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Cappella della Beata Vergine Consolata e di San Carlo Borromeo a Giaveno: architettura, interni e dove si trova

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Da Alessandro Maldera

Aprile 04, 2026

La Cappella della Beata Vergine Consolata e di San Carlo Borromeo di Giaveno è una piccola chiesa di frazione, ma fatta “come si deve”. Si trova a Villanova, a nord del centro, e conserva una struttura ottocentesca riconoscibile tra facciata ordinata, campanile laterale e interni semplici. In questa scheda trovi posizione, architettura, dettagli liturgici e un quadro storico discorsivo, senza fronzoli.

La cappella, senza giri di parole

  • Posizione: frazione Villanova, vicino all’incrocio tra via Villanova e via Rosta
  • Orientamento facciata: sud-ovest, prospiciente via Rosta
  • Impianto: navata unica con due campate a volte a vela
  • Elementi distintivi: cappella laterale sinistra e abside semicircolare con semicupola a tre spicchi
  • Campanile: base quadrata, cella campanaria aperta su tutti i lati, cuspide piramidale
  • Interni: presbiterio rialzato, mensa in marmo, pala con Madonna Consolata e San Carlo Borromeo
  • Epoca di costruzione: prima metà del XIX secolo, attestata nel 1865 nel catasto Rabbini
  • Uso attuale: officiata due volte l’anno per le feste dei santi titolari

Dove si trova: Villanova, tra via Villanova e via Rosta

La cappella è situata nella frazione Villanova, a nord di Giaveno, vicino all’incrocio tra via Villanova e via Rosta. L’edificio ha tutti i fronti liberi e, inoltre, la facciata guarda a sud-ovest ed è prospiciente via Rosta: questo rende l’accesso immediato e “leggibile” anche a colpo d’occhio.

Com’è fatta la cappella: pianta, navata e abside

L’impianto è essenziale, però non banale: la chiesa ha una navata unica con due campate. Le campate sono coperte da volte a vela, e quindi l’aula risulta ariosa pur restando compatta. Nella seconda campata, sul lato sinistro, si apre una cappella laterale a pianta quadrangolare; in continuità, sul lato sinistro dell’abside, c’è la sacrestia, collegata funzionalmente al corpo laterale.

La chiesa termina con un’abside semicircolare coperta da una semicupola a tre spicchi: un dettaglio tipico, sobrio, che dà gerarchia al presbiterio senza bisogno di “effetti speciali”.

Facciata e campanile: il colpo d’occhio esterno

La facciata è scandita da quattro lesene/paraste a tutta altezza, impostate su zoccolatura, e si chiude con cornicione e timpano triangolare. Al centro si apre il portone ligneo a due battenti; a sinistra dell’ingresso compare una finestra rettangolare.

Un dettaglio che conta: in continuità con la facciata, sul lato sinistro, si alza il campanile. Ha base quadrata, è diviso in due registri da una cornice in aggetto e, sopra, conserva quattro sfondati che ospitavano i quadranti dell’orologio. Infine, la cella campanaria è aperta su tutti i lati con monofore ad arco, mentre la sommità è una cuspide piramidale sagomata.

Prospetti laterali e coperture: lose e coppi

I prospetti laterali sono ritmati da lesene a tutta altezza. Sul lato sinistro è addossato il volume della cappella laterale, e su quel corpo si aprono due finestre sul lato ovest. Sul lato destro, invece, in corrispondenza di ciascuna campata, compaiono finestre rettangolari collocate in alto; sul lato sinistro c’è una sola finestra nella seconda campata, “abbassata” visivamente dalla presenza del volume laterale.

Quanto alle coperture, qui la cappella fa una scelta pratica: tetto a falde con lose sulla navata, mentre su cappella laterale e sacrestia compaiono i coppi. La struttura è in muratura portante, intonacata dentro e fuori.

Dentro la cappella: colori, cantoria e statue

All’interno, le due campate sono separate da archi impostati su un cornicione perimetrale e su lesene parietali. Tuttavia il cornicione si interrompe a due terzi della prima campata e sulla controfacciata, dove trova spazio una cantoria lignea.

L’apparato decorativo è semplice ma riconoscibile: pareti in tinta unita verde chiaro con cornici geometriche; lesene e volte in tonalità azzurra, con croci rosse come elementi di accento. La pavimentazione è in piastrelle tipo ardesia. Nella cappella laterale, inoltre, sono presenti le statue di Sant’Antonio da Padova e San Giuseppe.

Presbiterio e pala d’altare: il cuore liturgico

Il presbiterio è nell’abside ed è rialzato di un gradino rispetto all’aula: poco, ma basta a segnare lo spazio. La mensa in marmo è centrale. Sulla parete absidale si trovano il tabernacolo (su piedistallo in marmo) e la pala d’altare che raffigura la Madonna Consolata e San Carlo Borromeo: è la sintesi visiva dei santi titolari e della devozione del luogo.

Le panche dell’assemblea sono disposte “a battaglione” seguendo volume e orientamento dell’aula; in corrispondenza della cappella laterale, invece, l’assetto cambia e le panche risultano ortogonali all’orientamento principale.

Struttura e consolidamenti: tiranti e volte

Dal punto di vista strutturale, l’edificio è in muratura portante. Le volte a vela coprono l’aula, mentre la cappella laterale ha un soffitto piano. Sui punti degli archi sono presenti tiranti in ferro, inseriti per consolidare le volte: è un segno chiaro di attenzione alla stabilità nel tempo.

Storia in breve

Le caratteristiche costruttive e la tipologia architettonica indicano una costruzione collocabile nella prima metà del XIX secolo: una cappella di comunità, solida e funzionale, pensata per durare. Nel 1865 compare già nelle sue forme attuali nella mappa del catasto Rabbini, e quindi a metà Ottocento l’edificio è sostanzialmente quello che si vede oggi. Nel corso del XX secolo, inoltre, la cappella risulta oggetto di manutenzione ordinaria continua: non un restauro “una tantum”, ma una cura ripetuta nel tempo a opera dei borghigiani, cioè della comunità locale.

E qui arriva la cosa più concreta: la cappella non è un guscio “da foto”, perché viene officiata due volte l’anno, in occasione delle feste dei santi titolari. In altre parole, resta un luogo vivo, anche se con un calendario essenziale.

Stato di conservazione e uso attuale

Nel complesso la cappella presenta un discreto stato conservativo, sia all’esterno sia all’interno. E, proprio perché è mantenuta e usata, non dà l’idea del monumento abbandonato: è una piccola architettura religiosa di frazione che continua a fare il suo mestiere.

Scheda descrittiva e dati essenziali della cappella di Villanova

La Cappella della Beata Vergine Consolata e di San Carlo Borromeo di Giaveno è un edificio religioso ottocentesco situato nella frazione Villanova, a nord del centro cittadino, in prossimità dell’incrocio tra via Villanova e via Rosta. Presenta navata unica con due campate a volte a vela, cappella laterale sul lato sinistro, abside semicircolare con semicupola a tre spicchi e sacrestia adiacente. La facciata, rivolta a sud-ovest, è scandita da quattro lesene e conclusa da timpano triangolare; sul lato sinistro si eleva un campanile a base quadrata con cella campanaria aperta. L’interno conserva presbiterio rialzato con mensa in marmo e pala raffigurante Madonna Consolata e San Carlo Borromeo. Costruita nella prima metà del XIX secolo e attestata nel 1865 nel catasto Rabbini, la cappella è mantenuta nel tempo dalla comunità locale ed è officiata due volte l’anno in occasione delle feste dei santi titolari.

Le cose che tutti chiedono su questa cappella

Come si raggiunge la Cappella della Beata Vergine Consolata e di San Carlo Borromeo di Giaveno?

È nella frazione Villanova, a nord di Giaveno, in prossimità dell’incrocio tra via Villanova e via Rosta; inoltre la facciata è prospiciente via Rosta, quindi la individui facilmente.

La cappella è sempre aperta?

Non risulta un’apertura continuativa: tuttavia viene officiata due volte l’anno per le feste dei santi titolari, e quindi i momenti di fruizione ruotano soprattutto attorno a quelle ricorrenze.

Quali sono gli elementi architettonici più riconoscibili?

La facciata con quattro lesene e timpano triangolare, il campanile laterale a base quadrata e l’abside semicircolare con semicupola a tre spicchi.

Cosa c’è da vedere all’interno?

Oltre all’impianto con volte a vela e alla cantoria lignea, trovi la pala d’altare con Madonna Consolata e San Carlo Borromeo, il tabernacolo su piedistallo in marmo e le statue di Sant’Antonio da Padova e San Giuseppe nella cappella laterale.

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende