pareti, tanto da richiedere interventi urgenti prima di tornare a celebrare. Inoltre l’altare in laterizio risultava privo delle sacre suppellettili.

Tra 1929 e 1935 le relazioni parrocchiali descrivono una cappella mantenuta “alla meglio”, con stato mediocre soprattutto all’esterno. In tempi recenti, invece, gli interventi sono stati più concreti: nel 2015 è stata rifatta la zona antistante con pavimentazione in pietra e ringhiera, insieme alla tinteggiatura delle facciate. Nel 2016 sono stati eseguiti lavori di restauro e tinteggiatura delle superfici interne.

FAQ – Risposte veloci per orientarsi sulla Cappella di San Pietro

Dove si trova la Cappella di San Pietro in Vincoli di Cantoira?

Si trova in zona Case Ghitta, lungo la provinciale 33 a nord di Cantoira, vicino al confine con Chialamberto, in posizione sopraelevata rispetto alla strada.

Com’è fatta la cappella?

È un’aula unica a pianta rettangolare, coperta da volta a botte in pietra intonacata. Ha tetto in lose e un campanile che emerge dalla falda sinistra.

Cosa si vede all’interno?

L’altare in muratura addossato alla parete di fondo e, sopra, il dipinto con l’icona di San Pietro in Vincoli. Il pavimento è in battuto di cemento.

Perché si chiama San Pietro in Vincoli?

Il titolo attuale risale al restauro del 1827, quando la cappella venne sistemata e benedetta e cambiò dedicazione rispetto alla precedente intitolazione a San Giovanni Evangelista.

Com’è lo stato di conservazione?

L’interno è in buono stato. All’esterno, soprattutto sulla facciata nord-ovest, sono presenti segni di degrado legati all’umidità di risalita.

Continua a leggere le notizie di Mole24, segui la nostra pagina Facebook e iscriviti al nostro canale WhatsApp
Alessandro Maldera Avatar

Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende