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Rio Pissaglio: alluvioni di Bruzolo, cono di deiezione e passeggiata alla cascata

Alessandro Maldera Avatar

Da Alessandro Maldera

Aprile 04, 2026

Il Rio Pissaglio è un torrente “piccolo” solo a prima vista. Infatti, per millenni ha scaricato detriti e massi, contribuendo a formare il cono di deiezione su cui sorge Bruzolo. Inoltre, le piene storiche hanno lasciato ferite nette, fino alla notte tragica del 17–18 ottobre 1846. Oggi, però, il Pissaglio è anche un’idea semplice di montagna: una passeggiata breve porta a un belvedere sulla cascata.

Scheda rapida sul Rio Pissaglio

Partenza: ponte sul Rio Pissaglio (area attrezzata / parcheggio in alto in paese)
Dislivello: circa 180 m   –   Difficoltà: T
Tempi: 40 min al belvedere + 30 min per chiudere l’anello
Punti chiave: scritte su roccia (Pavaglione, “Pera di mort”), belvedere sulla cascata
Variante: ponte di confluenza con il Rio Sicardera e prosecuzione verso borgate e Madonna della Neve

Rio Pissaglio: dove nasce e dove finisce

Il Rio Pissaglio nasce alle pendici della Grand Uja. Poi scende nel suo vallone e termina nella Dora Riparia, toccando solo marginalmente l’abitato di Bruzolo, in bassa Val di Susa. Proprio poco a monte del paese, tuttavia, compie un salto evidente: la cascata del Rio Pissaglio, visibile da un punto panoramico raggiungibile a piedi.

Il cono di deiezione di Bruzolo: il torrente che ha “costruito” il terreno

Bruzolo sorge su un cono di deiezione formatosi nel tempo per i continui straripamenti del Pissaglio e di altri torrenti minori: Bruetto, Toassone e Balma Ratonera. Di conseguenza, il fondovalle ha ricevuto enormi quantità di materiale, talvolta anche massi molto grandi, che ancora oggi affiorano qua e là.

Scavando, i massi si ritrovano numerosi soprattutto lungo una fascia precisa: dallo sbocco del torrente a monte del paese scende circa fino alla Seiturà, tra Maffiodenza e Cossardoni, all’altezza del castello. In altre parole, la geologia qui non è teoria: è una riga reale nel paesaggio.

Alluvioni ricordate e pericolo crescente: quando il Pissaglio ha fatto danni

Si ha notizia di diverse alluvioni “recenti” (per quanto storiche): 1710, 1728, 1798, 1811, 1842, 1846, 1860, 1875, 1900, 1919. Inoltre, la minaccia sarebbe aumentata nel tempo per il progressivo sopraelevamento del letto del torrente.

Nel 1798, ad esempio, furono sconvolte le regioni di Campobellino e Gerbido (a ovest di via Umberto I). Contemporaneamente, le acque dei torrenti minori — e in particolare del Toassone — portarono rovine fino alla regione dei Cotti. Anche le piene del 1811 e del 1842 causarono danni gravi; riferendosi al 1842, il prevosto don Maggiorino Re scrisse di “assoluta miseria” per alcuni abitanti.

La notte del 17–18 ottobre 1846: la piena più funesta

La piena più tragica, però, fu quella della notte tra il 17 e il 18 ottobre 1846: morirono 12 persone. Tra loro, tutta la famiglia Perino (sette persone tra i 16 e i 26 anni e quattro bambini piccoli) e Giovanni Battista Borla. La famiglia Perino abitava alle case Barboj (oggi inizio di via Pratosellero) vicino al torrente. Si vede ancora, inoltre, sulla parete ovest della casa esistente, l’intonaco di una stanza appartenuta alla parte demolita.

L’ultima alluvione ricordata: 1957

L’ultima alluvione citata è del 1957. Travolto l’argine minore, l’acqua si riversò lungo la Mura. Quindi, precipitando dall’alveo ordinario, scavò per metri di profondità ai piedi della Mura cercando di scalzarla; la violenza era tale che chi accorreva sull’argine lo sentiva tremare. La fiumana si diresse verso le Rovine, si aprì un alveo tra i boschi di acacie, allagò le campagne a nord della ferrovia e depositò melma anche oltre un metro di spessore in alcuni punti.

Opere di difesa e messa in sicurezza: argini, briglie e disalveo

Per ridurre il rischio, già dal 1800 in poi furono fatti lavori di arginatura. Negli ultimi anni, inoltre, si citano interventi di costruzione di briglie contro l’erosione, rafforzamenti di argini, disboscamenti e lavori di disalveo (pulizia/risagomatura dell’alveo), con l’obiettivo di aumentare la sicurezza dell’abitato.

La cascata del Rio Pissaglio: una meta breve, perfetta anche con bambini

Poco sopra Bruzolo, il Rio Pissaglio compie un salto che crea la cascata. Il punto di osservazione si raggiunge deviando da una mulattiera che, poi, prosegue verso gli insediamenti più in alto e verso la chiesetta della Madonna della Neve. È una camminata breve e, proprio per questo, adatta anche ai bambini; naturalmente, sarà più spettacolare quando la portata d’acqua è maggiore.

Itinerario per il belvedere: tempi, dislivello e come arrivare al sentiero

  • Partenza: ponte sul Rio Pissaglio, vicino a un’area attrezzata
  • Dislivello: circa 180 m
  • Tempo: salita 40 min, discesa 30 min
  • Difficoltà: T

Come arrivare in auto (indicazioni pratiche)

Percorrendo le statali della Val di Susa, arrivati a Borgone, superato il cavalcaferrovia per San Didero, si prosegue ancora. Quindi, tralasciata una prima deviazione per Bruzolo, si lascia la statale alla seconda indicazione, sottopassando la ferrovia nel punto in cui, dalla parte opposta, ci sono gli edifici della ditta Raicam.

Poi si sale verso l’abitato: prima via Umberto I, quindi via Pratosellero in ascesa. Si parcheggia alla sommità del paese presso il ponte sul Rio Pissaglio, dove si trova anche un’area ecologica accanto a una piccola area attrezzata e le indicazioni per gli insediamenti montani.

Descrizione del percorso (anello breve)

Attraversato il ponte, si incontra una prima deviazione che si lascia per il ritorno. Si prosegue ancora poco, finché sulla destra si stacca un altro sentiero: si prende l’ampia mulattiera selciata che sale in una valletta boscosa e sbuca su un rilievo panoramico, dove incrocia una prima traccia.

Si continua, quindi, e si ignora la deviazione per Pavaglione (indicata su una roccia). Proseguendo diritti e ripidi, si raggiunge la dorsale che immette nel vallone del Rio Pissaglio: qui compare un’altra scritta su roccia, la “Pera di mort”, con indicazione per Moriondo. Dopo un tratto in salita, la traccia spiana; poco dopo, un’indicazione porta a scendere al punto panoramico sulla cascata

Tempo dal parcheggio: circa 40 minuti

Se vuoi allungare, puoi proseguire ancora in piano fino al nuovo ponte (circa dieci minuti), dove al Rio Pissaglio si unisce il Rio Sicardera. Continuando, la traccia poi sale ripida verso la strada per le borgate Seinera e Combette e la chiesetta della Madonna della Neve da un lato, e verso Chiotetti dall’altro.

Per chiudere l’anello, si scende verso il promontorio panoramico della “Sardegna”, quindi si prende la traccia che cala sulla sinistra (con una scritta particolare impressa sulla roccia). Si scende a lungo su un’altra mulattiera selciata e si raggiunge l’asfalto; poco dopo si torna al ponte, chiudendo il giro

Discesa: circa 30 minuti dalla cascata

FAQ – Guida rapida al Pissaglio: sicurezza, tempi e curiosità

Il Rio Pissaglio ha davvero causato grandi alluvioni a Bruzolo?

Sì: sono ricordate piene in diversi anni (tra cui 1710, 1798, 1842, 1846 e 1957), con danni importanti e, nel 1846, anche vittime

Qual è la piena più tragica citata?

Quella della notte tra 17 e 18 ottobre 1846, con 12 vittime (tra cui la famiglia Perino e Giovanni Battista Borla)

La cascata del Rio Pissaglio si raggiunge con una camminata difficile?

No: l’itinerario indicato è T, con dislivello di circa 180 m e tempi brevi (circa 40 minuti al belvedere)

Da dove parte il sentiero per la cascata?

Dal ponte sul Rio Pissaglio nella parte alta del paese, vicino a un’area attrezzata e alle indicazioni per gli insediamenti montani

Quando è più bella la cascata?

Quando la portata è maggiore: quindi dopo piogge o in periodi più ricchi d’acqua, perché il salto diventa più “pieno” e scenografico

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende